IL TRICOLORE COMPIE 225 ANNI: L’ITALIA FESTEGGIA LA BANDIERA

IL TRICOLORE COMPIE 225 ANNI: L’ITALIA FESTEGGIA LA BANDIERA

IL TRICOLORE COMPIE 225 ANNI: L’ITALIA FESTEGGIA LA BANDIERA

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Oggi, 7 gennaio, è il compleanno della bandiera italiana. La cosa strana è che compie 225 anni, cioè è più vecchia dell’Italia stessa, visto che il tricolore è nato nel 1797 e il Paese che rappresenta nel 1861. Con i contagi che sono tornati a correre e un futuro ancora pieno di incognite, forse c’è poco da festeggiare, ma se vedrete campeggiare sui balconi le strisce verde, bianca e rossa messe l’una accanto all’altra saprete perché. E magari vi tornerà in mente un ricordo tutto sommato ancora fresco, quello del trionfo della Nazionale di calcio agli Europei: le bandiere e lo sport, del resto, sono un binomio indissolubile.

I 225 ANNI DEL TRICOLORE, GLI AUGURI DI MATTARELLA

I 225 anni del tricolore sono stati festeggiati in primis da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica che sta per completare il proprio mandato: “Il calore con cui tanti concittadini, nei momenti più difficili, hanno esposto la bandiera alle finestre di casa e intonato il canto degli italiani, ha segnato la memoria collettiva del Paese e richiamato il valore fondamentale della solidarietà e della coesione sociale – ha detto il Capo dello Stato -. Tutte le istituzioni e le espressioni della società civile hanno saputo compiere la loro parte”.

I 225 ANNI DEL TRICOLORE, COM’È NATO

Proviamo a fare un passo indietro nel tempo: perché l’Italia ha la bandiera verde, bianca e rossa a strisce? Quelli furono i colori scelti il 7 gennaio 1797 nella neonata Repubblica Cispadana, di ispirazione giacobina: erano i venti della rivoluzione francese che soffiavano anche dall’altro lato delle Alpi e tutte le repubbliche che nascevano in quel momento scelsero lo stendardo a strisce, come veniva chiamato all’epoca, cambiando solo i colori. Il bianco e il rosso del Comune di Milano e il verde dell’uniforme della Guardia Civiva meneghina portarono a quella scelta. E la bandiera verde, bianco e rossa fu usata nel corso del Risorgimento fino all’unità d’Italia.

IL TRICOLORE E IL CALCIO, MERITO DI D’ANNUNZIO

Gabriele D’Annunzio è stato uno dei più grandi patrioti della storia della letteratura italiana. E fu proprio lui l’ideatore dello scudetto, simbolo tricolore portato oggi sulle maglie dalla Nazionale e dalla squadra vincitrice del campionato. Il Vate lo fece apporre al posto dello stemma dei Savoia sulle divise indossate da una rappresentativa dell’esercito italiano a Fiume il 7 febbraio 1920, poi comparve per la prima volta il 5 ottobre 1924 sulle maglie del Genoa campione d’Italia, ma sparì di nuovo nel 1931, quando la Juve utilizzò lo stesso simbolo che all’epoca scelse la Figc, quello sabaudo con il fascio littorio. Altri tempi: bisogna aspettare la fine della guerra e dell’era fascista, per rivedere lo scudetto così come lo conosciamo oggi: 27 aprile 1947, Italia-Svizzera.

IL TRICOLORE CHE NON DIMENTICHIAMO: MADRID 1982

La bandiera tricolore rappresenta l’Italia nel mondo ed è un piacere vederla sventolare soprattutto in occasioni di festa, ecco perché la associamo spesso allo sport. Gli atleti si emozionano – parole loro – quando la vedono innalzarsi durante le premiazioni alle Olimpiadi, ad esempio, ascoltando e cantando contemporaneamente l’inno di Mameli e ci emozioniamo anche noi, come è successo quest’estate con Marcell Jacobs allo stadio di Tokyo, con la medaglia d’oro dei 100 metri al collo. Ma il ricordo probabilmente più bello è legato a un’altra vittoria, quella della Nazionale di calcio ai Mondiali del 1982: lì eravamo a Madrid e il Santiago Bernabeu, dopo il trionfo degli azzurri sulla Germania, era colmo di bandiere tricolori. Semplicemente indimenticabile.

(Credits: Getty Image)

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