Juventus Thiago Motta
Il pareggio casalingo contro il Parma ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i tifosi della Juventus: dallo Stadium, sono giunti i primi fischi per i ragazzi di Thiago Motta. Un malcontento frutto dell’assenza di una vittoria da tre partite tra campionato e Champions League, oltre alla prestazione offerta contro i ducali, definibile a tratti confusionaria in fase di non possesso. I due gol subiti sono frutto di una catena fatta da distrazioni e mancanza di voglia. O almeno questo è quello che i tifosi hanno percepito dallo stadio.
A Thiago serve tempo
Il progetto targato Thiago Motta è a lungo termine, e questo è un concetto essenziale da cui partire. Sia a La Spezia che a Bologna, l’ex tecnico dell’Under 19 del Psg ha faticato nei primi mesi di panchina. È apparso piuttosto chiaro come serva più tempo per imprimere alla rosa i concetti tattici necessari allo sviluppo del gioco, rispetto ad altri sistemi che i bianconeri hanno adottato nel recente passato. Per un calcio propositivo, il tempo è la chiave: solo con il lavoro nel lungo periodo i calciatori possono imparare le idee e i relativi movimenti, mettendoli in pratica al meglio.
Sicuramente a Thiago Motta servirà tempo, ma quanto gliene sarà concesso? Il nodo è legato intorno a questa domanda, alla quale possiamo provare a rispondere guardando il recente passato bianconero. Vincere è l’unica cosa che conta per la Juventus, è un marchio impresso nel dna del club. E la pressione che si avverte con la maglia zebrata indosso, o seduto sulla panchina alla guida della squadra è altissima, ancor più alta se i trionfi mancano da qualche stagione.
I cambi di rotta hanno vinto, ma convinto?
Giuntoli ha scelto Thiago Motta per imprimere una netta direzione tecnica alla Juventus sul campo. Quella della ricerca di un cambio di strada era una situazione che si era già presentata qualche anno fa con Maurizio Sarri prima e Andrea Pirlo poi. Due tecnici orientati al palleggio finalizzato al controllo del possesso, a una ricerca costante della fase offensiva; idee durate una stagione ciascuno.
Ed è doveroso sottolineare come entrambi i tecnici abbiano vinto, con Sarri che ha conquistato lo Scudetto e Pirlo la Coppa Italia e la Supercoppa italiana. Due allenatori che andavano controcorrente rispetto sia al sistema adottato negli anni precedenti durante la prima gestione di Allegri, che alla filosofia del club. Nonostante i successi, entrambi sono stati allontanati dopo un anno.
Thiago Motta è sicuramente un grande allenatore, moderno, con un’impronta di gioco nuova e interessante ma che forse, quello bianconero, non è il terriccio migliore per far sbocciare il seme dell’idea di Calcio dell’ex centrocampista.
(Credits: Getty Images)
