QUANDO JACK LONDON CONOBBE IL SURF

QUANDO JACK LONDON CONOBBE IL SURF

QUANDO JACK LONDON CONOBBE IL SURF

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Nel 1907 Jack London era già uno scrittore affermato, conosciuto ben al di fuori dei confini americani, desideroso di imbarcarsi in viaggi dal gusto esotico, tutti alla costante ricerca di un qualcosa che potesse soddisfare la sua sete di avventura e conoscenza. Ma forse mai si sarebbe aspettato di imbattersi in una disciplina che l’avrebbe rapito a tal punto da fargli sembrare vuota qualsiasi altra attività gli ronzasse intorno. Era bastato scrutare un avventuriero in preda alle onde e ai cavalloni dell’oceano per convincersi che c’era davvero un che di speciale in quell’ardire così maestoso e sfrontato, qualcosa che mai avevano visto i suoi occhi prima di quel giorno. Stava transitando con il suo yacht Snark, costruito allo scopo di viaggiare ed effettuare il giro del mondo, diretto verso l’Australia, quando giunto alle Hawaii scoprì un modo di fare sport che catturò ben presto le sue attenzioni. Anzi, arrivò a rapirlo letteralmente. Era bastata una tavola da surf per fargli scoprire sensazioni ed emozioni che mai aveva provato prima.

 

UNA VITA MAI BANALE, SEMPRE SUL FILO DEL RASOIO

La vita di Jack London è stata quanto di più distante possa esistere dal concetto di ordinario. Nato a San Francisco, venne abbandonato dal padre, tanto che prese il cognome della persona che sua madre sposò qualche anno più tardi. Vicino alle idee socialiste, cercò di farsi strada fino ad arrivare a Berkeley, ma fu la travolgente corsa all’oro in Klondike ad attirare la sua attenzione, quando già andava per le 20 primavere. Spedizioni faticose e per nulla semplici, che pure gli fruttarono un misero tesoretto. L’attività da letterato venne di conseguenza: a 22 anni Jack aveva già inviato diversi scritti agli editori dell’epoca, senza mai ricevere la giusta attenzione. Ma quando arrivò l’ora di pubblicare “Il richiamo della foresta” il suo nome divenne famoso in tutto il paese. I guadagni scarsi in termini di royalties lo costrinsero però a guadagnarsi da vivere nei modi più disparati, sempre per inseguire i propri scopi e la voglia di conoscenza. London fu strillone di giornali, pescatore clandestino di ostriche, cacciatore di foche e pure inviato di guerra. Seguì quella russo-giapponese all’inizio del ‘900: in totale venne arrestato 5 volte, ma in qualche modo riuscì sempre a tornare a casa. Quando decise di stabilirsi in California, con il proposito di girare il mondo. Nel frattempo aveva scritto anche “Zanna bianca”, altro titolo che lo rese celebre in tutto il mondo.

 

WAIKIKI E LA FOLGORAZIONE PER IL SURF

Quando con lo Snark arrivò alle Hawaii, nella baia di Waikiki, il surf attirò la sua attenzione. E volle provarlo senza indugiare oltre, lui che peraltro aveva un buon fisico di atleta ed era stato anche pugile in gioventù. Prendendosi qualche buon rischio all’inizio, salvo poi aggiustare il tiro grazie ai consigli dei nuovi amici conosciuti sull’isola.

Ma d’un tratto, là fuori, dove una grande nuvola di spruzzi si drizza verso il cielo, come un dio marino che sorga da quell’accavallarsi di spuma e di un bianco ribollire, sulla cresta instabile, vorticosa, che crolla, impende e ricade, del frangente, appare il bruno capo di un essere umano.

È il racconto che London fa del primo uomo che vede surfare sulle onde. Lo consegna alla storia nella raccolta “La crociera dello Snark”, nel capitolo “A royal sport”, offrendo al pubblico il primo assaggio letterario applicato a quella disciplina tanto lontana, quanto poi diventata radicata in ogni angolo del globo.

Oh, il momento delizioso in cui sentii quell’onda afferrarmi e lanciarmi

aggiungerà lo scrittore, raccontando ciò che egli stesso aveva provato. Un’esperienza di felicità che Jack avrebbe fatto sua per tutto il resto dei suoi giorni, in un’esistenza segnata da malattie e sofferenze, chiusa all’età di 40 anni da una morte che ancora oggi divide coloro che provano a darle un senso, tra chi ritiene che si sia suicidato (per la “vanità” del mondo) e chi ha attribuito alla sifilide il motivo della sua prematura scomparsa.

(Credits: Getty Image)

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