PALIO DI SIENA, STRAVINCE IL LEOCORNO: TITTIA FA POKER SENZA RIVALI

PALIO DI SIENA, STRAVINCE IL LEOCORNO: TITTIA FA POKER SENZA RIVALI

PALIO DI SIENA, STRAVINCE IL LEOCORNO: TITTIA FA POKER SENZA RIVALI

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C’è un fuoriclasse in Piazza del Campo e tutto quel che tocca diventa oro: Giovanni Atzeni detto Titta è più che mai il fantino del destino, quello che ha trionfato anche nel Palio dell’Assunta 2022, posticipato di un giorno a causa della pioggia caduta nella giornata di martedì e che a dispetto delle attese è stato assai più veloce e tranquillo di quanto ci si sarebbe potuto aspettare.

Un palio che ancor prima delle 19 aveva già emesso il suo verdetto: la contrada del Leocorno, che attendeva una vittoria da 15 anni, ha saziato la sua sete di successo grazie al perfetto spunto iniziale di Violenta da Clodia, la cavalla toccata in sorte durante la tratta dello scorso 13 agosto, considerata (a ragione) una delle grandi favorite per la carriera dell’Assunta.

La sua superiorità è stata disarmante: ottima in partenza, già alla prima curva di San Martino il vantaggio sulle contrade più immeditate inseguitrici è parso inattaccabile, tanto che nei restanti due giri e mezzo Tittia non ha dovuto far altro che gestire le operazioni e pregustare una vittoria che lo proietta letteralmente nell’olimpo della storia paliesca, essendo questa la quarta affermazione consecutiva pensando che segue quella del 2 luglio scorso ottenuta con la contrada del Drago (ma al termine di una corsa ben più vibrante e accesa, decisa al fotofinish), quella del 16 agosto 2019, l’ultima prima dello stop per il Covid, vinta dalla Selva ma con cavallo “scosso” (cioè col fantino caduto prima del traguardo, ma pur sempre vincitore: quel cavallo era Remorex), e quella del 2 luglio 2019 con la Giraffa.

ALTRO CHE MOSSA LUNGA: LE RIVALI NON SI SON DATE BATTAGLIA

Chi si aspettava un palio incerto come pochi altri, complici le ben tre coppie di rivali in piazza, s’è dovuto ricredere in fretta: dopo una prima mossa invalidata dal mossiere Bartolo Ambrosione, peraltro ai più apparsa persino buona (la Tartuca era fuori posizione, ma non ostacolava alcun’altra contrada), la seconda è stata data convalidata immediatamente, con il cavallo del Leocorno che ha sfruttato l’ottimo spunto in fase di partenza e soprattutto la posizione bassa al canape, essendo stato sorteggiato per primo.

Di sicuro rivedibile è stata la partenza di rincorsa del cavallo della Chiocciola, quel Viso d’Angelo montato da Jonatan Bartoletti detto Scompiglio, binomio che a luglio andò a un passo dalla clamorosa rimonta (perse di un’incollatura) ma che stavolta è partito malissimo, nemmeno agevolato dal sorteggio (storicamente il cavallo di rincorsa è tra quelli che statisticamente hanno meno chance di vittoria), ma finito ben presto sulla traiettoria della Lupa e di fatto ritrovandosi notevolmente attardato ancor prima di superare il canape.

L’accoppiata del Leocorno s’è comunque dimostrata di un altro pianeta: Tittia ha dominato in lungo e in largo, precedendo il cavallo della Selva (Reo Confesso, montato da Sebastiano Murtas detto Grandine) e quello di Valdimontone (Solo Tue Due, con fantino Giosuè Carboni detto Carburo), entrambi comunque notevolmente staccati.

TITTIA NEL SOLCO DEI GRANDI FANTINI DI TUTTI I TEMPI

Ben quattro cavalli hanno completato i tre giri da “scossi”, senza cioè i rispettivi fantini: una carambola innescata dal fantino dell’Onda Carlo Sanna (Brigante) alla curva del Casato, al termine del primo giro, ha finito per far cadere il fantino della Giraffa, l’esordiente Federico Guglielmi detto Tamurè, e provocato anche uno scontro con le barriere che ha disarcionato da cavallo quello della Civetta Massimo Columbu detto Veleno II, rimasto chiuso anche dal cavallo del Nicchio guidato da Stefano Piras detto Scangeo, a sua volta caduto nell’impatto con lo steccato.

Chi si aspettava una mossa lunga, eredità delle tre coppie di rivali in piazza, è rimasto deluso: da anni non si assisteva a una partenza così rapida, e tale anche da indirizzare immediatamente l’esito della carriera.

Il successo ottenuto da Tittia, padre sardo e madre tedesca, lo lancia una volta di più all’inseguimento dei grandi fantini di Piazza del Campo: la nona vittoria ottenuta su 35 corse ne fa a 37 anni uno dei potenziali dominatori dei prossimi anni, in grado anche di avvicinare il record di 14 palii vinti da Andrea Degortes detto Aceto, primatista con 14 successi (e a 13 c’è Luigi Bruschelli detto Trecciolino, che pur se 54enne è ancora in attività). In realtà i fantini più vincenti di sempre sarebbero Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo e Mattia Mancini detto Bastiancino con 15 vittorie a testa, conquistate rispettivamente tra il 1759 e il 1779 nel caso del primo e tra il 1823 e il 1853 nel caso del secondo.

(Credits: Getty Images)

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