LEEDS, ENGLAND - APRIL 25: Mason Greenwood of Manchester United in action during the Premier League match between Leeds United and Manchester United at Elland Road on April 25, 2021 in Leeds, United Kingdom. Sporting stadiums around the UK remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Ash Donelon/Manchester United via Getty Images)
1977 – The War of the Roses
The War of the Roses (La Guerra delle Due Rose) fu un conflitto combattuto tra il 1455 e il 1487 tra la contea del Lancashire (rappresentata dalla rosa rossa) e quella dello Yorkshire (rappresentata dalla rosa bianca). Questa rivalità storica è sopravvissuta nei secoli, trasferendosi anche nel calcio, in particolare tra i tifosi del Manchester United (Lancashire) e del Leeds United (Yorkshire). Negli anni ’70 questa rivalità divenne particolarmente violenta.
Nel 1977, per la “gioia” della polizia, le due squadre furono sorteggiate contro nella semifinale di FA Cup. La partita si sarebbe giocata in campo neutro: venne scelto lo stadio di Hillsborough. L’impianto fu diviso equamente, con circa 20.000 biglietti assegnati a ciascun club, mentre i restanti furono messi in vendita come tagliandi neutrali tramite la biglietteria dello Sheffield Wednesday, la squadra di casa dello stadio.
I bagarini del Manchester United, però, erano ben organizzati e riuscirono ad acquistare quasi tutti i biglietti neutrali, soprattutto quelli destinati a The Kop, la curva tradizionalmente occupata dai tifosi del Leeds (non esiste solo The Kop di Liverpool: anche altre curve hanno adottato lo stesso nome).
All’esterno dello stadio l’ordine pubblico fu gestito senza grandi problemi: i tifosi del Leeds arrivarono in una stazione, quelli dello United in un’altra, e tutti i pub nelle vicinanze furono chiusi (con un notevole danno economico per i gestori). Purtroppo, però, all’interno di The Kop, con le due tifoserie mescolate, l’inevitabile accadde. La scena fu descritta come “un uovo fritto” (bianco e giallo, i colori del Leeds) con una generosa dose di ketchup sopra (rosso, il colore del Manchester United).
La squadra di Tommy Docherty aveva già vinto nello stesso stadio la semifinale della stagione precedente contro il Derby County, e quell’esperienza si fece sentire subito. Il Leeds apparve molto nervoso e, dopo soli 14 minuti, era già sotto di due gol, segnati da Jimmy Greenhoff e Steve Coppell per il Manchester United. A quel punto i tifosi con le sciarpe rosse che non erano impegnati negli scontri iniziarono a sognare Wembley.
Il Leeds, però, non smise di crederci: dominò il possesso palla senza riuscire a trovare la rete. Nel secondo tempo arrivò il momento della speranza quando, al 68°, l’arbitro assegnò un calcio di rigore. Alan Clarke trasformò, ma il Leeds non riuscì a completare la rimonta. Fu così il Manchester United a volare a Wembley, dove lo attendeva un altro derby, questa volta contro il Liverpool. Lo United vinse la finale, impedendo ai Reds di completare il triplete dopo aver già conquistato Campionato e Coppa dei Campioni.
Played for both – Gordon McQueen e Joe Jordan
Fino al 1978 nessun giocatore si era mai trasferito direttamente dal Leeds United al Manchester United. Incredibilmente, nel giro di meno di un mese, due calciatori infransero questo tabù. Joe Jordan e Gordon McQueen erano grandi amici: entrambi scozzesi, arrivarono a Elland Road all’inizio degli anni ’70. Jordan era un vero bomber, soprannominato Jaws(forse lo ricordate con le maglie di Milan e Verona, o per la celebre lite con Gattuso quando era viceallenatore del Tottenham), mentre McQueen era un solido difensore centrale.
Con il Leeds vinsero il campionato nel 1974, ma dopo la sconfitta nella finale di Coppa dei Campioni contro il Bayern Monaco nel 1975 la squadra iniziò lentamente a smantellarsi. Il Leeds rifiutò inizialmente un’offerta del Bayern per Jordan, ma accettò poi quella del Manchester United: 350.000 sterline, cifra record, nel gennaio 1978. Con il trasferimento Jordan raddoppiò anche lo stipendio. Chissà se lo raccontò subito all’amico McQueen, fatto sta che nel febbraio 1978 anche lui percorse l’autostrada M62 in direzione Old Trafford, per 495.000 sterline.
L’addio ai tifosi del Leeds non fu affatto sereno, soprattutto dopo una sua dichiarazione rimasta famosa:
“Il 99% dei calciatori vuole giocare per il Manchester United, e tutti gli altri mentono.”
L’odio verso i due fu immediato e raddoppiato: McQueen per quella frase, Jordan per aver convinto l’amico a lasciare Leeds. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare quale fosse l’atmosfera quando tornarono a Elland Road indossando la maglia del Manchester United.
Unsung Hero – Paul Madeley
Restiamo negli anni ’70 per parlare del nostro Unsung Hero. Fu un periodo d’oro nella storia del Leeds United: tra il 1965 e il 1975 il club fu una delle grandi potenze del calcio inglese. Paul Madeley fu una presenza costante in quegli anni. Nato a Leeds, esordì con la prima squadra nel 1964.
Era conosciuto come un vero utility player, capace di giocare praticamente in ogni ruolo. E lo fece davvero: indossò tutti i numeri di maglia dal 2 all’11 almeno una volta, escluso solo quello del portiere. Il suo soprannome era “il Rolls Royce”: completamente affidabile, sempre autore di prestazioni di altissimo livello.
Madeley fu totalmente devoto al Leeds. Il suo allenatore Jimmy Armfield raccontò che, al momento del rinnovo del contratto, Madeley disse:
“Datemi un foglio in bianco, io firmo e poi fate voi. Non mi interessano i dettagli, voglio solo giocare per il Leeds.”
E così fu. Si ritirò nel 1980 e l’unica altra maglia che indossò fu quella della nazionale inglese. Purtroppo non ha vissuto in buona salute gli ultimi anni della sua vita ed è scomparso nel 2018, ma rimane una figura amatissima e indimenticabile per i tifosi del Leeds.
Passando alla partita
Leeds Utd – Manchester United, Elland Road, 4 gennaio 2026
Quando il calendario è stato pubblicato a giugno, i tifosi del Leeds hanno subito cercato la data della partita casalinga contro il vecchio nemico, e hanno dovuto attendere metà stagione per questo “Natale posticipato”. Il ritorno in Premier League non è andato malissimo: dopo un avvio lento, la squadra di Farke si trova nella parte bassa della classifica, ma con un discreto margine sulle ultime tre.
Il Manchester United ha vissuto il solito periodo fatto di alti e bassi durante le feste: una buona vittoria contro il Newcastle nel Boxing Day, seguita da un pareggio casalingo contro il Wolverhampton quattro giorni dopo. Mancavano ben otto giocatori, ma considerando che i Wolves avevano raccolto solo due punti in tutta la stagione, la rosa avrebbe dovuto comunque essere sufficiente per vincere. Allenatore e giocatori sono stati fischiati sia all’intervallo sia a fine partita; forse è meglio che la prossima gara sia in trasferta, dove i fischi arriveranno dai tifosi avversari.
Spesso si parla della mancanza di atmosfera negli stadi della Premier League, ma Elland Road è l’eccezione alla regola, soprattutto quando l’avversario è il Manchester United. Sir Alex Ferguson ha sempre definito queste partite come le più ostili della sua carriera in panchina.
Non è facile capire chi potrà recuperare per la gara: le assenze per la Coppa d’Africa continueranno a pesare e, da quanto si legge, il rientro di alcuni giocatori appare complicato. Scrivo queste righe prima di Liverpool-Leeds, ma sul fronte assenze la situazione del Leeds sembra meno problematica.
Dominic Calvert-Lewin è il giocatore dei Whites più in forma del momento: prima della partita contro il Liverpool aveva segnato in sei gare consecutive. Un suo eventuale gol decisivo contro il Manchester United potrebbe valergli una statua a Elland Road.
Vedremo come finirà questa nuova War of the Roses. Fare un pronostico in un periodo così fitto di partite è difficile, ma una cosa è certa: l’atmosfera sarà rovente.
Happy New Year a tutti!
