TJ-San Diego

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Pasadena CA, 04 Novembre 2009.

Per circolare per la California necessitano due cose tassativamente: 1) devi avere buoni rapporti con il Capo del servizio di Valet Parking dell’albergo dove scendi e 2) devi avere almeno un compagno o una compagna di viaggio per usufruire delle corsie per il cosiddetto Car Pool (almeno due persone per automobile).

Da parte mia sin dallo scorso anno ho degli ottimi rapporti con Danny, un Filippino che dirige quel servizio qui al Courtyard Marriott di Pasadena, al quale ho dato delle dritte strepitose per la Breeders’ Cup edizione 2008, tanto che l’altro giorno, appena mi ha visto, prima ancora di prendere le chiavi della mia automobile, un incrocio della vecchia auto di Al Capone con quella di Mickey Mouse, mi ha ringraziato con tanto d’inginocchiamento, o quasi, chiedendo altre dritte per la due giorni di quest’anno.
Non ho certo lesinato a Danny i miei consigli per gli acquisti.
Oggi, nonostante avessi il navigatore, mi ha dato delle istruzioni precise per evitare il traffico nella prima parte del viaggio verso TJ, Tijuana, Mexico, per il popolo che non è addentro alle secrete (mica tanto) cose della California.

Saltando sulla 210 East, poi sulla 605 South sono arrivato in un battibaleno sulla 5 South, direzione San Diego – TJ.

Il compagno di viaggio lo avevo perciò ho sempre utilizzato le corsie per il Car Pool e in circa due ore e mezzo sono arrivato al Parcheggio a La Linea, che in Spagnolo significa il confine, nella specie con il Mexico.
Dopo essere passato attraverso due serie di tornelli, guardato un po’ storto dai finanzieri Messicani, forse per il carico di macchina fotografica e arnesi vari, ho beccato al volo il mio uomo a TJ, Juan Carlos Soto Ramirez e via per le strade del vizio, in quella che potrei definire la Macau dei poveri.
Juan Carlos ha subito insistito che il mio amico Pietro ed io ci facessimo fotografare con la tipica zebra locale attaccata ad un carrettino; in realtà si tratta di asini dipinti a strisce bianco e nere.
Assestato il primo colpo di frusta a Juan Carlos siamo partiti verso il rosso dell’uovo di Tijuana.

Subito innanzi a noi due torri, due torri gemelle, una con un albergo, il Grand Hotel ex Fiesta Americana, a cinque stelle, e l’altra piena di studi di dottori e di dentisti, sul tipo Harley Street a Londra.
A TJ si va anche per farsi curare bene e a buon mercato e se si ha bisogno di un buon ospedale è altamente raccomandabile l’Hospital Angeles a Sonas Rio, quartiere di banche e ristoranti di un certo tono.
Un’altra specialità della ditta TJ sono le farmacie; vicino a La Linea paghi di più, ma ti puoi comprare qualsiasi medicamento senza bisogno della ricetta, mentre in città i prezzi scendono, ma è necessaria la cosiddetta “prescription”.

Quando passiamo dall’Aguacaliente Boulevard Juan Carlos m’indica il luogo dove sorgevano Casinos, tanti Casinos, dove tra l’altro Al Capone spendeva i suoi Dollari.
E poi quello era il luogo dove gli spacciatori di droga, fino all’anno scorso, si prendevano a pistolettate; ora la città, che conta circa un milione di abitanti, è sorvegliata da una fitta rete di telecamere, e i funzionari di Polizia corrotti sono stati silurati.
Ora il motto della Polizia locale è scritto quasi dovunque: prevenir, vigilar e informar.

Tutto sommato siamo a circa 20 Miglia da San Diego e c’è anche un aeroporto Internazionale con tanto di due voli al mese per Tokyo e nessuno mi ha saputo spiegare chi va e viene tra TJ e il Giappone.

Juan Carlos sterza sulla destra e si avvia verso Lomas Campestre, dove ci sono numerose e svariate case da Milioni di Pesos (13 Pesos = 1 USD $) e posso vedere un bellissimo campo da golf, appunto il Club Campestre.
Come potete notare tutti i gusti sono soddisfatti a TJ.

E la vita notturna, ma anche diurna non sta certo indietro.
Magnifiche giumente aspettano i clienti all’Adelita Bar o all’Hong Kong Gentlemen’s Club nonché al Luxor, massaggi e affini.

Juan Carlos, che era stato preavvertito da amici Americani, ottimi intermediari, letteralmente massacrato dalle mie domande incalzanti, finalmente si avvia verso il Casinos Caliente nonché cinodromo, senza perdere l’occasione di mostrarmi la statua di Miguel Hidalgo, il padre dell’indipendenza del Mexico dalla Spagna avvenuta nel 1810.
Ormai Juan Carlos è un vecchio amico, direi quasi un confidente, anche perché gli prometto una visita al Luxor per incontrare Alexa, una sorta di dea locale, e con grande gioia (???!!!) mi porta nel luogo mitico, il Caliente, Casino, cinodromo, sala corse e luogo di perdizione per le scommesse sportive.

In Mexico tutto l’ambaradan che riguarda gioco e scommesse è nelle mani del Signor Hank Ron, Presidente e padrone della squadra di calcio Xoloscluincle e naturalmente il Capo vive nella zona di Chapultepec, in una di quelle ville da Milioni di Pesos e il personaggio mi ricorda tanto il Signor Stanley Ho, signore assoluto del gambling (gaming and betting) a Macau.

Finalmente entro trionfante nell’Hipodromo Caliente, dove i cavalli non corrono più e hanno lasciato il posto ai cani che ogni sera dalle 20 locali in avanti si cimentano in dieci corse davanti ad un pubblico molto ristretto.
Il palazzo del Casino è imponente e il manager, tale Juan, guarda caso, mi fa girare le sale dedicate alle slot – machines, che sono ben 952, e che sono una perfetta rapina, restituendo al paziente locale o “visitor” soltanto il 70% dell’ingurgitato, in media.
Juan rifiuta di comunicarmi il fatturato globale della premiata ditta in fatto di macchinette e mi affida a Carlos, il manager della sala corse e dello sport book, scommesse sportive a quota fissa.
Ripeto, il tutto nelle mani del Signor Hank Ron.

Spettacolo incredibile: ben tre file da dodici postazioni l’una, con tanto di scrivanie, schermi TV e poltrone, nonché sette grandi schermi che trasmettono le corse dei cavalli dagli Stati Uniti e quando è il caso dall’Inghilterra e dalla Francia solo l’Arc de Triomphe.
Assatanato (è la mia materia), sottopongo Carlos a un fuoco di fila di domande e vengo così a sapere che per le corse Americane vige il sistema a riferimento, previo pagamento di una commissione ai vari ippodromi per i diritti TV, così per le corse Australiane, e per le corse Messicane, all’Hipodromo de Las Americas, a Città del Mexico, vige il sistema a riversamento.
Per l’Inghilterra vale lo Starting Price, se ho ben capito.
Ma la mia curiosità non ha limiti e costringo Carlos a trascurare per qualche minuto i clienti della sala corse per darmi delucidazioni sulle scommesse sportive: si può scommettere su ben 13 sports diversi.
Afferro lo slip, il modulo del calcio, e scopro che le quote per la partita di Coppa dei Campioni, Maccabi Haifa – Juventus, già disputata, erano: 4.95 per l’1, 3.60 per l’x e 1.48 per il 2.
Chiedo a Carlos una calcolatrice e realizzo che le quote sono al 115,53% cioè con un M.O.LT., Margine Operativo Lordo Teorico del 13,44%.
Non male per essere a TJ.
Comunque ci si può sbizzarrire fin che si vuole con under and over e altre amenità del genere.

E’ il momento dei convenevoli e chiedo a Juan Carlos di portare Pietro e me a La Linea.
Tragedia: non sono stato da Alexa, la Dea di TJ.
“Come on Juan Carlos Soto Ramirez, San Diego ci aspetta e sarà per un’altra volta”.

Liquidata la parcella del nostro uomo a TJ, via per San Diego, giù per Broadway fino alla Pacific Highway dove nel porto c’è ancorato uno yacht megagalattico che batte bandiera delle Isole Cayman, l’Apoise.
Chiedo all’uomo che sta lavorando a prua se la barca è di Abramovich.
“This is too small for him, this is 68 m. long, Abramovich has one that is 300 m. long”.
Avrete capito tutti che i Russi ormai dominano il mondo anche in fatto di lunghezza delle barche.
Alla fine ho scoperto che l’Apoise è di proprietà del Signor Dave Ritchie della Ritchie Bros. Auctions (casa d’aste), Canadese.

La giornata è finita e bisogna tornare a Pasadena, avendo bigiato i galoppi per la Breeders’ Cup.
Domani è un altro giorno e ci saranno altri galoppi.

Carlo Zuccoli
Da Trotto & Turf 05 Novembre 2009

 

(Credits: Getty Images)

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Carlo Zuccoli Carlo Zuccoli has a degree in law (1970): Università degli Studi di Milano, discussing a thesis (administrative law) on UNIRE, at the time the entity... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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