BRIAN JOHNSON, GLI AC/DC E IL NEWCASTLE

BRIAN JOHNSON, GLI AC/DC E IL NEWCASTLE

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Musica e pallone vanno di buon grado di pari passo. A volte anche sul palco, spesso e volentieri in un ambiente, quello dello showbiz, nel quale professare la propria fede calcistica è un esercizio comune a tantissimi artisti. Anche a quelli rudi e senza fronzoli come Brian Johnson, vocalist carismatico nonché frontman degli AC/DC, la band australiana (ma praticamente piena zeppa di musicisti britannici) che da oltre quarant’anni infiamma le platee di mezzo mondo. A 73 anni, da compiere proprio il 5 ottobre, Johnson non solo s’è regalato il 17esimo album con la band, ma ha voluto anche riprendere il filo con i live interrotto a causa della pandemia: insieme ai Foo Fighters si è infatti concesso una performance del classico “Back in black”, in attesa di portare in tour i pezzi dell’ultimo lavoro “Power Up”, che già dal titolo lascia trasparire tutta l’energia necessaria per riprendere a vivere come un tempo.

 

DAL SOGNO ALLA TRUFFA

La lunga pausa è però servita a Johnson per godersi un po’ di più la sua grande passione terrena legata al calcio, che fa rima con Newcastle. Perché è proprio il club che ha reso famosa in tutto il mondo la contea di Tine and Wear, la stessa dalla quale proviene il cantante degli AC/DC, ad aver alimentato in qualche modo la sua notorietà anche agli occhi di chi, oltre alla musica, ha sempre accompagnato la passione per il calcio. Un tifo viscerale quello per i Magpies, che per poco non è sfociato persino in qualcosa di più. È stato lui stesso a raccontare un fatto avvenuto agli inizi degli anni ’80, quando il club se la passava piuttosto male, facendo su e giù tra la prima e la seconda divisione. Tempi difficili dopo i fasti degli anni ’50, quelli delle tre FA Cup messe in bacheca e dei trionfi al cospetto di club di blasone certamente superiore. Proprio in quel periodo gli AC/DC cominciavano a imporsi sulla scena rock mondiale e il nome di Johnson divenne familiare a tutti, specie nel Regno Unito. Un buon motivo per spingere William Weestwood, all’epoca proprietario del club, a chiedergli di accorrere in aiuto alle disastrate casse societarie, sfruttando anche l’amicizia con la leggenda Jackie Milburn.

“Jackie venne inviato da me per dirmi che c’era bisogno di sangue giovane, cioè di nuova linfa per riportare entusiasmo e competitività in un club un po’ di decadenza. Era il 1981, io ero eccitato all’idea di entrare a far parte del club per il quale avevo fatto il tifo sin da bambino, ma compresi in fretta che c’era qualcosa sotto che non andava. Mi chiesero 500.000 sterline, una bella cifra per l’epoca, ma in realtà a loro interessavano solo i miei soldi, perché non avrei avuto alcun ruolo operativo, se non quello di membro onorario. Era una truffa bella e buona, e preferii starmene alla larga”.

 

SETE DI RISCATTO

Al di là dell’operazione non andata a buon fine, l’amore di Johnson per i colori bianconeri non è mai stato messo in discussione da niente e nessuno. E quando il club negli anni ’90 è tornato a competere per il vertice, grazie anche ai gol di Alan Shearer, il frontman divenne presenza fissa al St. James Park quando i suoi impegni gli consentivano di essere presente. Ancora oggi Johnson si professa ardentemente innamorato dei Magpies, che da quando sono tornati in Premier (stagione 2016-17) hanno inanellato una serie di stagioni un po’ anonime, ben evidenziate anche nell’annata corrente che li vede relegati al penultimo posto dopo 7 gare disputate. Chissà però che dietro l’angolo non possa esserci il sole per davvero: perché se il 2022 degli AC/DC li rivedrà nuovamente in giro per il mondo, pronti a tornare a fare ciò che più a loro piace, magari anche il calcio a Newcastle ritroverà la sua vita maestra. Per la felicità (anche) di Brian. A proposito Jonna, buon compleanno: altri 74 di questi giorni!

 

(Credits: Getty Image)

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