VUELTA A ESPANA, ECCO LA TERZA SETTIMANA: REMCO GIOCA IN DIFESA

VUELTA A ESPANA, ECCO LA TERZA SETTIMANA: REMCO GIOCA IN DIFESA

VUELTA A ESPANA, ECCO LA TERZA SETTIMANA: REMCO GIOCA IN DIFESA

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Tutti i dubbi sulla tenuta a lungo andare di Remco Evenepoel stanno per venire al pattine. Perché la terza settimana è finalmente alle porte, e il belga sa perfettamente che la strada che lo separa dal gradino più alto del podio in Plaza de Cibeles, sebbene sia sempre meno, rimane ancora assai impervia. Bisogna ingegnarsi e fare bene i conti perché i rivali, come ampiamente annunciato, da qui a sabato prossimo non staranno certo a guardare.

Già l’ultimo fine settimana è servito a Remco per farsi un’idea di ciò che l’attende: Primoz Roglic gli ha rosicchiato 67 dei 161 secondi di ritardo con i quali si presentava al via delle tappe del week-end (ora è a 1’34”), Enric Mas gli ha recuperato un minuto secco, e adesso ne ha due di ritardo in classifica. Distacchi che non possono lasciar tranquillo il 22enne della Quick-Step Alpha Vynil, che su salite dure come Sierra de la Pandera e l’Alto de la Mora ha cercato di limitare i danni, attaccato da più parti e costretto a fare la corsa su se stesso, evitando di andare a inseguire in prima persona i diretti rivali. Una tattica rischiosa ma obbligata, che pure potrebbe pagare dividendi pensando alle difficoltà altimetriche dell’ultima settimana.

I POSTUMI DELLA CADUTA COME FATTORE CHIAVE

Perché la vera incognita per Evenepoel è legata proprio a come potrà reagire il suo corpo nell’ultima settimana di gara. Remco non ha mai corso un grande giro dall’inizio alla fine: il Giro d’Italia 2021, il primo e unico affrontato prima della Vuelta corrente, l’ha visto costretto al ritiro prima della 18esima tappa per via dei postumi di una caduta.

In molti lo attendono al varco nelle 6 frazioni conclusive della corsa spagnola: la forma mostrata nei primi giorni sembrerebbe essersi un po’ affievolita, mentre rivali come Roglic e Mas avrebbero mostrato una condizione in netta crescita col passare dei giorni di gara.

Evenepoel, questo va detto, ha dovuto però fare i conti soprattutto con la caduta rimediata in discesa nella 12esima tappa, e che in qualche modo l’ha un po’ condizionato nelle successive tre giornate sebbene a microfoni accesi abbia fatto capire di non voler accampare alcuna scusa per le sue prestazioni rivelatesi non proprio allo stesso livello delle precedenti.

IL MENÙ DELLA TERZA SETTIMANA: C’È TANTA MONTAGNA

Da qui alla fine della Vuelta, non essendoci più alcuna cronometro amica, per Remco ci sarà soprattutto da giocare in difesa. Roglic e Mas hanno dalla loro la voglia di provare a ribaltare la corsa, ma non così tanto terreno per poter farlo per davvero. La prima tappa dell’ultima settimana non comporterà problemi di sorta (frazione piatta fino a Tomares, anche se due strappetti nel finale potrebbero far male alle ruote veloci e favorire qualche finisseur), poi il primo arrivo in salita al Monasterio de Tentudia, che pure non presenta un’altimetria tale da poter rimescolare facilmente le carte.

Di ben altro tenore giovedì l’ascesa dell’Alto de Piornal, salita inedita da affrontare due volte, e da due versanti differenti, in grado di poter davvero fare la felicità di cerca gloria eterna. E dopo una tappa non proprio tranquilla con traguardo posto a Talavera de la Reina (due salite lunghe, ma lontane dal traguardo), sabato il gran finale prevede l’arrivo a Puerto de Navacerrada in una frazione con 4 GPM e tante possibilità di poter provare a ribaltare la corsa.

È forse qui che Remco dovrà cercare di difendersi nel migliore modo possibile, magari ricordando la beffa che costò a Dumoulin la Vuelta 2015 a favore di Fabio Aru (grande però fu il gioco di squadra degli Astana). Dovesse però arrivare alla penultima tappa con i 94 secondi di cui dispone oggi, magari avrebbe modo anche di gestire bene il tesoretto ed evitare di prendere troppi rischi. La vera prova di maturità, però, potrebbe toccargli in sorte giovedì, la tappa che più di altre si presta a riscrivere (se necessario) la storia di questa Vuelta.

LA VUELTA DEGLI ITALIANI: NIBALI CERCA L’ULTIMO ACUTO

E la tappa che magari potrebbe far gola a Vincenzo Nibali per lasciare un ultimo grande segno nella sua già di per se straordinaria carriera: quella che comincerà domani sarà l’ultima settimana in un grande giro per lo Squalo, che sin qui ha avuto poche possibilità di mettersi in mostra, ma che da qui a domenica prossima cercherà di regalarsi e regalare agli appassionati un’ultima perla, magari salvando anche l’onore del plotoncino italiano il quale, rimasto orfani di Domenico Pozzovivo (ritirato per problemi fisici, non riconducibili al Covid), è ancora alla ricerca di una vittoria di tappa, soltanto sfiorata da Samuele Battistella per ben due volte nella prima parte della corsa (battuto da Herrera e Mentijes). Il migliore degli italiani in classifica generale è così il 21enne Edoardo Zambanini della Bahrain Victorius, esordiente assoluto alla Vuelta (ha fatto terzo nella tappa vinta da Mentjes, dietro anche al connazionale Battistella), staccato di poco meno di un’ora dalla vetta.

 

(Credits: Getty Images)

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