L’EREDITÀ IMMENSA DI PIERO ANGELA, L’UOMO CHE HA PORTATO LA SCIENZA NELLA VITA DI TUTTI

L’EREDITÀ IMMENSA DI PIERO ANGELA, L’UOMO CHE HA PORTATO LA SCIENZA NELLA VITA DI TUTTI

L’EREDITÀ IMMENSA DI PIERO ANGELA, L’UOMO CHE HA PORTATO LA SCIENZA NELLA VITA DI TUTTI

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È un po’ come se fosse venuto a mancare uno di casa. Perché in fondo Piero Angela era ormai un volto familiare come quello di un parente, perché a furia di vederlo entrare nelle case direttamente dal piccolo schermo non si poteva fare a meno di considerarlo tale. Avrebbe compiuto 94 anni il prossimo 22 dicembre, ma a poche ore da Ferragosto ha pensato bene di considerare conclusa la sua lunga ed esaustiva esperienza terrena, quella stessa che solo una manciata di settimane fa l’aveva portato ancora una volta davanti alle telecamere per raccontare, in una puntata di Superquark, quanto la sua esperienza in Rai fosse legata a quella di un’altra donna e icona del suo tempo, vale a dire la Regina Elisabetta, fresca di giubileo dei 70 anni dall’insediamento.

Un parallelo che, se applicato alla tv italiana, regge certamente il confronto: Angela è stato qualcosa in più di un monarca del tubo catodico, capace di passare dalle prime sperimentali trasmissioni in bianco e nero fino alle moderne e tecnologiche produzioni in 4K. Il tutto, però, sempre con uno stile garbato e mai sopra le righe, un marchio di fabbrica col quale ha saputo creare un’empatia unica con i telespettatori di ogni età, che oggi giustamente lo piangono al pensiero che uno come lui difficilmente tornerà mai nelle loro vite.

DA RADIOCRONISTA A DIVULGATORE SCENTIFICO

Il figlio Alberto non è un degno testimone, bravo soprattutto ad adattarsi ai tempi moderni, ma senza farne rimpiangere lo stile, il garbo e l’eleganza. È stato lui a informare il pubblico dell’avvenuta scomparsa del papà, ancora una volta con un semplice messaggio su Twitter (“Buon viaggio papà”) che nella sua straordinaria semplicità ne certifica la grandezza.

Piero era nato a Torino nel 1928, figlio del medico Carlo, e dopo la guerra era diventato prima radiocronista, quindi giornalista e inviato del primo telegiornale Rai, di cui alla fine degli anni ’60 sarebbe divenuto anche conduttore. La vera svolta avvenne però nel decennio successivo, e a suggerirgliela fu il racconto dello sbarco sulla luna del luglio 1969: fu quello il momento in cui Angela capì che mancava nel panorama della tv nazionale un programma che sapesse raccontare i grandi misteri della scienza e le conquiste legate ad essa.

Passeranno 10 anni e nel 1981 arriverà in prima serata Quark, la trasmissione che più di tutte l’ha reso celebre agli occhi degli italiani, quella che in qualche modo ha ridisegnato anche il modo di approcciare la scienza, la storia, la natura e le moderne tecnologie. La divulgazione scientifica divenne un filone di successo, ma nessuno seppe mai eguagliare il suo. E il figlio Alberto presto ne avrebbe raccolto l’eredità, formando una coppia unica nel suo genere.

IL TIFO PER LA JUVENTUS, L’AMMIRAZIONE PER BUFFON

Giornalista, conduttore e scrittore, Piero è rimasto attivo sino a poche settimane dalla morte. Che diceva di non temere, perché per lui la cosa davvero importante era lasciare un segno nella vita delle persone, cercando di migliorarle. Da studente ammise di non essere proprio un alunno modello, ma della scuola diceva che non erano importanti i voti, quanto la costruzione dell’individuo e la capacità di istruirlo divertendosi.

Amava poco la forma, più la sostanza. E nei tanti documentari dedicati alla scienza non mancarono rimandi al mondo dello sport, che pure lo ha visto sempre poco coinvolto rispetto alla grande popolarità raggiunta. Angela, nato a Torino, scelse di diventare tifoso della Juventus per amore, e non propriamente per convinzione: disse ad esempio che sarebbe stato diverso tifare Toro, perché essere tifosi della Juventus è facile, dal momento che i successi sono assai più frequenti rispetto a quelli dei cugini granata.

E nelle poche volte in cui ha parlato di sport, non nascose una certa ammirazione per Gigi Buffon e la sua longevità che a oltre 40 anni lo portò ancora a decidere di andare avanti, grazie a un fisico impeccabile a una tempra non da meno, oltre al fatto che sapeva emozionarsi e non nascondere le sue debolezze.

Angela nella vita fu anche amico dell’ex giocatore della Roma Guido Gratton, che dopo la carriera da calciatore entrò in uno studio grafico e grazie a questa nuova mansione collaborò con Piero alla stesura di alcune grafiche per diversi programmi, tra cui “Destinazione Uomo”. Tra le federazioni che l’hanno voluto ricordare c’è inoltre quella degli scacchi, una passione che Angela maturò in tarda età e che lo portò anche a studiare la disciplina, portandola all’attenzione del grande pubblico televisivo.

 

(Credits: Getty Images)

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