GIRO DI LOMBARDIA È IL GIORNO DEGLI ADDII. MA È ANCHE POGACAR CONTRO VINGEGAARD

GIRO DI LOMBARDIA È IL GIORNO DEGLI ADDII. MA È ANCHE POGACAR CONTRO VINGEGAARD

GIRO DI LOMBARDIA È IL GIORNO DEGLI ADDII. MA È ANCHE POGACAR CONTRO VINGEGAARD

96
0

È l’ultima classica monumento della stagione, ma soprattutto è l’ultima corsa di tre campioni assoluti che la storia del ciclismo l’hanno scritta a caratteri cubitali, lasciando ben più di un normale segno sull’asfalto. Sono tre, e non due, seppur tutti ne hanno decantati un paio negli ultimi giorni: di Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde è stato detto e scritto di tutto, pronti ad attaccare per l’ultima volta il numero sulla schiena.

Ma Il Lombardia edizione 116, quello che scatterà in mattinata da Bergamo per concludersi in riva al Lario a Como, è anche la corsa che saluta definitivamente un campione del calibro di Philippe Gilbert, che la classica delle foglie morte (così ribattezzata perché posta in calendario ad autunno, quando ormai già da qualche settimane le foglie cadono dalle piante: poesia applicata al pedale…) l’ha vinta in due occasioni consecutivamente nel 2009 e nel 2010, e che seppur da almeno un paio d’anni faccia parte della carovana di molte delle corse più importanti senza alcuna velleità di vittoria, certamente merita di essere celebrato con tutti i crismi del caso.

Gli altri due corridori a un passo dal congedo, soprattutto Valverde, le loro carte per giocarsi addirittura la vittoria finale sembrerebbero avercele tutte a posto: comunque vada per loro sarà un successo, e per tanti appassionati sarà una giornata triste e memorabile allo stesso tempo.

 

RIECCO VINGEGAARD SULLA STRADA DI POGACAR

Se poi voleste un motivo ulteriore per seguire ll Lombardia 2022, come se già non ce ne fossero abbastanza, allora sappiate che quella alle porte è la prima gara nella quale Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard si ritroveranno di fronte dopo lo spettacolo che hanno saputo regalare nel corso dell’ultima edizione del Tour de France. Il danese specialmente, tornato in gruppo dopo due mesi di stop (ha ammesso candidamente di non aver retto tutta la pressione derivante dall’exploit in terra transalpina), è alla prima vera corsa di un certo livello, e seppur ha rischiato di vincere la CRO Race (una sorta di Giro di Croazia, beffato all’ultima tappa da Matej Mohoric), di certo non partirà come uno dei grandi favoriti: tagliarlo fuori del tutto magari sarebbe un po’ irrispettoso, ma è evidente come i papabili vincitori alberghino da altre parti.

Se poi voleste andare sul sicuro, una fiche su Pogacar giocatevela pure: lo sloveno ha vinto l’edizione 2021 ed è desideroso di fare il bis, cosa che gli consentirebbe di chiudere una stagione che è stata decisamente trionfale nella prima parte (l’assolo alle Strade Bianche e la vittoria alla Tirreno Adriatico lo stanno a dimostrare) salvo poi regalargli ben poche altre gioie, con il secondo posto al Tour e il ritorno alla vittoria nel Giro di Slovenia, al GP di Montreal e alla Tre Valli Varesine. Al Giro dell’Emilia, una settimana fa, s’è fatto staccare da Enric Mas, che non a caso è uno dei grandi pretendenti al successo finale: in forma davvero strepitosa, reduce dal secondo posto alla Vuelta dietro Evenepoel, lo spagnolo potrebbe rappresentare il rivale più accreditato per Pogacar, che dovrà sorvegliarlo a vista.

 

IL PERCORSO: CIVIGLIO E SAN FERMO GIUDICI INAPPELLABILI

Il percorso del Lombardia 2022 misura in tutto 253 chilometri e per almeno tre quarti abbondanti non dovrebbe riservare grosse sorprese. Le salite non mancheranno: Forcellino di Bianzano, dopo soli 20 chilometri, rappresenta un primo assaggio, cui farà seguito il Passo di Ganda e lo strappo verso Dossena. Forcella di Bura e Colle di Berbenno immetteranno i corridori al giro di boa di giornata, con una cinquantina di chilometri pianeggianti a seguire.

La corsa vera comincerà allo sulla salita della Madonna del Ghisallo, preludio al San Fermo della Battaglia che con i suoi 2,7 chilometri al 7,2% comincerà a farsi sentire nelle gambe della carovana. Ai -17 ci sarà il Civiglio a far decollare i sogni di gloria degli attaccanti di giornata: la pendenza di poco inferiore al 10% nei 4 chilometri di ascesa rappresenta il trampolino di lancio ideale per qualsiasi tentativo di allungo. Ma prima del traguardo ci sarà da percorrere un’altra volta il San Fermo della Battaglia, e chissà che allora in banco non possa saltare praticamente ai -5 dall’arrivo.

 

GLI ALTRI FAVORITI: MOHORIC SOGNA UNA CLAMOROSA DOPPIETTA

Il Lombardia, tra le classiche monumento, è forse quella meno facile da controllare. Difficile dire se andrà in porto un tentativo di attacco negli ultimi 20 chilometri o se si arriverà con un drappello ridotto, pronto a giocarsi la vittoria in volata. Così fosse, Pogacar partirebbe ancor più favorito, ma chissà che del drappello dei migliori non possa far parte anche Valverde (nel trittico lombardo c’è sempre stato), pronto a giocarsi l’ultimo sprint in carriera.

Altri uomini caldi: Daniel Martinez e Sergio Higuita stanno bene e non intendono sottrarsi al ruolo di capitano dei rispettivi team (Ineos e Bora, ma quest’ultima ha pure Aleksandr Vlasov), Julian Alaphilippe anche su una gamba sola non va mai preso… sottogamba, Matej Mohoric sogna un’altra sparata delle sue, puntando a mettere in bacheca un’altra classica monumento dopo il blitz alla Sanremo dello scorso marzo (per quanto visto alla CRO Race ha la gamba buona per provarci).

Bardet, Mollema e Uran proveranno a giocarsela, e tanto basta. E gli italiani? Nel giorno dell’addio di Nibali, qualche timida chance potrebbero avercela Lorenzo Rota (il migliore al mondiale), Domenico Pozzovivo (mai domo) e Alberto Bettiol, uno che quando c’è da fiutare il colpo non si tira mai indietro.

 

(Credits: Getty Images)

(96)

Redazione Redazione SNAI Sportnews che tratta tutti gli sport, con le quote, presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE