Gli 85 anni di Giovanni Trapattoni, un’icona del calcio italiano

Gli 85 anni di Giovanni Trapattoni, un’icona del calcio italiano

Gli 85 anni di Giovanni Trapattoni, un’icona del calcio italiano

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Ha compiuto ieri 85 anni Giovanni Trapattoni, uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio italiano. Un personaggio che ha vinto ovunque, da calciatore col Milan e poi da allenatore con Juventus e Inter, prima di cercare (e trovare) fortuna anche fuori dai confini nazionali, al Bayern Monaco, al Benfica e al Salisburgo, fino alle esperienze in nazionale con l’Italia e l’Irlanda.

GIOVANNI TRAPATTONI, BANDIERA DEL MILAN

Se da tecnico è stato capace di vincere quasi ovunque, da calciatore Trapattoni è stato una bandiera del Milan. Dalle giovanili alla prima squadra, è stato in rossonero per quindici anni, chiudendo l’ultima stagione della carriera al Varese, lui che in Lombardia è anche nato (a Cusano Milanino). Già con gli scarpini ai piedi ha messo assieme un palmares che fa invidia a tantissimi: due scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa Italia, una Coppa delle Coppe e una Intercontinentale, tutti trofei conquistati col Diavolo. In più diciassette presenze in azzurro, in anni nei quali la nazionale è passata sì dalle delusioni dei Mondiali 1962 e 1966, ma anche dall’Europeo vinto nel 1968, schierando campioni che hanno fatto al storia del calcio italiano.

GIOVANNI TRAPATTONI, I TRIONFI CON LA JUVENTUS

Da allenatore, però, il percorso è stato ancora migliore. L’esperienza nelle giovanili, ancora col Milan, un anno in prima squadra in rossonero e poi una decade intera con la Juventus dominando in Italia e nel mondo, vincendo anche la Coppa dei Campioni (nella tristissima serata dell’Heysel celebre per i 39 tifosi morti sugli spalti a Bruxelles in occasione della finale col Liverpool).

Ancor più dopo un passato del genere, da bandiera prima del Milan e poi della Juventus, era difficile immaginare di riuscire a farsi amare in una piazza come quella dell’Inter e invece Trapattoni ci è riuscito, conquistando lo “scudetto dei record” (58 punti, primato per l’era dei due punti a vittoria), una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa. Il capolavoro sarebbe stato, ancor più, vincere il tricolore con la Fiorentina, ma arrivato in testa a gennaio alla guida della Viola si arrese al grave infortunio capitato a Batistuta e alle bizze di Edmundo, che preferì il carnevale di Rio alla permanenza in Toscana per aiutare la squadra.

GIOVANNI TRAPATTONI, L’ESTERO E LA NAZIONALE

Nel frattempo il “Trap” aveva già conquistato Bundesliga, Coppa di Lega e Coppa di Germania nel biennio vissuto al Bayern Monaco, dimostrando di sapersi adattare anche in un’importante realtà estera, in anni nei quali non era la regola vedere tecnici nostrani fuori dai confini italiani. Vincerà il campionato anche con Benfica e Salisburgo, dopo aver tentato l’avventura in azzurro con meno fortuna: nel 2002, al Mondiale, uscirà agli ottavi di finale contro la Corea del Sud padrona di casa, “vittima” delle decisioni arbitrali di Byron Moreno. Due anni dopo l’eliminazione ai gironi dell’Europeo in Portogallo.

 

(Credits: Getty Images)

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