TOUR DE FRANCE TAPPA 19: FINITE LE MONTAGNE, TOCCA DI NUOVO ALLE RUOTE VELOCI

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TOUR DE FRANCE TAPPA 19: FINITE LE MONTAGNE, TOCCA DI NUOVO ALLE RUOTE VELOCI

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Le montagne sono il passato, il presente ha il volto dolce e rassicurante di una frazione che non presenta asperità di rilievo e che, al netto dei soliti tentativi di fuga, promette di essere una prova generale dell’arrivo in volata di domenica prossima sugli Champs Elysees.

Il Tour riprende fiato, anche se la cronometro in programma sabato in qualche modo servirà per cristallizzare meglio una classifica che dopo le due tappe pirenaiche ha consegnato la corsa nelle mani di Jonas Vingegaard, troppo forte per poter essere attaccato da Tadej Pogacar, troppo ben coperto da una squadra che subito dopo essere incappata in una giornata storta (è successo mercoledì scorso, quando ha lasciato incautamente da solo il proprio capitano nella salita verso il Peyragudes) ha pensato bene di rispondere alle critiche offrendo una sontuosa prestazione nella frazione che di fatto ha deciso la corsa.

Vingegaard nuovo Re di Francia, perché la strada questo ha decretato. Ma da Castelnau a Cahors ci sarà ancora tempo e spazio per il team della maglia gialla per dettare legge.

 

TUTTI GLI OCCHI SU VAN AERT, L’UOMO OVUNQUE

Perché è impossibile non pensare a Wout Van Aert quando la giornata propone un probabile arrivo in volata. Non necessariamente a ranghi compatti, perché se è vero che il leader della classifica a punti avrebbe comunque tanti buoni motivi per potersi ritenere competitivo anche in una volata con tutti i big delle ruote veloci, per quanto visto sinora non è da scartare l’ipotesi di un drappello di fuggitivi in grado di staccare il gruppo e fare volata a sé.

Van Aert ci si tufferebbe a pesce, un po’ come ha fatto durante tutta la corsa: se c’è una fuga da lontano, lui è già li pronto ad attendere il momento propizio per infilarsi dentro e dare fuoco alle polveri. O magari dimostrerà di essere umano anche lui (come capitato a Pogacar), prendendosi un giorno sabbatico prima di tentare l’ultimo assalto a Parigi (e anche a cronometro non starà a guardare).

Di sicuro avrà interesse a sprintare ad Auch nell’ultimo traguardo volante di questa edizione del Tour, che arriverà dopo 30 chilometri tutti in discesa. La Cote de la cité medievale de Lauzerte, un paio di chilometri al 6,2% di pendenza media, servirà solo a scaldare un po’ le gambe dopo la poca fatica iniziale, così come la Cote de Saint-Daunes, ultimo GPM della corsa (la maglia a pois se l’è presa Vingegaard grazie alla vittoria a Hautacam, con Gesckhe beffato praticamente sull’ultima salita), 1.600 metri a poco più del 6%. A quel punto mancheranno 35 chilometri al traguardo, e di tempo per le squadre dei velocisti per mettere a punto gli ingranaggi ce ne sarà a sufficienza.

 

PHILIPSEN FAVORITO D’OBBLIGO, MA OCCHIO A PEDERSEN

Van Aert uomo da battere? Forse, ma occhio poi ai soliti noti. Quelli delle volate, insomma: Jasper Philipsen è l’ultimo vincitore in ordine di tempo e ha il morale alto, deciso a chiudere il Tour con un altro assolo tra Cahors e Parigi. Fabio Jakobsen prepara la rivincita dopo aver fatto la voce grossa a inizio corsa, mentre Dylan Groenewegen, superate indenni le montagne, potrebbe nuovamente tornare a impensierire i colleghi.

Anche se poi, arrivati alla 19esima tappa di una Grand Boucle tanto esigente (soprattutto per via del caldo), le sorprese potrebbero essere davvero dietro l’angolo: Mads Pedersen, l’altro danese forte di questa edizione del Tour, è pronto a sferrare un ultimo attacco, mentre Caleb Ewan (in grande difficoltà sui Pirenei) vorrebbe lasciare un segno dopo una comparsata in terra di Francia sin qui anonima come poche.

Cosa che vorrebbe fare anche Peter Sagan, che qualche discreto piazzamento l’ha mandato a referto e che magari potrebbe indovinare la zampata in onore dei vecchi tempi andati. Speranze italiane, infine, affidate al solito ad Alberto Dainese e Luca Mozzato, con Andrea Pasqualon non troppo lontano: un piazzamento tra i primi 10, visti i precedenti delle scorse settimane, non verrebbe disprezzato da nessuno.

 

(Credits: Getty Images)

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