Le partite che vince sempre la Juve

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Alla fine ha vinto la Juventus, nonostante la sensazione che questa volta per il Napoli potesse essere quella buona.
Quella in cui l’impero crollava a favore del nuovo corso partenopeo, quello in cui le assenze e lo stato di forma dei bianconeri avrebbero fatto la differenza a favore degli avversari e quello in cui il progetto di Sarri e De Laurentiis si sarebbe consolidato con la vittoria più importante, contro il nemico sportivo di sempre, andando a +7 in classifica.

Invece la Juventus ha dimostrato, per l’ennesima volta, che la differenza non la fa soltanto il modo in cui si gioca ma la mentalità e una serie di sfaccettature che si costruiscono solo se si ha piena consapevolezza di sé e degli avversari.

Per usare un rafforzativo: ha vinto la mentalità vincente, perché mentre il Napoli arrembava i bianconeri nella propria area la sensazione era che la squadra più forte fosse quella che si difendeva, in quanto mentalmente disponibile a giocare con umiltà, da piccola.

Come nei peggiori incubi dei tifosi napoletani, ha segnato Gonzalo Higuain con un gol importante, decisivo e festeggiato quasi con sdegno nei confronti del suo ex pubblico.

Un oltraggio e una prova di quanto non sia mai furbo provocare un giocatore augurandogli il male dopo un infortunio.

Anche nelle parole prima e dopo la partita dei due tecnici si trova la differenza di quel concetto di mentalità che fugge spesso nel modo di farla propria e nella sua stesura.

Allegri con atteggiamento forse arrogante ma efficace ha parlato tutta la settimana di partita più utile come test che come grande scontro con una rivale importante, come a sminuire in modo provocatorio una diretta concorrente con una diminutio.

Sarri invece ha detto esattamente quello che ci si immaginava a fine partita ovvero che il Napoli aveva comunque tenuto la Juventus nella sua area è dominato.
Sono esattamente questo tipo di dichiarazioni che ancora relegano il tecnico e il Napoli in quella terra di mezzo, in quella volontà di avere un gioco di qualità condidando grazie unicamente a queste, nei risultati. Manca sempre la malizia, esperienza, abitudine e soprattutto maturità per raggiungere stabilmente la vetta più alta.

Non basta la determinazione e la qualità, a questi livelli ci vogliono anche strategia comunicativa con la squadra e l’ambiente è un diverso approccio alle partite, considerando la natura degli avversari a prescindere dalla propria.
La Juventus da anni arriva allo scontro più importante e, nella maggior parte dei casi lo vince, quand’anche soccombe poi vince lo scudetto.
Non è un dramma perdere una partita, per quanto importante, oltretutto in casa contro una squadra molto forte, è un dramma sportivo non capire perché si perde o non si riesce a raggiungere lo scudetto. Negli ultimi anni a Napoli la responsabilità viene data ai fatturati, al fato, al destino cinico e baro, a Higuain e ad altri fattori come il trio d’attacco poco in forma, come lo ha definito Sarri in conferenza stampa.
Il Napoli è ancora avanti in classifica, ha davanti a sé altre 23 partite per dimostrare di aver compreso la lezione, la quale insegna che certe partite contro City e Juventus, squadre di un livello molto alto, non arrivano per caso.
Se verrà compreso che certe partite si preparano e affrontano anche fuori dal campo, che la partita a questo livello è fatta di dettagli e gli equilibri possono cambiare grazie a mosse coraggiose, il Napoli vincerà contro la Juve ed anche il campionato.

 

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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