Il monocampionato

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Normalmente quando si dice “non c’è gara” lo si fa in funzione di un complimento rivolto al giocatore o alla squadra nettamente superiore.

In effetti oggi la Juventus è la squadra col maggior tasso tecnico, il maggior fatturato, la dirigenza ad oggi più capace, con uno stadio che produce ulteriore ricchezza e una rendita cospicua che viene dall’Uefa, a mezzo dei premi per i risultati ottenuti in Champions.
Il prossimo campionato lo vincerà di nuovo lei, senza alcuna discussione e con una spiegazione tanto logica da far supporre che potrebbe essere facile immaginare la Juve campione d’Italia anche tra due e tre anni, stabilendo la più importante striscia di vittorie mai registrata nella storia.

Una buona notizia per l’ottima Juve che in Europa non ottiene gli stessi successi ma è ormai stabilmente nell’elite, insieme a Real, Barcellona e Bayern e in Italia non ha concorrenti. Il problema è proprio questo, in parte anche per gli stessi bianconeri, i quali avrebbero bisogno di una rivale che lotti alla pari per vincere il titolo, in grado di sollecitare gli abissi che ogni squadra dovrebbe verificare, per poter conoscere i limiti e poterli affrontare senza paure nei momenti che contano, come accaduto al Real lungo tutta la stagione.
La Juventus vince da sei anni senza che alcuna squadra opponga una vera resistenza e, nonostante i proclami di inizio stagione, Napoli e Roma a metà campionato sono già lontanissime. Il tutto mentre Inter e Milan stanno faticosamente tentando di rialzarsi dopo i quasi contemporanei addii di Moratti e Berlusconi per far posto, non senza disagi, alle proprietà cinesi. Passaggi societari carpiati che stenderebbero un toro (non nel senso granata), a maggior ragione le due milanesi che oltretutto stanno ancora cercando di trovare una soluzione per il nuovo stadio, inconsapevoli se tra dieci anni saranno ancora a dividersi San Siro o avranno finalmente uno stadio che genera ricchezza.

Più nell’attualità, dopo il naturale shock della rovinosa sconfitta in Champions, la Juventus ha confermato Allegri, sta salutando Dani Alves dopo alcune dichiarazioni sorprendenti e non del tutto comprensibili, ha soffiato il miglior giovane straniero della Serie A (Schick) alla concorrenza e sta per prendere persino Douglas Costa dal Bayern e/o anche N’Zonzi dal Siviglia. Giocatori di prima fascia che andranno ad impreziosire una rosa già fortissima. La Roma invece ha appena perso Spalletti in panchina, Totti e Salah (ceduto al Liverpool) per il campo, col possibile ulteriore sacrificio di uno tra Manolas e Rudiger per la difesa. Vendere per comprare, un limite di una Roma che da anni è quella che riesce ad arrivare seconda o terza inventandosi progetti ma senza mai avere soldi a sufficienza per allestire una formazione per il titolo.

Il Napoli non vende, ma nemmeno compra e, nonostante i propositi di scudetto che De Laurentiis annuncia, l’attuale formazione senza un paio di grandi innesti non può battagliare seriamente. Il Milan sta comprando molto, in attesa di capire il dopo Donnarumma (sempre che lasci veramente il Milan) ha scelto Musacchio e Rodriguez in difesa, più Kessie e Andre Silva. Pur prendendo come sembra, anche Biglia e Conti, la squadra è da primi quattro posti ma non ancora in grado di lottare per lo scudetto. L’Inter invece ha fatto i compiti a casa iniziando a dotarsi di una struttura societaria con a capo Walter Sabatini e prendendo Spalletti in panchina.
La squadra in allestimento però deve aspettare la fatidica data del 30 giugno, entro la quale deve racimolare 30 milioni, in nome dell’accordo con l’Uefa per il fair play finanziario, per poi partire con gli acquisti che raggiungeranno la squadra in ritiro dal 3 luglio.
I nomi sono quelli del pur bravo Skriniar, dell’esperto Borja Valero e non più Verratti, Di Maria e Nainggolan, indicati come possibili obiettivi. Può venir fuori un Inter più quadrata e continua ma non certo da titolo.

Non c’è gara dunque e continuerà a non esserci ancora per qualche anno, fino a quando il monologo bianconero non verrà interrotto, un giorno forse, da una maggiore competitività di una delle squadre rivali e la ripartizione economica sarà meno iniqua di quanto non stia avvenendo adesso. La Roma sta avviandosi verso il suo nuovo stadio, Napoli, Inter e Milan sono lontanissime da questo progetto e la tendenza, di questo passo è quella di una Juve che cercherà di arrivare a dieci scudetti consecutivi.

 

(Credits: La Presse)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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