CICLISMO, EUROPEI ELITE: L’ITALIA PUNTA TUTTO SU ALBERTO DAINESE

CICLISMO, EUROPEI ELITE: L’ITALIA PUNTA TUTTO SU ALBERTO DAINESE

CICLISMO, EUROPEI ELITE: L’ITALIA PUNTA TUTTO SU ALBERTO DAINESE

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Se c’è una certezza nel variegato e spesso imprevedibile mondo del pedale, quella riguarda la maglia blu stellata di campione d’Europa. Che da quattro anni a questa parte è esclusiva di corridori italiani: Trentin, Viviani, Nizzolo e Colbrelli se la sono passata di mano dal 2018 in qua, ribadendo che almeno nella gara di un giorno che assegna il titolo continentale il motto “italians do it better” funziona a dovere.

Difficile dire però se anche nell’edizione 2022 ci sarà tempo e modo di ripetere gli exploit del quadriennio passato: dei magnifici quattro sono a disposizione dell’esordiente commissario tecnico Daniele Bennati soltanto Matteo Trentin ed Elia Viviani, dal momento che Sonny Colbrelli è fuori gioco ormai da inizio stagione dopo i problemi palesati alla Volta a Catalunya, mentre Giacomo Nizzolo è stato costretto all’ultimo a fermarsi a causa dei postumi della caduta rimediata pochi giorni fa al Tour de l’Ain.

Un rimpianto mica da poco: Nizzolo era la punta designata della squadra azzurra, che adesso cercherà di ricalibrare le proprie cartucce su Alberto Dainese, che al Tour qualche buon segnale in volata l’aveva offerto, con Elia Viviani che è stato convocato last minute rinunciando alla gara a eliminazione in pista, dove partiva come campione in carica.

UNA NAZIONALE CHE PUNTA A STUPIRE

Va detto subito che Viviani non è, almeno sulla carta, nelle condizioni di poter ambire a un piazzamento tra i migliori. Per questo l’Italia potrebbe fare tutta la corsa per Dainese o al più per Luca Mozzato, un altro che al Tour s’è fatto vedere di tanto in tanto tra le ruote veloci, ma che a sua volta è incappato in una caduta mercoledì scorso. Il fatto che il percorso di Monaco di Baveria strizzi l’occhio ai velocisti non è necessariamente un male per la pattuglia azzurra: ci fosse stata un’altimetria differente sarebbe stata dura trovare un interprete adatto a resistere ai migliori, anche se in un arrivo in volata non è che la coperta sia poi tanto lunga.

Il regista del gruppo sarà Trentin, che potrebbe anche tentare l’azzardo in volata, qualora si arrivasse in un gruppo ristretto, mentre Filippo Ganna dovrà cercare di tenere i capitani di giornata nelle posizioni che contano. Completano la rosa Jonathan Milan, Jacopo Guarnieri e Filippo Baroncini. Bennati, al debutto assoluto sull’ammiraglia della nazionale, ha provato a guardare oltre:

“Dispiace non avere Nizzolo, perché uno del suo carisma e della sua esperienza avrebbe fatto comodo, oltre che avrebbe potuto dire la sua su un percorso così adatto alle ruote veloci. Avremo comunque le nostre carte da giocare e cercheremo di dare il massimo, com’è giusto che sia. C’è un po’ di emozione, ma anche la consapevolezza di avere qualcosa da dire”.

TUTTI CONTRO JAKOBSEN: DEMARE E ACKERMANN I PRIMI RIVALI

I favori del pronostico mai come stavolta puntano tutti in direzione Olanda, con Fabio Jakobsen che oltre ad essere il corridore più vincente del 2022 (11 vittorie, tutte in volata) ha mostrato di star bene anche al recente Tour de France. Sarà lui l’osservato speciale di tutte le nazionali rivali: la Francia schiera Arnaud Demare, uno che su arrivi simili può diventare un fattore e che è reduce da una buona condizione mostrata anche al Giro di Polonia.

La Germania, padrona di casa, confida che questa sia la volta buona di Pascal Ackermann, già due volte sul podio nelle scorse edizioni, deciso però a brindare davanti al pubblico amico (in alternativa c’è John Degenkolb). I belgi, senza Van Aert, faranno la corsa per Tim Merlier, che rimane un buon velocista nonché ottimo finisseur, mentre la Danimarca ha eletto capitano Mads Pedersen, uno che di volate importanti se ne intende (il mondiale 2018 è un manifesto di resilienza e intelligenza).

E poi occhio ad Alexander Kristoff, il primo a indossare la maglia blu stellata nel 2016, da quando cioè l’europeo contempla ancora una corsa in linea elite. Sulla carta merita attenzioni anche Sam Bennett, ma nel 2022 l’irlandese ha davvero fatto tanta, troppa fatica. Assente Peter Sagan, vincitore del 2017. La corsa misurerà 208 chilometri e potrà essere seguita in diretta tv su Rai Due a partire dalle 14.

(Credits: Getty Images)

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