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Darley Arabian (b. 1700), nato ad Aleppo, in Siria, in un’incisione tratta dal Volume Champion Sires 1722 – 2003 di Michael Church, pubblicato da Raceform (copia numerata 471 su 750).

Foto di apertura e dida: Darley Arabian (b. 1700), nato ad Aleppo, in Siria, in un’incisione tratta dal Volume Champion Sires 1722 – 2003 di Michael Church, pubblicato da Raceform (copia numerata 471 su 750).

 

Como, 01 Febbraio 2021

 

La pubblicazione quotidiana online Thoroughbred Daily News, comunemente nota come TDN, nell’edizione di Venerdì 29 c.m., ha pubblicato una serie di dati, senza commento alcuno, sotto il titolo “Sire Lines of Kentucky Derby winners, 1921 – 2020”, dalla quale si evince che 96 dei vincitori risalgono, in linea maschile, allo stallone base dell’allevamento del purosangue Darley Arabian (b. 1700), nato ad Aleppo in Siria, e soltanto 4 all’altro stallone base Barb Arabian (b. 1724), probabilmente nato in Yemen, noto come Godolphin Arabian in quanto diventato di proprietà del secondo Conte di Godolphin.

 

Il primo vincitore considerato è Behave Yourself (USA) (m. b. 2018 Marathon), che risale a Darley Arabian, che è presente in sedicesima generazione maschile e l’ultimo è Authentic (USA) (m. b. 2017 Into Mischief), che risale allo stesso stallone base in ventisettesima generazione maschile.
L’ultimo vincitore del Kentucky Derby, il quarto, che discende da Godolphin Arabian, è War Admiral (USA) (m. b. o. 1934 Man O’War), risalente a quel capostipite in sedicesima generazione maschile.

 

I “sacri testi” affermano che Darley Arabian fu mandato in Inghilterra all’età di 4 anni, ma dicono anche che non abbia mai corso né prima né dopo l’estenuante viaggio.
Arabian, che era alto poco più di m. 1.52 (15 Hands), divenne di proprietà del Signor Thomas Darley, Console Britannico ad Aleppo e da lui fu inviato nell’allevamento del padre, l’Aldby Stud, nello Yorkshire Occidentale, dove visse fino all’età di 30 anni.
I suoi primi prodotti che sono passati alla storia sono stati Flying Childers (GB) (m. b. 1715) e suo fratello pieno Bartlet’s Childers (GB) (m. b. 1716).

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Flying Childers (GB) (m. b. 1715 Darley Arabian), in un’incisione tratta dal Volume Champion Sires 1722 – 2003 di Michael Church, pubblicato da Raceform (copia numerata 471 su 750).

Flying Childers fu allevato dal Colonnello Leonard Childers a Cantley Hall, nelle vicinanze di Doncaster: è stato il primo grande cavallo da corsa purosangue vincendo 6 corse e una serie innumerevole di “walk – overs”.
La leggenda narra che era capace di coprire la distanza del Miglio in un minuto secco: più ragionevolmente copriva quella distanza in 1 minuto e 40 secondi.
Nell’epoca moderna, alla fine dell’800 inizio del 900, i più importanti discendenti di Darley Arabian sono stati St. Simon (GB) (m. b. o. 1881 Galopin), Blandford (IRE) (m. b. o. 1919 Swynford), Phalaris (GB) (m. b. o. 1913 Polymelus) Teddy (FR) (m. b. 1913 Ajax), Orby (GB)) m. s. 1904 Orme), Son-In.Law (GB) (m. b. o. 1911 Dark Ronald) e Gainsborough (GB) (m. b. 1915 Bayardo).
Da Phalaris è nato Pharos (GB) (m. b. o. 1920) da cui Nearco (ITY) (m. b. o. 1935): da allora la desinenza ITY è andata perduta anche perché i cavalli che nascono all’estero e che sono di proprietà di allevatori italiani prendono la desinenza del paese di origine.
Fatto sta che Nearco è nato in Italia per opera del Senatore Federico Tesio (meglio essere precisi per come viene considerato il Senatore).
Anche Mr. Prospector (USA) (m. b.. 1970 Raise A Native) appartiene alla linea di Phalaris e quindi discende da Darley Arabian.

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Godolphin Barb, comunemente noto come Godolphin Arabian (b. 1724), probabilmente nato in Yemen, da un’incisione tratta dal Volume Champion Sires 1722 – 2003 di Michael Church, pubblicato da Raceform (copia numerata 471 su 750).

 

Godolphin Arabian, sarebbe nato nello Yemen nel 1724, era alto circa m. 1.42 (14 Hands e 3) e avrebbe gironzolato parecchio prima di arrivare in Inghilterra.
Ci sono due teorie su di lui.
La prima sostiene che era un cavallo impiegato come “tiro” a Parigi e poi come teaser, come ruffiano, per lo stallone Hobgoblin (GB) (m. b. o. 1724 Aleppo) che, guarda caso era un figlio di Darley Arabian nell’allevamento di Lord Godolphin, a Gogmagog, vicino a Cambridge.
Si dice che Hobgoblin si sia rifiutato di coprire la fattrice Roxana (GB) (f. s. 1718 Bold Galloway) o che abbia ingaggiato, soccombendo, una lotta tremenda con Godolphin Aarabian, che ebbe l’onore e il piacere della “grande trombata”.
Nacque Lath (GB) (m. b. 1732), che ha vinto le 1.000 Guineas Great Stakes, a Newmarket.
L’altra teoria, la più moderna, riferisce di un cavallo proveniente dallo Yemen che sarebbe stato donato dal Bey di Tunisi dell’epoca al Re di Francia, insieme ad altri tre cavalli.
Quello che diventerà Godolphin Arabian sarebbe stato acquistato dal Signor Edward Coke, che abitava a Longford Hall, nel Derbyshire e, alla sua morte, avvenuta nel 1733, lo stallone sarebbe passato a Lord Godolphin.
Un altro figlio di Godolphin Arabian e Roxana (il ragazzo aveva preso gusto per quella sontuosa “trombata”), Cade (GB) (m. b. 1734) nel 1740 vinse il Royal Plate di 1000 Ghinee, in Aprile, a Newmarket.
Ma il grande merito di Cade è stato quello di aver prodotto Matchem (GB) (m. b. 1748).
Il grande Man O’War (USA) (m. s. 1917 Fair Play), Campione dei 2 anni in America nel 1937, Campione dei 3 anni maschi nel 1937 e Horse of the Year, eletto nella Racing Hall of Fame nel 1958, risale a Godolphin Arabian in quattordicesima generazione maschile.
Hurry On (GB) (m. s. 1913 Marcovil), che risale a quello stallone base, in quattordicesima generazione e suo figlio Precipitation (GB) (m. s. 1913), anch’esso discendente da Godolphin Arabian, ovviamente, in quindicesima generazione, hanno lasciato il segno nell’allevamento Britannico.

 

Un po’ di ricerca storica e una spolverata culturale credo che, una tantum, facciano bene a chi s’interessa alla grande ippica Internazionale, non soltanto con il “biglietto in tasca”, soprattutto in questo periodo di “orribili” corse in all – weather o di scontri tra fratelli, privi di senso sportivo e di selezione, in Dubai.

 

Carlo Zuccoli

 

Bibliografia

• Biographical Encyclopedia of British Flat Racing – Roger Mortimer, Richard Onslow, Peter Willett, MacDonald and Jane’s Ltd.
• Champion Sires 1722 – 2003, Michel Church, Raceform
• Thoroughbred Daily News