MONDIALI CICLISMO, BENNATI PUNTA SU UN ATTACCO A TRE PUNTE

MONDIALI CICLISMO, BENNATI PUNTA SU UN ATTACCO A TRE PUNTE

MONDIALI CICLISMO, BENNATI PUNTA SU UN ATTACCO A TRE PUNTE

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Per qualcuno è la nazionale più “debole” (il termine usato sarebbe un altro, ma tant’è) di sempre, per altri una delle possibili mine vaganti. La certezza assodata è che la prima Italia mondiale di Daniele Bennati non è certo una delle più forti che la storia ricordi, e che per riportare la maglia iridata sul suolo italico servirà ben più di una semplice impresa. Ma a Wollongong, a 50 chilometri da Sydney, domenica prossima all’alba italiana magari qualcosa di buono potrebbe anche venire fuori. Molto dipenderà dall’andamento di una corsa che al solito rischia di rivelarsi più complicata e criptica del previsto, con tanti pretendenti decisi a vendere cara la pelle e dinamiche che come da consolidata tradizione potrebbero sfuggire a qualsiasi previsione della vigilia.

La nazionale azzurra si presenterà senza nulla da perdere e con la voglia di provare a far saltare il banco, magari approfittando di qualche marcatura di troppo tra i big più attesi. A Bennati dopotutto nessuno chiede di vincere, ma un po’ di serenità dopo le polemiche degli ultimi giorni legate anche alla deludente cronometro di Ganna di domenica scorsa, poi parzialmente rimediata dall’argento beffa nella crono staffetta mista (meno di 3 secondi dietro la Svizzera, medaglia d’oro), e soprattutto agli sconquassi che fanno capo alla federazione guidata da Dagnoni, certo non guasterebbe.

 

ATTACCO A TRE PUNTE: BETTIOLI, BAGIOLI E TRENTIN

“La Squadra”, così come viene chiamata la selezione nazionale azzurra al via di ogni competizione iridata, olimpica o continentale, avrà il suo logico capitano in Alberto Bettiol. Una prima punta quasi obbligata, pensando sia alle caratteristiche tecniche del tracciato (non troppo piatto, ma comunque non così selettivo: somiglia a una classica, ma non taglia di netto i velocisti fuori dal discorso medaglie), ma non la sola a disposizione del commissario tecnico, che si aspetta molto anche da Andrea Bagioli e da Matteo Trentin.

Bettiol ha dalla sua l’esperienza giusta per poter fare un certo tipo di corsa: la vittoria al Fiandre 2019 rimane una perla incastonata in una carriera nella quale avrebbe potuto raccogliere di più, ma che ha ancora molto da dire. E le buone prove offerte al Tour, quando è andato due volte a un passo dal vincere una tappa, ne hanno confermato le velleità di misurarsi con i più forti.

Al Tour era presente anche Bagioli, che è stato tra i primi a studiare il percorso iridato, ammettendo che lo strappo del Mount Pleasant (da ripetere 20 volte) sarà il punto focale di qualsiasi tentativo di allungo da parte dei papabili vincitori. Trentin da anni ormai è il regista della nazionale: la recente vittoria di tappa al Giro del Lussemburgo ne ha messo in mostra anche una condizione decisamente all’altezza.

 

CONCI È L’ULTIMO TASSELLO, PREFERITO A SOBRERO E ZANA

Della formazione italiana faranno parte anche Davide Ballerini, Edoardo Affini, Lorenzo Rota, Samuele Battistella e Nicola Conci. Quest’ultimo è stato preferito a Matteo Sobrero (che ha già corso le due gare a cronometro a inizio settimana) e Filippo Zana, il quale per caratteristiche tecniche avrebbe forse fatto un po’ più fatica dei compagni su un tracciato abbastanza esigente. Quest’ultimi due restano a Wollongong come riserve, e potranno comunque essere inseriti al posto degli 8 titolari fino a poche ore prima del via della gara, se mai ce ne fosse bisogno.

L’Italia insegue nel profondo sud australiano un titolo che manca dal 2008, quando Alessandro Ballan sorprese tutti a Varese nel giorno dell’ultima gara in carriera di Paolo Bettini, che si presentava bicampione in carica all’appuntamento iridato. Da allora “La Squadra” non ha raccolto più titoli, ma qualche delusione di troppo: negli ultimi 13 anni è arrivata solo una medaglia d’argento, quella conquistata nel 2019 da Trentin (con un’infinita scia di rimpianti) nello Yorkshire, battuto in volata da Mads Pedersen. Quest’anno l’impresa appare ancora meno alla portata, ma nessuno si sogna di partire già battuto: i favoriti sono altri, ma l’Italia vuol vendere cara la pelle e fare i conti col passato.

 

(Credits: Getty Images)

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