PARIS, FRANCE - OCTOBER 06: Maxime Guyon riding Ebraz (L) win The Qatar Arabian World Cup during Prix de l'Arc de Triomphe at ParisLongchamp Racecourse on October 06, 2019 in Paris, France. (Photo by Alan Crowhurst/Getty Images)
L’Arc de Triomphe, la corsa più prestigiosa al mondo, si avvicina a grandi passi. Le scuderie stanno curando ogni minimo dettaglio per presentare al meglio i propri candidati. Sentiamo allora alcuni dei protagonisti più attesi della grande corsa di domenica.
I tre assi di Francis-Henri Graffard
Forte di dieci successi in corse di Gruppo 1 nel 2025, di cui sette ottenuti in Francia, e attualmente leader nella classifica degli allenatori per somme vinte, Francis-Henri Graffard si presenta al Qatar Prix de l’Arc de Triomphe con tre cavalli al via, un’opportunità rara e prestigiosa per conquistare il suo primo successo in quella che è considerata la finale mondiale per i purosangue. Di base a Chantilly, Graffard schiererà Daryz per i colori della Aga Khan Studs, Gezora, di proprietà di Peter Brant (White Birch Farm) e Quisisana, allevata e di proprietà della Haras de la Perelle,
L’allenatore ha così analizzato le chance tecniche dei suoi tre partenti: «Daryz è un soggetto che abbiamo sempre stimato molto, probabilmente il miglior 3 anni maschio tra gli effettivi della Aga Khan Studs. È molto imponente fisicamente ma ancora acerbo mentalmente, motivo per cui abbiamo evitato di correre il Prix du Jockey Club e il Grand Prix de Paris. Per fargli fare esperienza, lo abbiamo mandato a York per le Juddmonte International Stakes, ma la corsa è stata falsata da un cavallo che ha imposto un ritmo troppo elevato. Successivamente, nel Prix du Prince d’Orange ha mostrato grandi progressi chiudendo secondo a breve distanza dal giapponese Croix du Nord. Possiede un ottimo cambio di marcia e il suo pedigree suggerisce che i 2.400 metri sono alla sua portata. La pista morbida non lo penalizza. Ha battuto Bay City Roller nel Prix Eugène Adam, cavallo poi secondo nel Prix Niel, una linea solida. Il suo punto debole resta la maturità: il campo numeroso potrebbe condizionarlo. Sarà montato da Mickaël Barzalona, prima monta di scuderia.
Gezora è arrivata in scuderia lo scorso inverno. È una cavalla poco appariscente al mattino: la vittoria nel Prix Saint-Alary è stata una sorpresa, grazie a un’accelerazione fulminante. Nel Prix de Diane, senza pressioni, si è imposta mostrando grande grinta: dopo una pausa di tre settimane, è rientrata nel Prix Vermeille dove ha chiuso seconda dietro Aventure, attuale favorita dell’Arc. È molto adatta ai 2.400 metri, duttile nell’impiego, e beneficia del discarico che spetta alle femmine di tre anni. È in ottima condizione e darà tutto. La pista morbida non la disturba. Sarà montata da Tom Marquand, che la scoprirà in gara, ma è facile da gestire e ciò non mi preoccupa»
Quisisana è una cavalla splendida, una vera forza della natura. Ha avuto problemi fisici che l’hanno tenuta lontana dalle piste a 3 e 3 anni. Il proprietario ha deciso di mantenerla in allenamento a 5 anni, e ha ripagato la fiducia vincendo nettamente il Prix Jean Romanet, guadagnandosi così una wild card per l’Arc. Ama i 2.400 metri e arriva al top della forma. Spero che la pista non sia troppo pesante, perché potrebbe penalizzare il suo cambio di marcia che è la sua arma principale. Ha bisogno di spazio nel percorso, vista la sua grande azione, e non deve trovarsi chiusa in una corsa senza ritmo. Sarà montata da Alexis Pouchin, che la conosce bene.»
Christophe Ferland: Con Aventure affronto la corsa con serenità
Christophe Ferland, trainer con base a Chantilly dal gennaio 2023 dopo gli inizi a La Teste-de-Buch, presenterà l’attesa Aventure. Di proprietà della scuderia Wertheimer & Frère, la cavalla ha già ottenuto un secondo posto nell’Arc 2024 e si presenta quest’anno con una forma ancora più solida: ha conquistato il Prix Allez France Gr.3 e il Prix Corrida Gr.2, contro le sole femmine, mentre nel Grand Prix de Saint-Cloud Gr.1 di fine giugno, è stata battuta solo da Calandagan. Recentemente ha dominato il Qatar Prix Vermeille Gr.1, corsa preparatoria sull’identico tracciato dell’Arc superando nettamente anche la compagna di colori Gezora, vincitrice del Prix de Diane Longines Gr.1.
Aventure sarà affidata a Maxime Guyon, primo fantino di scuderia, quattro volte Cravache d’Or (titolo assegnato al jockey con più vittorie in Francia nell’anno). «La vittoria nel Qatar Prix Vermeille, primo Gruppo 1 della carriera – ha dichiarato Ferland – è stata un vero sollievo, era un traguardo molto atteso. Prima di quel successo, aveva già disputato quattro prove di massimo livello, tra cui il Prix de Diane Longines (4ª) e confronti con cavalli anziani, sempre impegnativi. È stata battuta solo da soggetti di altissimo profilo come Bluestocking o Calandagan.
Questo successo ha dato concretezza alla sua carriera, anche se ci sono altri obiettivi all’orizzonte. Ha recuperato perfettamente dall’ultimo impegno: la preparazione per l’Arc è filata senza intoppi. Questo mi permette di affrontare la corsa con tranquillità. Non penso al fatto che sia la favorita. Vivo la situazione con calma, senza la pressione dell’anno scorso.
Aventure si adatta bene sia al terreno soffice che pesante. Lunedì mattina, il penetrometro ha registrato un valore di 3,7. Potrebbe piovere prima della corsa, ma non controllo ossessivamente il meteo: è un fattore che non possiamo gestire. Di sicuro la pista non si asciuga rapidamente come in estate. Il Qatar Prix de l’Arc de Triomphe è un vero campionato del mondo, e ogni partente merita rispetto. Minnie Hauk è una femmina di qualità; Sosie è in ottima forma; Gezora, vincitrice del Prix de Diane e seconda nel Vermeille, va tenuta in considerazione; i cavalli giapponesi hanno vinto le prove preparatorie… Il sorteggio dei numeri di steccato sarà determinante.»
Minnie Hauk e Los Angeles dal cilindro del “mago”
Con un record impressionante di vittorie in corse di Gruppo 1, Aidan O’Brien, il “mago” di Ballydoyle, incute sempre timore quando si sposta dall’Irlanda. Quella del gruppo Coolmore non è solo una delle più grandi scuderie al mondo, è anche e soprattutto un’industria perfettamente rodata per la valorizzazione del cavallo purosangue, prima nella sua attività agonistica in pista e poi in quella riproduttiva.
Le corse principali del calendario onternazionale sono tappe imprescindibili di questo percorso, e l’Arc ovviamente è uno degli obiettivi primari. «Ogni anno cerchiamo di venire con i nostri migliori cavalli. È una corsa prestigiosa e difficilissima da vincere. Serve un soggetto di altissimo livello, fondo, e un percorso limpido. Abbiamo avuto la fortuna di vincerla due volte (Dylan Thomas 2007, Found 2016). È una corsa che fa sognare proprietari, allevatori, fantini e appassionati di tutto il mondo. Si corre nel momento perfetto dell’anno, in una città unica come Parigi.
Dalla formidabile batteria di fuoriclasse a sua disposizione, alla fine il top trainer irlandese ha scelto di schierare due pedine, differenti in tutto (sesso, caratteristiche di corsa, esperienza, età) ma entrambe in grado di recitare un ruolo importante. Minnie Hauk, femmina di 3 anni, è stata supplementata (120.000 €): la figlia di Galileo ha raggiunto l’élite vincendo in sequenza Oaks di Epsom, Irish Oaks e Yorkshire Oaks, un “triplete” riuscito solo sette volte dal 1970.
L’ultima a firmare l’impresa è stata Enable, che poi trionfò proprio nell’Arc. La recente prestazione dominante a York ha consolidato Minnie Hauk come favorita presso molti bookmaker britannici. In sella ci sarà il fuoriclasse Christophe Soumillon, già due volte vincitore dell’Arc. L’altra pedina è il 4 anni Los Angeles, che ha già corso con onore l’Arc nel 2024, chiudendo terzo dopo aver fatto l’andatura. È stato programmato specificamente per tornare a Parigi nel 2025. O’Brien ha annunciato che sarà Wayne Lordan a montarlo.
«Minnie Hawk l’abbiamo sempre stimata molto. È stata acquistata yearling a 1,85 milioni di euro (asta Goffs), le abbiamo dato tempo, ha debuttato con un secondo posto dietro una cavalla di mio figlio Joseph, che poi ha chiuso seconda dietro di lei nelle Irish Oaks. Ha avuto un programma graduale: debutto stagionale a Chester, poi Epsom. Da lì in poi, la conosciamo tutti. Ha colmato il gap di esperienza e ha continuato a progredire costantemente.
Il suo ultimo lavoro è stato eccellente. Christophe l’ha provata nel weekend e ne è rimasto molto soddisfatto. Non si può mai essere certi prima della corsa, ma Minnie è una cavalla molto semplice da montare, ha un buon galoppo, viaggia bene e ha fondo. A Epsom ha gestito bene il traffico.: parte veloce e trova facilmente posizione. Speriamo si adatti al contesto dell’Arc. Non ha ancora affrontato le altre 3 anni a livello internazionale. È sempre interessante vedere come si confrontano in queste grandi prove. È ciò che rende queste corse affascinanti.
L’Arc è sempre stato l’obiettivo stagionale per Los Angeles – ha dichiarato Aidan O’Brien. L’anno scorso ha corso bene, anche se la tattica non è stata ideale. È versatile, si adatta a tutti i terreni, ma preferirebbe un fondo più morbido. Ad Ascot non è andata come speravamo (5° nelle Prince of Wales’s Stakes), e ha avuto bisogno di più tempo per tornare in forma. Dopo il rientro al Curragh (4° nelle Royal Whip Stakes) e il Qatar Prix Foy (4°), ha mostrato progressi. È un cavallo maturo, che conosciamo bene. Da allora ha fatto passi avanti e siamo molto soddisfatti della sua condizione».
