EUROVISION SONG CONTEST 2022: LA MUSICA ACCENDE TORINO

EUROVISION SONG CONTEST 2022: LA MUSICA ACCENDE TORINO

EUROVISION SONG CONTEST 2022: LA MUSICA ACCENDE TORINO

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Nel magico 2021 dello sport e più in generale del costume italiano c’è stato spazio anche per un titolo continentale da celebrare con tutti gli onori del caso. Perché l’Eurovision Song Contest è molto più di una rassegna canora: mette assieme tutti i paesi dell’Unione Europea, riuniti per qualche giorno sullo stesso palco per decretare qual è l’artista vincitore della kermesse che da oltre 70 anni raccoglie grandi ascolti in tutto il continente. La cui sede viene individuata in modo assai semplice: è la nazione d’origine del vincitore ad essere selezionata per ospitare l’evento nell’anno successivo, così da rendere ancor più speciale l’avvenimento.

E l’Italia per la terza volta può vantarsi di essere il paese campione in carica: dopo la vittoria di Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età” nel 1964 e quella di Toto Cutugno con “Insieme” nel 1990, a riportare il tricolore in vetta al massimo concorso musicale del continente sono stati i Maneskin con il brano “Zitti e buoni”, trionfatori dell’edizione tenuta in Olanda e che ha incollato davanti a tv e social oltre 500 milioni di spettatori.

Tanto che l’ESC è diventato l’evento non sportivo più seguito al mondo, rivelandosi come una delle kermesse più apprezzate dal pubblico internazionale (quindi anche extra europeo).

COME FUNZIONA LA GARA: DUE SEMIFINALI, POI ARRIVANO I BIG

Vero che la scintilla tra Italia ed Eurovision Song Contest c’ha messo un po’ prima di scoccare, l’edizione 2022 promette di essere una delle migliori di sempre. Intanto perché si tiene proprio nel bel paese, con Torino che l’ha spuntata tra le varie città candidate (anche Rimini e Bologna sembravano andare per la maggiore).

Intorno al Palasport Olimpico già da giorni l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: gli artisti provenienti dai 40 paesi selezionati hanno preso parte alle sessioni di prove e sono pronti a darsi battaglia nelle due serate di semifinali, la prima in programma martedì 10 (con 17 artisti in gara), la seconda giovedì 12 maggio (e 18 sul palco).

Saranno 20 in totale a qualificarsi per la finale di sabato 14 maggio, alla quale prenderanno parte anche 5 big provenienti dai 5 maggiori paesi europei (quindi Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). E Torino in questi giorni è in tutto e per tutto una città “consacrata” all’evento: in ben 10 locali e luoghi della città ci sarà modo e spazio per appuntamenti che in qualche modo hanno a che fare con la kermesse, tra concerti di giovani artisti, mostre, documentari e quant’altro.

Insomma, il capoluogo piemontese s’è vestito con l’abito buono e le presenze in città superano di gran lunga quelle del periodo, a riprova del fatto che l’ESC è anche e soprattutto una manifestazione capace di catalizzare l’attenzione del grande pubblico e far felici gli amministratori locali, oltre a dare lustro al paese che la ospita.

PRONOSTICI E FAVORITI: GLI UCRAINI DAVANTI A TUTTI

Sul palco dell’impianto torinese sarà una triade composta da Laura Pausini, Mika e Alessandro Cattelan a presentare le tre serate. E come ogni rassegna musicale che si rispetti, non mancano già i primi rumors legati a chi parte favorito. E dal momento che l’edizione 2022 parlerà soprattutto di pace, chiaro è che il conflitto ucraino-russo rischia in qualche modo di monopolizzare l’attenzione e anche suggerire che sia proprio la delegazione ucraina a godere dei favori di pubblico e critica.

Promette allora bene l’esibizione della Kalush Orchestra, una band formata dai musicisti Ihor Dudenchuck e MC Klimmen e dal rapper Oleh Psjuk, già esibitasi nei giorni scorsi a Leopoli prima di salpare per l’Italia. A chi vedrebbe di buon occhio una possibile vittoria dal significato politico c’è da aggiungere la reale consistenza del brano “Stefania”, considerato uno dei più orecchiabili di tutta la competizione.

Mahmood e Blanco con la loro “Brividi”, vincitrice a Sanremo (anche se nei passaggi in radio e sui social poi letteralmente fatta a pezzi da “Ciao Ciao” de La Rappresentante di Lista e “Dove si Balla” di Dargen D’Amico), accoglie a sua volta diverse preferenze, anche se un bis italiano viene visto come una possibile forzatura (tanto quanto lo sarebbe una vittoria ucraina?…).

E allora occhio alla Svezia e al brano “Hold me closer” di Cornelia Jakobs, considerata una degna candidata per il successo finale. L’ESC negli anni ha mostrato diversi lati della stessa medaglia: non sempre cantare in inglese porta profitto, ma indubbiamente potrebbe risultare più efficace per raggiungere un pubblico su larga scala. E se cercate già un tormentone, tanto vale bussare alla porta della spagnola Chanel, che con “SloMo” promette di regalare l’ennesima canzone buona per le calde giornate estive, magari un po’ demodé ma sempre apprezzabile.

L’ITALIA PRESENTE ANCHE CON LAURO. E CHE OSPITATE…

L’Italia, come detto, è rappresentata come avviene sistematicamente dal 2011 (anno in cui è rientrata in gioco dopo 14 anni di stop per questioni legate alla trasmissione televisiva nazionale) dal vincitore di Sanremo, ma potrà vantare anche un’altra pedina con Achille Lauro che gareggerà per San Marino con il brano “Stripper”. E poi c’è Emma Muscat, che è di Malta e per la piccola isola porterà in gara “I am what I am”, nota al pubblico italiano per la sua partecipazione ad Amici nel 2018. Non mancheranno ospiti speciali nazionali: da Diodato nella serata della prima semifinale a Il Volo nella seconda, fino a Gigliola Cinquetti e i Maneskin in quella di chiusura. Sperando che tra un anno si possa tornare ancora in Italia, il che vorrebbe dire di aver vissuta un’edizione semplicemente da… brividi.

(Credits: Getty Images)

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