VUELTA A ESPANA, TAPPA 10: REMCO E LA CRONOMETRO AMICA

VUELTA A ESPANA, TAPPA 10: REMCO E LA CRONOMETRO AMICA

VUELTA A ESPANA, TAPPA 10: REMCO E LA CRONOMETRO AMICA

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La notizia è di quelle che fanno rumore: ci sono una manciata di metri appena di dislivello in una tappa della Vuelta, e allora occhio perché il mondo potrebbe capovolgersi da un momento all’altro. Un fatto più unico che raro in una corsa che sembra non voler rinunciare mai alle salite, ad eccezione delle due tappe in linea in terra d’Olanda che hanno aperto l’edizione 2022.

Il motivo per cui di dislivello ce n’è poco, ed è anzi quasi tutto a favore, è dato dal fatto che tra Elche ed Alicante ci passano una trentina di chilometri appena, e la cronometro di metà Vuelta è anch’essa una mezza rarità nel percorso mostrato al mondo negli ultimi anni. È la tappa che Remco Evenepoel aveva segnato col circoletto rosso prima di sbarcare in territorio iberico, consapevole che questa sarebbe stata la giornata chiave per avvalorare la tesi che lo vorrebbe competitivo e in grado di ambire alla maglia rossa fin sopra il podio di Madrid.

Ma invero Remco s’è portato avanti eccome col lavoro: ha messo nel sacco tutti i potenziali rivali, facendoli letteralmente penare e inveire contro il cielo nella prima settimana filata di corsa su suolo spagnolo. E adesso vuol sfruttare una gamba super e i 30 chilometri di giornata per aumentare la dote di cui disporre nella seconda parte di una Vuelta che promette ancora spettacolo e incertezza. Evenepoel permettendo, s’intende.

PERCORSO PIATTO, OCCHIO PERÒ AL VENTO SULLA LITORANEA

Perché oggi il belga della Quick-Step Alpha Vynil potrebbe mettere un altro mattone importante nella costruzione del castello a tinte rosse. La crono è sostanzialmente tutta deputata agli specialisti della disciplina: da Elche si parte con un percorso piatto e in leggera discesa, fino a quando i corridori arriveranno a lambire la costa valenciana con il vento che potrebbe rappresentare l’unico ostacolo o quantomeno insidia per costringere gli atleti a raddoppiare gli sforzi.

Dopo aver costeggiato il Castello di Santa Barbara il percorso di giornata prevede l’arrivo in pieno centro con un leggero tratto in salita (comunque assai morbida) che non dovrebbe sortire particolari scossoni a livello di posizionamento, almeno per quel che riguarda i big. Una ripartenza a tutta, insomma, dopo il secondo giorno di riposo e in vista di una settimana che al solito si preannuncia densa di sfaccettature.

REMCO FAVORITO, ROGLIC E ALMEIDA PER LA RISCOSSA

Tutti gli occhi degli appassionati saranno rivolti a Evenepoel, che a cronometro ha dimostrato di andare forte (quella fatta vedere al Giro di Svizzera due mesi fa ha spaventato per la facilità di pedalata) e che è ben motivato a guadagnare ulteriori secondi sui rivali, consapevole che questo è davvero il suo ideale terreno di caccia.

Ma anche Primoz Roglic è uno che nelle corse contro il tempo va veloce: nelle scorse tre edizioni della corsa, tutte vinte, nelle crono ha sempre dimostrato una superiorità lampante (quattro vittorie su altrettante cronometro individuali corse), guadagnando secondi poi tornati utili anche in salita. Con quasi un paio di minuti di ritardo dal belga, lo sloveno è obbligato a dare fondo a tutte le residue energie per provare a far saltare il banco e riaprire una Vuelta che altrimenti rischia di restare in naftalina, tutta appannaggio di Remco.

In casa Jumbo Visma, nonostante il ritiro di Edoardo Affini (che avrebbe potuto puntare a una top 5 a occhi chiusi), c’è anche Rohan Dennis che accampa propositi di vittoria giornaliera, così come in casa Quick-Step Alpha Vynil c’è Remi Cavagna che quando c’è da correre contro il tempo non è il tipo da tirarsi indietro.

Thymen Arensman (Team DSM) ha vinto l’ultima crona disputata al Giro di Polonia due settimane e mezzo fa e pertanto è da annoverare tra i possibili protagonisti, mentre tra gli uomini di classifica chi potrebbe avvantaggiarsi un po’ e recuperare parte del terreno perduto è Joao Almeida, che si trova a 4 minuti e mezzo da Evenepoel e a due e mezzo dal podio virtuale. Per gli italiani, senza Affini, poche possibilità di successo e tantomeno di mettersi in mostra.

 

(Credits: Getty Images)

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