VUELTA A ESPANA, TAPPA 17: ROGLIC SI RITIRA, REMCO “VEDE” MADRID

VUELTA A ESPANA, TAPPA 17: ROGLIC SI RITIRA, REMCO “VEDE” MADRID

VUELTA A ESPANA, TAPPA 17: ROGLIC SI RITIRA, REMCO “VEDE” MADRID

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La bomba stavolta arriva di primo mattino, ed è di quelle che tramortiscono anche il più impassibile degli addetti ai lavori: Primoz Roglic ha deciso di ritirarsi dalla Vuelta, rinunciando al proposito di conquistarla per la quarta volta consecutiva. Dopo aver rosicchiato altri 8 secondi a Evenepoel nella tappa con arrivo a Tomars, il fuoriclasse sloveno s’è dovuto arrendere ancora una volta alla sfortuna, e forse anche a un po’ di imperizia: fatali i danni riportati a polso, gomito e ginocchio destro dopo la rovinosa caduta nella quale è incappato a una cinquantina di metri dal traguardo, quando era in piena accelerazione nella volata ristretta che ha portato alla vittoria (pronosticata) di Mads Pedersen.

Un dejavu tremendo per il vincitore delle ultime tre edizioni della corsa spagnola: sempre per via di una caduta s’era dovuto ritirare dal Tour de France (quando era già fuori classifica), e il ricordo corre anche ad altre gare (vedi la Parigi-Nizza 2021) perse sempre per lo stesso motivo quando ormai il più era fatto. Quella di Roglic, insomma, comincia a somigliare a una maledizione: la Jumbo Visma perde il proprio capitano, la Vuelta un protagonista indiscusso che avrebbe avuto l’opportunità di tenere apertissima la corsa fino a sabato.

Evenepoel non potrà essere contento, ma alla fine è quello che ne beneficerà maggiormente: senza più lo sloveno da marcare, le possibilità di arrivare in rosso a Madrid per lui aumentano in maniera considerevole.

LOPEZ PER LA GRAN RIMONTA, MAS PER PROVARCI ANCORA

Senza più Roglic diventa Enric Mas l’unico vero antagonista del belga, a meno che Ayuso, Rodriguez e Lopez non inventino il colpo della vita (ma sono tutti a 4’ di ritardo dalla vetta). E la tappa odierna da Aracena al Monasterio de Tenduria potrebbe servire già per farsi meglio un’idea su come provare ad attaccare la maglia rossa: 162 chilometri totali, un andamento mai piatto, un traguardo volante a Segura de Leon (con abbuoni) e poi la salita finale, l’unico GPM di giornata, 10 chilometri totali con in mezzo un paio meno pronunciati, così da farla sembrare meno dura (5% di pendenza media, ma punte anche al 12% nel tratto finale).

Per Roglic sarebbe stata manna dal cielo, una salita perfetta per continuare a rosicchiare secondi a Remco, ma il suo resterà solo un proposito di fine estate senza la prova provata. Forse Lopez è quello uscito meglio dalle montagne dello scorso fine settimana: potrebbe essere lui l’uomo di riferimento nei 10 chilometri finali, con Mas che in qualche modo proverà a sfruttarne il lavoro. E poi ancora Ayuso, Rodriguez e uno alla Carapaz, che pure forse farà la corsa proprio per Rodriguez.

Un sogno? Una stoccata di Valverde o Nibali: sono arrivati alla Vuelta con il proposito di un ultimo ballo, una tappa in cui consegnarsi definitivamente alla storia e salutare al meglio i grandi giri. Questa potrebbe essere davvero la loro occasione buona, e magari un tentativo lo faranno. Specie ora che non c’è più Roglic, con la corsa magari un po’ più bloccata, sai mai che a uno dei due riesce la magata.

 

(Credits: Getty Images)

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