Foto di apertura: Sioux Nation (USA) (m. b. 2015 Scat Daddy) fotografato al Coolmore Stud, a Fethard, Co. Tipperary, Irlanda (Foto: Coolmore)
Como, 22 Novembre 2022
In vista della nuova stagione di monta che avrà inizio, nel nostro Emisfero, il giorno 15 Febbraio 2026, per concludersi il giorno 30 Giugno 2026 (gestazione delle fattrici: 11 mesi) ripubblico un articolo scritto nel Dicembre dell’anno 2022, che mi sembra significativo.
Ho aggiornato tassi di monta e numero di fattrici coperte.
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Verso la fine degli anni 70, inizio degli anni 80 ero un very frequent flyer per l’Irlanda.
Con il mio amico fraterno Danilo Iovenali avevo fondato l’Agenzia del Purosangue e il socio operativo, full time, ero io.
Avevamo parecchi clienti le cui fattrici risiedevano in vari allevamenti in Irlanda ed erano inviate alla monta agli stalloni locali.
Soprattutto durante la stagione di monta (15 Febbraio – 30 Giugno) andavo almeno due volte al mese in Irlanda, ma volavo in quel Paese, anche per le varie e aste e poi per i contrati di monta per gli stalloni.
Scendevo regolarmente al Barberstown Castle, a Straffan, Co. Kildare, uno strano albergo, le cui camere erano strapiene di soprammobili di tutti i tipi.
Al ristorante si mangiava bene e la manageress, la Signora B. era molto simpatica, efficiente e disponibile e girava sans culottes come le ballerine di Can – Can del Moulin Rouge, a Parigi, a Montmartre, ai tempi di Henry de Toulouse Lautrec.
Spesso pioveva a dirotto e, regolarmente, l’unico telefono dell’albergo smetteva di funzionare: B., con la sua automobile, mi accompagnava in un villaggio distante circa sette Miglia dove il telefono reggeva la pioggia (evidentemente).
La sera, dopo una lunga giornata di lavoro, andando da un allevamento all’altro, avevo sempre bisogno di fare il punto con i clienti o con i vari brokers e stallonieri.
Ricordo che giravo per l’Irlanda alla grande, raggiungendo i vari allevamenti senza il minimo uso delle cartine (all’epoca non c’era il GPS), ma ancora oggi me la cavo.
Avevo stretto ottimi rapporti con il Capitano Anthony “Tim” Dominick Dyke Rogers, Supremo dell’Airlie Stud, a Maynooth, Co. Kildare, e del Grangewilliam Stud, a Barrogstown East, sempre a Maynooth e di un impianto in Nuova Zelanda.

Nella foto: Il Capitano Anthony “Tim” Rogers, Supremo dell’Airlie Stud e del Grangewilliam Stud in Irlanda (Foto: Bloodstock Notebook).
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Andavo e venivo dal Coolmore Stud, a Fethard, Co. Tipperary, dove il manager era il Signor Bob Lanigan, così come frequentavo Sean Doyle, un veterinario che era il padrone del Baroda Stud, a Newbridge, Co. Kildare.
Sean mi invitava spesso a pranzo la sera e aveva un cameriere fantastico, sempre in smoking, che serviva champagne e ottimi vini a fiumi.
La moglie di Sean era la Signora Susan McKeon, ai tempi la manageress degli U2.
Ricordo che capitava che, nonostante si fosse ancora a tavola, magari per finire il dessert, Sean Doyle si alzasse improvvisamente e quello era il segnale che bisognava andarsene in tutta fretta e non ho mai capito il perché di quella assoluta bizzarria.
Sean mi diceva sempre che ogni giorno doveva vendere o comprare un cavallo per sentirsi a posto con sé stesso.
Una sera, era l’Autunno del 1983, sapendo che il giorno dopo sarei andato al Coolmore (a quel tempo le strade non erano come quelle di oggi e i tempi di spostamento erano lunghi), Sean mi conferì l’incarico di tentare di acquistare Baudelaire (USA) (m. s. 1980 Nijinsky), che avevamo visto correre, quell’Estate, a Deauville e vincere il Prix Maurice de Gheest, Gr-2, m. 1.300: Sean volava spesso in Normandia per le corse noleggiando un piccolo aereo a elica partendo dal suo allevamento.
“See Bob Lanigan and make him an offer for USD $ 4.000.000: of course, I’ll pay you 5% commission”.
Non stavo più nella pelle: cercai di arrivare a Fethard il più presto possibile, nonostante le strade tortuose e strette.
Incontrai Bob Lanigan, gli feci l’offerta, e lui sbiancò in volto: non capiva come un povero broker Italiano, proveniente da Como, potesse avere un cliente pronto ad investire una somma simile sia pure per un cavallo figlio di cotanto padre e di cotanta madre (Bitty Girl (GB) (f. b. 1971 Habitat) era stata una Campionessa).
Non rivelai il nome del mio cliente, ovviamente.
La sera, a Cashel, al Cashel Palace, di proprietà del Signor Vincent O’Brien, dove ero sceso con il Signor Roberto Cattaneo, subito prima di pranzo, ricevetti la telefonata di Bob Lanigan: “ Sorry Carlo, Robert (Sangster, il proprietario del cavallo allenato da Vincent O’Brien), yesterday, turned down an offer of USD $ 4 millions”.
Disastro totale: USD $ 200.000 di commissione gone with the wind.
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Ogni anno, a Gennaio, Sean Doyle organizzava una grande festa di gala invitando personaggi importanti dell’ippica, che arrivavano da tutta Europa: era il modo di fare le sue Pubbliche Relazioni.
Ero invitato fisso.
Dress code: black tie, of course.
Succedeva che, durante la serata, Sean mi dicesse: “Carlo, that blonde lady down there in the corner asked me about you””.
Un vincente odds- on: qualche volta l’utile si è unito al dilettevole.
Una sera c’era una signora, piuttosto attempata, molto piacente, una “tiratrice sceltissima”, accompagnata da un giovanotto piuttosto prestante; ballai con lei più volte e le chiesi conto del “caricatore” e la risposta fu: “ I like toys”, “mi piacciono i giocattoli”, chiaramente io non ero.
Ero l’elemento esotico, si fa per dire, a quei parties, ero un Italiano che parlava bene l’Inglese e che sapeva indossare l’abito da sera.
Il giorno dopo andavo da lui per un drink e, immancabilmente, mi mostrava i giornali che riportavano notizie del favoloso party della sera prima, con critiche feroci.
L’altro avvenimento top per la season di Sean Doyle era un caccia a cavallo con, più o meno, gli stessi invitati: io non partecipavo perché ero caduto malamente montando in campagna e mi ero fatto male seriamente, tanto che non sono più salito in sella a un cavallo.
Durante una di quelle cacce Sean cadde e morì.
Sue continuò per un po’ l’attività, ma poi dovette abbandonare.
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Un altro mio punto di riferimento, a quei tempi, era l’Airlie Stud del Capitano Rogers.
Il Capitano, come ho scritto di recente su queste colonne, mi aveva anche organizzato, via Telex, il mio viaggio “downunder”, in Australia e in Nuova Zelanda.
A quell’epoca funzionava al Grangewilliam Stud Habitat (USA) (m. b. 1966 Sir Gaylord), un top assoluto che diventò un super – top assoluto come padre di fattrici.
Le madame di straordinario lignaggio, che ogni anno copriva, forse non arrivano a 50 e c’era la fila, nel mondo, per accaparrarsi un a monta del pregiato Sire.
L’Agenzia del Purosangue, di solito, non aveva clienti per quel tipo di riproduttori, ma un anno la Razza Spineta della Signora Elena Palmieri e del figliolo Alarico, commissionò l’acquisto di alcune monte in Irlanda per alcune fattrici e i Signori Palmieri si raccomandarono per Habitat, il sogno proibito.
Facile a dirsi, ma difficile a farsi.
Ne parlai con il Capitano che fu molto chiaro (traduco in Italiano): “Carlo saprai benissimo che tutti gli agenti comprano da me le monte di Habitat a Ghinee Irlandesi 15.000 (o forse 17.000, non ricordo), fanno un mark – up del 100% , del 200%, financo del 300% e poi vengono da me a chiedermi la commissione del 5% sul tasso ufficiale di monta. Questa storia deve finire. Ti do la monta, ma stai attento a quello che fai”.
Non stavo più nella pelle: comunicai la notizia ai Signor Palmieri, una fattrice partì per l’Irlanda, fu fatta arrapare dal “ruffiano” di turno, fu esplorata dalla Dottoressa Stefania Bucca, Habitat vi si gettò a capofitto e restò impallinata.
Feci mandare la fattura della somma dovuta direttamente alla Razza Spineta e il Capitano onorò prontamente la mia commissione.
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Il Capitano Rogers si avvaleva della collaborazione di una Signora Cinese, che faceva da cuoca e che pilotava anche l’aereo: il Capitano, affetto da leucemia doveva andare molto spesso a Londra a ripulire il sangue.
Faceva pratica il Signor Saverio Brenciaglia, che poi divenne un agente importante in Italia e girava per l’allevamento, in training, la Signora Kirsten Rausing, che appartiene alla famiglia Svedese che ha inventato il Tetrapak, che ha allevato ed è la proprietaria di Alpinista (GB) (f. gr. 2017 Frankel), che ha vinto nel 2022 ben 6 corse di Gruppo1, tra le quali l’Arc de Triomphe.
E poi c’era la consorte del Capitano, la Signora Sonia née Pilkington, sorella di Sir Thomas Pilkington, grande proprietario terriero in Gran Bretagna e pure lui allevatore di Purosangue.
Lavorava come veterinario residente la già nominata Stefania Bucca, Piemontese che, se non erro, era stata raccomandata al Capitano dal Dr. Giulio Bassignana.
Tim Rogers mi diceva sempre che Stefania era il top assoluto per le gravidanze.
Non c’era lo scanner, non si facevano le ecografie, c’erano i cosiddetti “ruffiani”, cavalli di minima che, con coccole più o meno spinte, facevano arrapare il giusto le varie madame dai magnanimi lombi e anche quelle scacchere e racchie (40 o 50 al massimo, in totale, a stagione) e quando sembravano al punto giusto di cottura, arrivava Stefania che affondava il braccio e rilevava i tempi di ovulazione.
Zac, il Sire di turno, infilava il “crea popoli” (in questo caso equini) – espressione di Pasoliniana memoria – e l’operazione si concludeva felicemente con la gravidanza, nella stragrande maggioranza dei casi e poi arrivava il pagamento della monta, al primo di Ottobre, per i proprietari delle signore con il pancione.
Finita la stagione in Irlanda, Stefania si trasferiva in Nuova Zelanda e avanti lo stesso cinema, con “ruffiani” e Sires differenti.
Ricordo che una sera la Dottoressa Bucca, dopo pranzo, mi portò a Dublino, in un Club clandestino, affiliato all’IRA, l’Esercito per l’Indipendenza dell’Irlanda del Nord.
Suonava un famoso complesso, di cui non ricordo il nome, e fui praticamente costretto ad ingollarmi almeno tre pinte di Guinness (una Pinta uguale ad oltre mezzo Litro): il locale era strapieno di “rivoluzionari” che bevevano in un’ atmosfera festosa e che si preparavano alla lotta.
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Negli anni a venire i veterinari non dovevano più infilare le loro braccia per tastare le gravidanze: era arrivato l’apparecchio per le ecografie, ma quegli specialisti erano sempre necessari.
Pian piano le carature degli stalloni, che fino ad allora erano state 40, quando gli stessi erano consorziati, cominciarono a crescere di numero e i loro prezzi e quelli delle monte andavano sempre più alle stelle.
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In questi giorni la pubblicazione di Weatherbys, di capitale importanza, Return of mares 2022, ci ha fatto conoscere i dati della stagione di monta di quest’anno.
Vi ho raccontato come gli stalloni, in quei periodi pre – scanner, dovevano lavorare duro, impiegando magari tre o quatto, financo cinque salti per ingravidare le signore e non c’erano additivi di nessun tipo, ai giorni nostri, con le tecniche, le più sofisticate, e i macchinari, i più sofisticati, il numero dei salti si è ridotto forse alla media di 1,20, sempre senza additivi, ma molti di quei super – horses fanno il doppio turno “downunder”.
Lo stallone che, in Gran Bretagna e in Irlanda, ha coperto il maggior numero di fattrici (255, quest’anno 282) è Sioux Nation (USA) (m. b. 2015 Scat Daddy, che funziona al Coolmore Stud: il suo tasso di monta nel 2022 era di € 10.000 ed è stato portato a € 17.500 per la stagione 2023 (per il 2026 sarà di € 37.500): ha già prodotto 18 vincitori di Gruppo, 4 vincitori di Stakes e 8 piazzati di Gruppo.
Quest’anno i suoi primi prodotti di 2 anni hanno collezionato 46 vittorie.
Segue nella speciale classifica Starman (GB) (m. b. 2017 Dutch Art), che funziona al Tally Ho Stud, in Irlanda al tasso di € 17.500 (nel 2026 € 40.000) con 254 (quest’anno 267) fattrici coperte.
Poi Mehmas (IRE) (m. b. 2014 Acclamation), che funziona anche lui al Tally Ho Stud, al tasso di € 25.000 (l’anno prossimo € 70.000), con 249 (quest’anno 257) madame impalmate.
Ecco Wootton Bassett (GB) (m. b. o. 2008 Iffraaj), di stanza al Coolmore Stud, con doppia stagione in Australia, con un tasso di monta di € 150.000 (quest’anno era di € 300.000 ed è morto in Australia) e con 249 (quest’anno 206) fattrici coperte.
La faccio breve: Frankel (GB) (m. b. 2008 Galileo), funzionerà al Banstead Manor Stud, a Cheveley, Suffolk, al tasso 2023 di £ 275.000 (fino a quest’anno ci volevano £ 200.000 e nel 2026 £ 350.000) e ha coperto, in questa stagione, 188 madri (quest’anno 182), mentre Dubawi (IRE) (m. b. 2002 Dubai Millennium) di fattrici ne ha coperte 165 (non trovo ilo dato di quest’anno, ma il numero è ridotto causa l’età avanzata) al tasso di £ 250.000, ma il prossimo anno il suo tasso è stato aumentato a £ 350.000, somma assolutamente esagerata (tasso identico per il 2026).
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La strada da 40 / 50 fattrici coperte negli anni 70 alle 255 coperte nell’anno 2022 (282 Sioux Nations) è stata lunga e costellata di spine: le Autorità ippiche Americane avevano imposto un cap al numero di fattrici coperte, sostituendosi al mercato nel calibrare il numero di servizi degli stalloni.
Le stesse Autorità hanno dovuto fare marcia indietro precipitosamente.
L’ippica, giusto o sbagliato che sia, è la massima espressione del liberismo economico e non può esserci nessun intervento statale.
L’ippica, soprattutto l’allevamento, è per super – professionisti, assolutamente non stirati.
Take it or leave it.
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Carlo Zuccoli

Carlo Zuccoli e Ken Pitterson nel paddock di Ascot Sabato 18 Ottobre 2025 in occasione del Champions Day (Credits: Malcolm Wells, proprietà: Carlo Zuccoli).
