VUELTA A ESPANA, TAPPA 14: A SIERRA DE LA PANDERA TUTTI CONTRO REMCO

VUELTA A ESPANA, TAPPA 14: A SIERRA DE LA PANDERA TUTTI CONTRO REMCO

VUELTA A ESPANA, TAPPA 14: A SIERRA DE LA PANDERA TUTTI CONTRO REMCO

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Scalatori, questo è il vostro pane quotidiano. Se vi piace che la strada cominci a salire, alla Vuelta hanno pensato bene di regalare un’altra tappa decisamente adatta a chi fa della fatica e della voglia di svalicare prima possibile il proprio divertimento di giornata. Non lunghissima in sé (160 chilometri), ma tremenda negli ultimi 70, che saranno praticamente tutti deputati alla montagna.

Perché da Montoro a Sierra de la Pandera non ci sarà spazio per provare a nascondersi: o le gambe cominceranno a girare, oppure qualcuno rischierà seriamente di saltare. Tappa dura e selettiva, peraltro la prima di un fine settimana che per gli amanti delle salite rischia di tramutarsi in un parco divertimenti, al contrario una via crucis per chi fa una fatica bestiale appena la strada comincia a salire.

 

FINALE DA INFARTO CON DUE GPM UNO DIETRO L’ALTRO

Difficile stavolta che possa andare in porto una fuga: magari si formerà un drappello di fuggitivi a inizio frazione, ma reggere negli ultimi 70 chilometri potrebbe rivelarsi troppo complicato. Invero fino a quel momento non ci saranno molte difficoltà: continui saliscendi contribuiranno a rendere movimentata una tappa che vivrà però soprattutto per ciò che dirà la sua seconda parte.

Il GPM di terza categoria del Puerto de Siete Pillas, quasi 10 chilometri al 3,5%, aprirà le danze e servirà da riscaldamento in vista poi degli ultimi 33 km tutti con il naso all’insù: il Puerto de Los Villares potrà già contribuire a sgranare il gruppo, perché 10 chilometri al 5,5%, se fatti a ritmo sostenuto, a qualcuno potrebbero risultare indigesti (e ci sono gli abbuoni in cima). Poi nemmeno il tempo di rifiatare e si parte verso l’ascesa finale, 8,4 chilometri all’8% di pendenza media, ma con punte al 15%. È lì che si farà la corsa vera: aspettarsi i fuochi d’artificio, altimetria alla mano, è più che lecito.

 

ROGLIC E MAS: SE NON ORA, QUANDO?

Chi vuol attaccare Re Remco troverà pane per i suoi denti. Primoz Roglic ed Enric Mas sanno che su un terreno simile, con due salite toste e ravvicinate, la possibilità di far vacillare il giovane belga può essere concreta, ma serviranno testa e gambe, oltre a una tattica in grado almeno di mettere in difficoltà la maglia rossa, che sin qui in salita ha sempre menato le danze.

Chi potrebbe aiutare gli inseguitori è la Ineos Granadiers, che ha Carlos Rodriguez in classifica e “gregari” di lusso (Geoghegan Hart e Carapaz) che potrebbero dargli man forte. Difficile ipotizzare Juan Ayuso tra i protagonisti di giornata: il giovane spagnolo ha il Covid, ma con poca carica e pertanto resta in gruppo. Per chi va a caccia di un assolo, magari il terreno è quello giusto: Nibali e Valverde, ci diamo appuntamento in cima?…

 

(Credits: Getty Images)

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