EUROVISION SONG CONTEST TOP E FLOP DELLA PRIMA SEMIFINALE

EUROVISION SONG CONTEST TOP E FLOP DELLA PRIMA SEMIFINALE

EUROVISION SONG CONTEST TOP E FLOP DELLA PRIMA SEMIFINALE

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Lasciamo stare gli italiani, perché saremmo di parte, nel bene e nel male e guardiamo quest’Eurovision Song Contest per quello che è: un festival più televisivo che canoro. Il solo fatto, ad esempio, che Alessandro Cattelan, Laura Pausini e ovviamente Mika, cioè i presentatori, parlino in inglese, ci rende orgogliosi: ovunque in Europa sarebbe la normalità, da noi li doppiamo. Le voci che si sovrappongono le abbiamo già sentite l’anno scorso, quando eravamo concentrati sui Maneskin, e le battute di Malgioglio hanno il loro perché, evidentemente. Così, focalizziamoci sugli artisti in gara e, senza scandagliarli uno a uno, dividiamoli in due blocchi. Top e flop. Eccoli, allora. A nostra discrezione, ça va sans dire.

 

TOP: KALUSH ORCHESTRA ORGOGLIO UCRAINO

Standing ovation, basta questo. Ok, il fatto che i Kalush Orchestra siano di nazionalità ucraina li aiuta, non c’è dubbio. Ma poi ci sono loro, in quanto performer, e c’è la canzone, “Stefania”. Pare siano i favoriti, ecco forse questo è un po’ troppo: ma guardate i loro costumi, ascoltate i suoni, ballate insieme a loro e sarete trascinati. Non vi chiediamo di tradurre il testo, ma fidatevi: è pieno di romanticismo. Ne abbiamo bisogno.

 

TOP: AMANDA GEORGIADI POP DA URLO PER LA GRECIA

Ne avete viste e sentite mille di queste canzoni? Pazienza, la greca Amanda che si esibisce in inglese con “Die Together” è il top of the pops, per riprendere il titolo di un vecchio programma. Voce, abito, melodia: chi ha scommesso su questa ragazza ha l’occhio lungo. Anzi no, era fin troppo facile. Anche perché gli occhi, non lunghi, ma meravigliosi, sono i suoi. E sicuramente non è un demerito.

 

TOP: ROSA LINN PORTA L’ARMENIA IN PARADISO

Rosa Linn, armena, canta “Snap”. Vale un po’ il discorso fatto prima: di tradizionale non c’è nulla, ma in fondo cosa importa? Meno travolgente per la voce rispetto ad Amanda, ma è l’idea che spacca: parte su un letto fatto degli stessi fogli di carta che compongono le pareti, li strappa ed escono parole, poi rompe un muro e si scopre in paradiso. Direte che poi è la canzone che resta, non la scenografia. Tutto sommato, anche quella non è male.

 

FLOP: MARIUS E LA SVIZZERA CHE PIANGE

La portoghese che canta “Saudade Saudade” puoi aspettartela, lo svizzero che mette su “Boys Do Cry” un po’ meno. Ma non facciamone una questione di nazionalità. Numero uno: Marius Bear ha già 29 anni e il testo appare fin troppo adolescenziale. Numero due: l’interpretazione lascia a desiderare, ti viene quasi da chiedere come abbiano fatto gli svizzeri a votarlo. Numero tre: non è canzone da Eurovision. O forse sì, visto che va in semifinale.

 

FLOP: LA ROCK BAND BULGARA SUBITO FUORI

Se diciamo che gli “Intelligent Music Project” sono la brutta copia dei Maneskin probabilmente saremmo tacciati di falso: semplicemente non hanno nulla a che vedere con i detentori dell’Eurovision. Portano anche loro il rock sul palco, il frontman pare persino più temprato, quasi come il fuoco della loro scenografia, ma l’impressione è che sia tutto artefatto. Il titolo della canzone è “Intention”, il problema è il risultato. Infatti sono eliminati.

 

FLOP: IL FEATURING DELL’AUSTRIA NON FUNZIONA

Cerchiamo di capirci: non conosciamo né LUM!X né Pia Maria, magari presi singolarmente sono Justin Bieber e Lady Gaga, ma l’impressione è che non sia così. Il featuring non funziona, ma è difficile dire se sia colpa del mancato sincronismo o semplicemente della canzone che propongono, del modo in cui la interpretano, fin troppo banale, o della sensazione di scarso divertimento che provi malgrado la loro intenzione sia quella di farti scatenare. Vanno a casa, giusto così.

 

(Credits: Getty Images)

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