Anche nelle case d’aste la qualità del management è al top

Anche nelle case d’aste la qualità del management è al top

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Mr. Richard Tattersalls in un  dipinto di Thomas Beach, circa 1790 (Foto: Wikipedia)

 

Como, 12 Febbraio 2024

 

Ai tempi in cui Berta filava, cioè in tempi lontanissimi da noi,  nacque Richard Tattersalls, nel 1724, nello Yorkshire.

La Berta che filava era Berta la Piedona, moglie del Re Francese Pipino il Breve (714 – 768) e madre di Carlo Magno (743 – 814).

Si dice che avesse un piede più lungo dell’altro.

Durante il viaggio per raggiungere il futuro sposo, la principessa Berta è stata sostituita con la figlia della sua dama di compagnia, ma è riuscita a fuggire e ha trovato asilo nella casa di un taglialegna presso il quale ha vissuto per qualche anno, facendo il lavoro di filatrice.

Poi, grazie alla particolarità dei piedi diversi, la sostituzione è stata scoperta e Berta ha preso il suo posto sul trono francese.

Da allora Berta la Piedona è patrona delle filatrici.

 

 

La Regina Berta e le filatrici, Albert Anker, 1888 (da Wikipedia).

 

Il padre del Signor Richard Tattersalls non filava la lana, ne faceva commercio o, meglio, l’acquistava dai produttori, faceva una cernita, la selezionava, la lavorava e la vendeva alle manifatture.

Il figlio Richard, della lana non ne volle sapere e, all’età di 21 anni, andò a Londra cercando di fare fortuna.

Acquistò una partecipazione nel deposito di cavalli, il Beevor’s Horse, a St. Martin’s Lane.

Richard Tattersalls doveva essere molto bravo nel suo lavoro, tanto che il Duca di Kingston lo nominò direttore generale del suo allevamento

Nel 1776 aveva accumulato il denaro necessario per mettersi in proprio, per aprire una sua casa d’aste.

Mise gli occhi su alcuni terreni a Hyde Park Corner (il “ragazzo” sapeva muoversi alla grande) che appartenevano, al Conte di Grosvenor, i cui discendenti ancora oggi sono i maggiori proprietari della zona.

Richard Tattersalls ottenne “un lease”, diciamo un affitto, dal Duca, per 99 anni.

Il luogo si chiamava “The  Corner” e due volte alla settimana si tenevano delle aste e in quelle occasioni si ritrovava il bel mondo di Londra di allora.

Furono anche approntate delle gabbie per le vendite dei cani  e degli spazi appositi per la vendita delle carrozze.

Fu costruito un quartierino  per i soci del Jockey Club, dotato di cuoco particolare.

In quelle stanze si faceva anche il settlement,  erano regolate le scommesse sulle corse dei  cavalli.

Ancora oggi il Comitato che si occupa delle “beghe” relative alle scommesse tra “tenenti” e “pazienti” e tra “tenenti” e “tenenti” si regolano nel cosiddetto Tattersalls Committee e la famosa Regola 4, applicata sui generis in Italia solo per le corse estere (la /le deduzione /i in caso di ritiro di uno o più cavalli dopo la dichiarazione dei partenti, a scommesse aperte), si chiama Tattersalls Rule 4.

 

Nella foto: Highflyer (GB) (m. b. 1774 Herod), dipinto da John Blultbee (Wikipedia)

 

Nel 1779 il nostro amico Signor Richard Tattersalls acquistò, da Lord Bolingbroke, per 800 Sterline, un cavallo di nome Highflyer (GB) (m. b. 1774 Herod) che aveva la particolarità di avere nella sua genealogia i tre fondatori della razza Purosangue, Byerley Turk (m. b. o. 1682), Darley Arabian (m. b. 1700) e Godolphin Arabian (m. b. 1724).

Highflyer fu allevato da Sir Charles Bunbury, Sesto Baronetto, il quale è stato per lunghissimo tempo il Supremo del Jockey Club Inglese e uno straordinario riformatore.

Sotto la sua presidenza furono istituite le corse classiche, 1000 e 2000 Ghinee, Derby, Oaks e St. Leger.

Un suo cavallo, Diomed (GB) (m. b. 1777 Florizel) vinse il Derby e la sua Eleanor (GB) (f. b. 1798 Whiskey)  fu la prima femmina e vincere sia il Derby sia le Oaks.

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Richard Tattersalls ebbe un’intuizione geniale: capì che le figlie di Eclipse (GB) (m. s. 1764 Marske) – il miglior Purosangue del Diciottesimo Secolo, imbattuto nelle 18 corse disputate, continuatore della linea di Darley Arabian, ancora oggi responsabile per più del 90% dei Purosangue con la P maiuscola (e magari, ahimè, anche minuscola) – incrociavano bene con Highflyer e, come una di quelle fattrici compariva sul mercato, non se la faceva scappare.

Adorava Highflyer, anche perché il cavallo gli aveva fatto guadagnare una montagna di soldi; costruì una grande casa, a Ely, East Cambridgeshire, e la chiamò Highflyer Hall.

Ogni anno organizzava un grande pranzo, una sera, a Newmarket e il brindisi doveva essere sempre fatto in nome “del martello, hammer (anche se in Inglese è meglio chiamarlo gavel, quello del banditore) e di Highflyer”.

Quando, a vent’anni, Highflyer  morí, il Signor Tattersalls fece incidere sulla pietra tombale le seguenti parole (traduco dall’Inglese): “ Qui giace la perfetta e meravigliosa simmetria del compianto Highflyer, grazie al quale e ai suoi prodotti il Signor Tattersalls accumulò una fortuna della quale non si è mai vergognato”.

Nel 1795 Richard Tattersalls morì e la casa d’aste continuò ad operare sotto la direzione di suo figlio Edmund (1798 – 1851) e poi di suo figlio Somerville (1789 – 1842).

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Nel 1939 i Signori Gerald Dean, Robert Needham e Terence Watt acquisirono la maggioranza della Società Tattersalls.

Nel 1942, il Signor Terence Watt morì in guerra e al suo posto subentrò il cugino Capitano Ken Watt, che diventò il Presidente della Società.

Quando nel 1983  il Capitano Watt si ritirò dall’attività, suo cugino, il Signor Michael Watt, figlio di quel Signor Terence Watt che, come ricordato insieme ad altri due soci rilevò la maggioranzadella casa d’aste, divenne il Presidente.

Fu proprio il Signor Michael Watt che ebbe la vista lunga, acquisendo la casa d’aste a Fairyhouse, a Ratotah, nella Contea Meath.

Al momento, Presidente della Società e il Signor Edmond Mahony, che ha sposato una figlia del Signor Michael Watt.

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Ho conosciuto il Capitano Ken Watt, il Signor Bruce Dean, il Signor Richard Mildmay – White (altro socio per un certo periodo di tempo) e il Signor Michael Watt, ai tempi in cui Berta filava, perché sono stato il primo rappresentate Italiano di Tattersalls.

Ricordo di essere andato da Londra a Newmarket in una giornata piovosa di Primavera, invitato a colazione, nel quartiere privato di Tattersalls, proprio dal Capitano Ken Watt, da suo cugino il Signor Michael, dal Signor Bruce Dean e dal Signor Richard Mildmay – White, per discutere i particolari del mio incarico.

Tutto finì con un brindisi generale.

 

Nella foto: Il Signor Richard “Dickie” Upton Gaskell (1927 – 2003) (Foto: Archivio Carlo Zuccoli)

 

M’introdusse alla “premiata Ditta” il mio caro amico Signor Richard “Dickie” Upton Gaskell, all’epoca il bookmaker numero uno in Gran Bretagna: lavorava on the rails per Ladbrokes ed era il bookmaker della nobiltà Britannica e di tutta la cosiddetta gente bene.

Dickie Gaskell, un conservatore di ferro, grandissimo signore, è morto il 18 Maggio del 2003, a 76 anni, e con lui se ne è andato tutto un mondo che era diverso da quello di oggi e che, ahimè, non tornerà più.

Dickie faceva anche parte del Tattersalls Committee e, quando io ebbi una piccola bega con un “tenente” Britannico, quel giorno non si presentò alla riunione, per un evidente conflitto d’interesse.

Un gesto che non è certo dei tempi nostri.

Ho un rammarico: non essere riuscito a convincere il Signor Dickie Gaskell a scrivere con me le sue memorie.

Quando toccavo l’argomento, nel salotto molto cosy della sua bellissima casa a Chelsea Park Gardens, una delle zone più esclusive di Londra, mi ripeteva sempre la stessa frase:” Carlo, sono a conoscenza di troppe cose, di troppi fatti che, per correttezza professionale, non posso rilevare.

Ma senza quei fatti la mia biografia non avrebbe il minimo senso”.

Naturalmente, ho dovuto sempre arrendermi di fronte all’etica professionale e alla riservatezza di un vero gentleman.

Sono stato parecchio a contatto con il Signor Michael Watt, altro gentleman Inglese, quando fu fondata la Società Aste Cavalli S.r.l. nel 1990, che era collegata, in un certo modo, con Tattersalls (la copertina dei cataloghi era identica a quelli della casa madre Inglese, cambiava soltanto il nome della Ditta).

Presidente era il Signor Giulio Cosmelli, ma le “anime” erano Mario Berardelli, a Roma e il sottoscritto a Milano, a Vimodrone, nella banlieue, per la precisione

Erano proprio i tempi in cui Berta filava e l’ippica Italiana ancora volava.

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Carlo Zuccoli

(carlozu43@gmail.com)

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Foto: Carlo Zuccoli a Goodwood nel Luglio 2023 (Credits: Alan Crowhurst)

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