US Open Sinner Alcaraz

Alcaraz consola Sinner dopo il ritiro a Cincinnati per un malore

La finale del Masters 1000 di Cincinnati 2025 tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz si è trasformata in un epilogo inatteso e doloroso. Dopo appena ventitré minuti di gioco, sul punteggio di 5-0 per lo spagnolo, l’azzurro ha alzato bandiera bianca. Una scena che ha lasciato ammutoliti gli spettatori, ma anche il suo angolo tecnico, con Simone Vagnozzi e Darren Cahill increduli di fronte al ritiro improvviso del numero uno del mondo.

In campo si è visto un Alcaraz che, pur avviato verso il titolo, ha mostrato sensibilità sportiva, andando a rincuorare l’amico-rivale subito dopo la stretta di mano. Lo stesso Sinner, nella cerimonia di premiazione, ha spiegato la situazione: “Da ieri non mi sentivo bene. Speravo di migliorare nel corso della notte, ma invece sono peggiorato. Ho provato a scendere comunque in campo, ma non ce l’ho fatta. Sono entrato solo per i fan, ma mi sentivo troppo male”.

Anche in conferenza stampa l’altoatesino ha confermato il malessere senza entrare troppo nei dettagli: “Ovviamente sono deluso. Non era giornata per me. Succede. Ora il focus principale è lo US Open. La cosa più importante è recuperare, e poi si vedrà”.

Le ipotesi sul malore di Sinner

Nessuna diagnosi ufficiale è stata diffusa, ma diversi indizi permettono di delineare lo scenario. Sinner ha parlato di vertigini, di difficoltà a reggersi in piedi e di un peggioramento della condizione notturna. Già nel dialogo con il medico e con il giudice di sedia aveva confessato: “Mi sento troppo male, non posso muovermi. Mi gira la testa”. Secondo quanto circola nell’ambiente, la causa sarebbe da ricondurre a un malore fisico aggravato dal caldo umido di Cincinnati, anche se la versione ufficiale rimane quella di un generico malessere.

Il forfait (quasi certo) al doppio misto

La rinuncia anticipata a un impegno è già arrivata. A New York Sinner avrebbe dovuto prendere parte al rinnovato format del doppio misto, dopo la defezione iniziale di Emma Navarro, in coppia con la specialista ceca Katerina Siniakova, oro olimpico a Parigi 2024. Ma lo stato di salute dell’azzurro rende quasi scontata la rinuncia (a meno di rinvii da parte dell’organizzazione). Le prime partite del tabellone sono in programma già dal 19 agosto (Sinner dovrebbe scendere in campo in serata) e la priorità del numero uno del mondo resta esclusivamente il recupero.

L’incognita più pesante: lo US Open

Il vero nodo riguarda il singolare maschile, dove Sinner è chiamato a difendere il titolo conquistato nel 2024. Le incognite sulla sua tenuta fisica non sono mai state così alte. In più, il discorso classifica ATP aggiunge pressione. Nonostante Cincinnati lo abbia visto mantenere la vetta, il margine sull’immediato inseguitore, proprio Alcaraz, si è assottigliato in maniera drastica.

Attualmente Sinner guida con 11.480 punti, ma Alcaraz, forte del successo in Ohio, è salito a 9.590: il distacco è sceso a 1890 lunghezze. L’apparente vantaggio però svanisce nella proiezione live: a Flushing Meadows l’azzurro perderà i 2000 punti del titolo 2024, mentre lo spagnolo scarterà appena 50 punti. Significa che Alcaraz partirà virtualmente con un margine di 60 punti sul rivale.

La conseguenza è chiara: chi arriverà più avanti nello Slam newyorkese diventerà numero uno al mondo. In caso di eliminazione nello stesso turno, sarà lo spagnolo a scavalcare l’azzurro. Sul fronte “Race”, che considera solo i risultati del 2025, il vantaggio di Alcaraz è già tangibile.

Prospettive

Sinner ha ribadito che la priorità assoluta resta recuperare: “Ho già individuato alcuni aspetti su cui lavorare, soprattutto il servizio. Ma adesso devo rimettermi in sesto fisicamente. L’obiettivo è eliminare ogni piccola percentuale di errore e arrivare pronto”.

Lo US Open, quindi, non sarà soltanto il crocevia per la difesa di un titolo prestigioso, ma anche la sfida decisiva per la leadership mondiale. E la sensazione, alla vigilia, è che – se Jannik non dovesse tornare immediatamente al 100% – il campo di New York possa trasformarsi nel teatro di un passaggio di consegne che fino a pochi mesi fa sembrava lontano.

(Credit: Getty Images)