Nadia Battocletti (Imago)
Nadia Battocletti è ancora campionessa d’Europa dei 5000 metri. A Birmingham l’azzurra ha controllato la gara fino agli ultimi 250 metri, poi ha piazzato l’allungo decisivo e ha chiuso in 15’37″84, davanti alla spagnola Marta Garcia e alla connazionale Micol Majori, che ha conquistato uno storico bronzo. Per Battocletti è il terzo titolo europeo assoluto e la conferma del successo di Roma 2024.
La linea del 2026 di Nadia Battocletti sale, si spezza a metà e prova a ricomporsi in poche settimane. Per capire il valore di questo oro bisogna ripercorrerla tutta.
Nadia Battocletti, la stagione tra alti e bassi
A marzo l’oro mondiale indoor sui 3000 metri, primo titolo iridato in carriera e primo di un’europea nella specialità dopo 25 anni. Ma dopo quel successo, per sua stessa ammissione, non si concede il tempo di riprendere fiato. Arriva un virus che la condiziona per una ventina di giorni, poi il 4 giugno il Golden Gala si trasforma in una prova di resistenza più che di velocità con un piazzamento lontano dalle attese. A metà giugno la spiegazione: valori di ferritina molto bassi. Segue il ritiro in quota, la rinuncia a Montecarlo, sei settimane lontano dalle gare. Il rientro a fine luglio, agli Assoluti di Firenze, porta due titoli utili soprattutto come test, e sui 1500 il segnale che cercava: tenere il cambio di ritmo di Laura Pellicoro.
Nadia Battocletti, la carne di struzzo ha “salvato” la stagione
Nella ricostruzione fisica entra un elemento insolito: la carne di struzzo, trovata da un allevatore di Pergine Valsugana e indicata dai medici di fiducia per l’alto contenuto di ferro. In un mese, racconta l’atleta, è tornata un’altra. Il resto lo ha fatto la quota, al Rifugio Campolongo sopra Asiago, tra doppie sedute e un riposo che pesa quanto l’allenamento, insieme al lavoro con la psicologa Elisabetta Borgia.
Nadia Battocletti, la fede musulmana e quella per l’Inter
C’è poi la dimensione più personale: la fede musulmana vissuta senza slogan né tabù – con il Ramadan gestito in pieno Mondiale indoor grazie a disciplina nell’alimentazione – e la fede calcistica ereditata dal padre, per l’Inter, culminata nella visita ad Appiano Gentile e l’incontro con Lautaro Martinez. L’oro di Birmingham è la sintesi di tutto questo percorso: una stagione spezzata a metà anno che si ricompone proprio nella notte in cui contava di più.
