MAURIZIO CROZZA LI FA UGUALI: DA COSMI A CONTE, DA FERRERO A VENTURA

MAURIZIO CROZZA LI FA UGUALI: DA COSMI A CONTE, DA FERRERO A VENTURA

MAURIZIO CROZZA LI FA UGUALI: DA COSMI A CONTE, DA FERRERO A VENTURA

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Liverani… ti spezzo le gambine

Alzi la mano chi non ricorda questa frase, diventata quasi un must a cavallo del nuovo millennio grazie all’imitazione di Serse Cosmi fatta da quel geniaccio di Maurizio Crozza. Che per distacco oggi è indiscutibilmente il numero uno degli artisti che riprendono e portano in scena personaggi del mondo dello sport, come dell’attualità. Uno che a 62 anni compiuti proprio oggi, 5 dicembre, può ben dire di aver raggiunto la vetta: un programma tutto suo (Fratelli di Crozza) col quale ogni settimana delizia un fedele pubblico di appassionati, una fama che travalica il semplice aspetto artistico, tale da collocarlo tra i mostri sacri della tv contemporanea (e non solo).

Uno che s’è fatto pezzo per pezzo e che deve molto proprio a quel mondo dello sport di cui ha saputo interpretare meglio di chiunque altro il lato divertente e ironico, offrendo al pubblico personaggi che a loro volta hanno acquisito ulteriore notorietà proprio grazie alle sue imitazioni.

MAI DIRE GOL, MOLTO PIÙ DI UNA SVOLTA

Benedetto fu l’incontro con la Gialappa’s Band: a metà anni ’90 Crozza era un buon attore, poco conosciuto al grande pubblico ma comunque impegnato con i Broncoviz, compagnia di cabaret di artisti genovese, tutti cresciuti alla scuola del Teatro dell’Archivolto. Ma la svolta avviene proprio quando la sua strada s’incrocia con quella del trio artefice di Mai dire Gol, sempre alla ricerca di nuovi attori in grado di rinnovare e dare ulteriore impulso al programma.

L’arrivo di Crozza è una manna dal cielo: personaggi come Lello Putignani (inviato di un’improbabile Linea Verde nei borghi italiani), Mimmo Orientabile (il presentatore spesso affiancato da Pupazzo Gnappo di Ugo Dighero) e Alan Friedman diventano dei veri e propri tormentoni tra le nuove generazioni dell’epoca. Ma il personaggio più iconico di tutti è certamente Serse Cosmi, l’emergente allenatore del Perugia, che ben volentieri si presta alla caricatura dell’attore genovese, tanto da comparire con lui anche in diversi sketch (in uno di questi, Serse interpreta il bambino Cosmi che ascolta i consigli di Serse/Crozza) e prendendo di mira Materazzi e Liverani, all’epoca giocatori del Grifo. Indimenticabile è però anche l’imitazione di Arrigo Sacchi, all’epoca opinionista fisso dei programmi Mediaset dedicati alla Champions League: termini come “straordinerio” e “umiltè”, con una chiara forzatura del dialetto romagnolo, diventano a loro volta tormentoni senza tempo, ancora oggi ricordati dagli spettatori dell’epoca.

IL “VIPERETTA”, CONTE E VENTURA

Conclusa l’esperienza con la Gialappa’s, Crozza diventa il nuovo cabarettista di punta del mondo televisivo italiano. Tanto che la Rai non se lo lascia sfuggire, portandolo nella rete di Stato e concedendogli anche spazi e licenze come mai s’era visto prima di allora. Perché i politici diventano un bersaglio facile, nonché fonte di ispirazione per i suoi personaggi. Ma fare satira politica in Italia non è semplice, così come ritrovarsi sul palco di Sanremo sotto gli occhi di un’intera nazione. Col tempo l’artista capisce che per avere libertà è bene battere altre strade, accettando dapprima la proposta di Urbano Cairo e del gruppo La7, quindi più tardi quella del gruppo Discovery, dove con Fratelli di Crozza porta un format innovativo e buono per accalappiare ascolti altrimenti impensabili per il canale 9.

In tutto questo lo sport rimane uno dei capisaldi delle sue imitazioni. Le più note negli ultimi anni riguardano il vulcanico patron della Sampdoria Massimo Ferrero, che non viene scelto a caso: Crozza è tifosissimo della Samp e il patron, conoscendone la fede calcistica, si prestò ben volentieri a offrirgli materiale utile sul quale sviluppare il suo personaggio. Tra i personaggi più bersagliati c’è poi Antonio Conte, il tecnico oggi sulla panchina del Tottenham, ma che quando guidava la Juventus (e successivamente l’Inter) divenne ospite fisso dei programmi dell’artista, intento soprattutto a sottolineare le “difficoltà” dell’allenatore di arrivare a fine mese dopo l’addio con la società nerazzurra, intenta a pagargli per i mesi successivi un lauto stipendio. Un tema, quello dei soldi, caro a Crozza anche quando decise di portare in scena Giampiero Ventura, a pochi giorni dalla fine del suo rapporto tormentato e ben poco redditizio con la nazionale azzurra (e lì qualche polemica non venne risparmiata).

CON BINOTTO RIESCE A RIDERE ANCHE LA FERRARI

L’ultimo personaggio iconico, ripreso spesso anche da giornali e blog, è però certamente Mattia Binotto, team principal della Ferrari. Che vista la crisi della rossa è finito sovente sul banco degli imputati, offrendo a un artista tanto intelligente, quanto intuitivo, materiale a iosa per ricamarci sopra. Tanto che lo stesso Binotto ha detto di divertirsi e non poco nell’osservare l’arguzia con la quale Crozza fa notare i problemi di bullonatura della vettura dei piloti, oppure il tergicristalli azionato col volantino incastrato sotto, oppure le interferenze radio tra il muretto box e i piloti, che vorrebbero ascoltare i loro programmi preferiti anziché seguire le strategie di gara, poiché spesso poco risolutive. E per restare in tema di motori, non poteva mancare la parodia di Crozza/Briatore, di recente autoproclamatosi “re dei tartufi”. Insomma, indipendentemente da dove ricada la scelta, le risate sono sempre assicurate.

(Credits: Getty Image)

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