LA STUDENTESSA CHE HA SALVATO “RED” HAMILTON: DALL’HOCKEY LA FIABA DI INIZIO ANNO

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LA STUDENTESSA CHE HA SALVATO “RED” HAMILTON: DALL’HOCKEY LA FIABA DI INIZIO ANNO

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La più grande vittoria di stasera.

Sul maxischermo della Climate Pledge Arena di Seattle campeggia una frase quanto mai inusuale. Soprattutto perché le cose per la formazione di casa, i Seattle Kraken, non stavano certo andando nella direzione sperata: i Vancouver Canucks erano già avanti nel punteggio (alla fine vinceranno per 5-2), ma ciò nonostante il pubblico presente all’interno dell’arena stava festeggiando e applaudendo come se i propri beniamini stessero guidando le sorti dell’incontro.

Logico che il diretto interessato del messaggio poco aveva a che fare con quella partita. La vittoria, celebrata come si conviene alle grandi imprese dello sport, era piuttosto quella resa possibile dall’arguzia e dallo spirito di osservazione della giovane Nadia Popovici, 33enne studentessa di medicina dell’ateneo di Seattle, ma di origini canadese e per questo presente a tifare per i Canucks. Che il 23 ottobre scorso vide qualcosa che nessun altro aveva saputo scorgere sul collo di Brian “Red” Hamilton, addetto ai materiali della squadra canadese, cioè al controllo delle divise e dei caschi da gioco di ogni singolo giocatore. E che poco più di due mesi dopo ha potuto ringraziare chi gli ha salvato letteralmente la pelle.

QUEL NEO SOSPETTO, QUEL MESSAGGIO SULL’IPHONE

Perché in quel giorno di ottobre, quando Nadia decise di assistere dal vivo alla sfida tra Kraken e Canucks mettendosi proprio dietro alla panchina della formazione ospite, accadde una di quelle cose che nella vita di una persona succedono una volta su un milione. La giovane studentessa vide infatti che sotto ai capelli rossi di Hamilton (da qui il soprannome Red), in pieno collo, c’era un neo che non prometteva nulla di buono. L’esperienza accumulata nei mesi precedenti, dopo aver svolto servizio come volontaria in alcuni ospedali e nei reparti oncologici della città, le aveva fatto venire il sospetto che potesse esserci qualcosa di potenzialmente pericoloso. Così, per attirare l’attenzione di Brian, pensò bene di scrivere un messaggio sulle note del suo iPhone e di mostrarlo dallo schermo in plexiglass che delimita il campo dagli spalti, non prima di aver richiamato l’attenzione di Hamilton con una serie di ripetuti colpi dati al vetro. Quando l’addetto ai materiali di Canucks si accorse di tutto ciò, avvicinandosi allo schermo lesse il messaggio e, seppur un po’ stupito, promise a Nadia che si sarebbe fatto visitare. Quasi una risposta di routine, senza la quale però adesso vedrebbe la propria vita in serio pericolo.

LA DIAGNOSI IMPECCABILE, IL SOLLIEVO E “LA RICERCA”

Perché una volta tornato a Vancouver, e deciso a non far passare troppo tempo prima di scoprire se quel suggerimento dato da Nadia fosse davvero utile, non perse un istante in più nel richiedere una visita specialistica. La quale confermò appieno la tesi elaborata sul posto dalla ragazza: melanoma maligno, un tumore della pelle, per fortuna ancora a uno stadio iniziale e quindi curabile. L’operazione, fatta pochi giorni dopo, ha evitato guai peggiori: Hamilton ha potuto scongiurare il pericolo di complicazioni, ma un istante dopo aver completato la biopsia ed essere stato dichiarato fuori pericolo ha subito cercato di capire come fare per poter rintracciare Nadia e ringraziarla per la straordinaria scoperta che gli ha salvato la vita. Ad aiutarlo gli viene incontro Facebook: la mattina del 1° gennaio, a poche ore da una nuova trasferta dei Canucks a Seattle, Brian fa postare sulla pagina ufficiale della franchigia un messaggio nel quale racconta la sua incredibile storia, e dove chiede ufficialmente al suo angelo custode di farsi vivo durante l’incontro.

Quel messaggio che mi hai fatto leggere sul tuo telefono rimarrà per sempre nella mia testa, ha cambiato la vita a me e alla mia famiglia. Avevi ragione, il tuo istinto era corretto, quel neo che avevo sul collo era un melanoma maligno e ora grazie alla tua perseveranza e al rapido intervento dei dottori se n’è andato. Sei una vera eroina.

L’ABBRACCIO E LA BORSA DI STUDIO

Come spesso avviene sui social, il messaggio rapidamente diventa virale, diffondendosi anche su altre piattaforme. E tra coloro che lo leggono c’è anche la mamma di Nadia, che avendo vissuto di persona la scena quel 23 ottobre capisce che la persona di cui si sta parlando è proprio sua figlia. La quale, di ritorno da un turno come volontaria in un call center anti-suicidi al quale ha prestato servizio la notte di San Silvestro, venuta a conoscenza della cosa decide di accettare l’invito di Brian ad incontrarla prima della partita. Un momento toccante, nel quale la freddezza iniziale viene spazzata via immediatamente da un abbraccio che testimonia tutta la riconoscenza di “Red” nei confronti della giovane Nadia. La cui ricompensa, oltre alla gratitudine eterna della famiglia Hamilton, consiste in una borsa di studio di 10.000 euro per una scuola di medicina, con l’intera cifra devoluta dalle due franchigie. Una storia fuori dall’ordinario, il modo migliore per cominciare il nuovo anno con un sorriso.

(Credits: Getty Image)

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