Toppa Italia

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Ci sono diverse spiegazioni riguardo l’eliminazione delle squadre più forti del campionato ai quarti di finale della Coppa Italia. L’ultima in ordine di apparizione è l’Inter, uscita però meno fragorosamente ma più amarezza ai calci di rigore, dopo aver riacciuffato la Lazio in extremis all’ultimo secondo utile per tentare il pareggio, poi trovato proprio dal dischetto. Un penalty abbastanza evidente su Icardi non assegnato prima sullo 0-0 avrebbe forse cambiato l’esito del match ma non cambia la sostanza.

L’Inter ha giocato male tutto il primo tempo, non ha iniziato meglio il secondo mentre la Lazio palleggiava e gestiva il centrocampo con disinvoltura, pur senza trovare la via del gol. Dopo la metà della ripresa la squadra di Simone Inzaghi ha accusato la fatica e l’Inter è salita in cattedra prendendo il controllo del gioco.
I supplementari hanno portato con la stanchezza ad altri clamorosi errori, che hanno beffato i nerazzurri, traditi da troppi uomini diventati il vero problema di una stagione sciaguratamente già destinata ad essere considerata parzialmente fallimentare. Fuori dalla Champions e dalla Coppa Italia, terza in campionato ma più preoccupata della rimonta delle inseguitrici, tra cui il Milan.
Preoccupa che si sia di nuovo frantumato il fragilissimo equilibrio del club, tra tentate diaspore di giocatori come Perisic, Nainggolan, Miranda, Vecino e forse anche altri, trattenuti con risultati che sono sotto gli occhi di tutti: Perisic era cercato dall’Arsenal solo per un prestito, il giocatore non è sceso in campo e se lo avesse fatto sarebbe stato deludente come in tutta la stagione, Nainggolan è autore del rigore decisivo sbagliato e Spalletti è diventato un allenatore a tempo. La presenza di Conte a Milano per quattro giorni, persino vicino alla sede, se davvero ha parlato con qualcuno dei vertici nerazzurri, non è stata una gran mossa, così come quella di un dirigente celebrato come Beppe Marotta autore di un’ingenuità come quella di rivelare la volontà di Perisic di lasciare l’Inter. Il tecnico non l’ha presa bene e il mese di gennaio è servito più a isolarlo, depauperandolo dal suo potere, causando così anche il pessimo periodo di gennaio che si ripete da anni, ben prima che si insediasse Spalletti, oggi considerato il vero responsabile del disastroso inverno interista. Non riuscire a battere il Bologna è possibile, considerando la fatica di ieri con i supplementari, la squalifica di Politano e la svogliatezza di tutta la squadra, compreso Icardi che sta giocando sempre peggio da quando la trattativa del rinnovo è entrata nel vivo senza concludersi. Questo potrebbe portare all’esonero. Incredibile se si pensa la situazione solo un mese e mezzo fa, come è incredibile che all’Inter le colpe di società e giocatori si risolvano sempre e solo con l’esonero dell’allenatore, senza mai risolvere problemi e, nonostante questo, si procede sempre e solo con la sua giubilazione.

La situazione della Roma dipende da un presidente che da Boston pensa allo stadio che non si sta ancora facendo, non stima Di Francesco e non manca mai di farlo sapere pubblicamente, la squadra viene rifatta ogni anno, i giocatori ci sono ma giovani e le fragilità emergono in modo esponenziale, come dimostrano i 10 gol presi in soli 4 giorni.
Il Napoli ogni anno ha il problema di voler puntare al primo posto, doversi accontentare del secondo, cercare di far bene in Champions sfigate nel sorteggio, con tanto di beffa l’ultimo turno e puntare controvoglia all’Europa League. La Coppa Italia andava affrontata molto meglio ed è l’unica competizione che ad oggi la squadra di Ancelotti ha affrontato con approssimazione. Resta il fatto che un titolo a fine stagione andrebbe conquistato.
La Juventus è uscita male, con altri infortuni contro un Atalanta che è ormai una realtà ad alti livelli. Il 3-0 rivela la vulnerabilità di una squadra che però ha già virtualmente vinto il Campionato. La Champions è alle porte ma i carichi di lavoro pesanti si sapeva avrebbero creato qualche problema.
Il vero fastidio per tifosi e società è l’impossibilità di poter realizzare il Triplete.

 

(Credits: Getty Images)

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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