Bud Spencer, l’atleta diventato leggenda

Bud Spencer, l’atleta diventato leggenda

Bud Spencer, l’atleta diventato leggenda

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Nelle case di mezzo mondo ci è entrato di peso. E non poteva essere diversamente per un personaggio grandioso in tutti i sensi come Bud Spencer, talmente speciale che per molti è diventato una figura di gran lunga più familiare di tanti parenti. Carlo Pedersoli è stato uno di quegli eroi del nostro immaginario così celebre da non avere bisogno di alcun tipo di paragone, lui che di sfide ne aveva vinte tantissime.

Sì, perché prima delle celebri scazzottate sul grande e piccolo schermo si è cimentato in così tante attività che non basterebbe un romanzo per metterle tutte insieme. La sua è stata un’avventura fatta di impegno e colpi del destino tanto puntuali quanto eccellenti, che hanno fatto di un’icona dello sport azzurro una leggenda senza tempo del cinema internazionale, celebre tanto in Italia, quanto in Europa e in tutto il mondo, con quel suo modo un po’ burbero e scanzonato di correggere torti a suon di sganassoni tutti da ridere.

 

La S.S. Lazio Nuoto e le Olimpiadi

In quell’ambiente c’era arrivato un po’ per caso, partendo prima da Napoli, dove era nato il 31 ottobre 1929 e passando poi per Roma, dove si diploma, e pure in Sud America, prestando servizio presso il consolato italiano di Recife, in Brasile, oltre che a prendere parte a qualche incontro di pugilato nella categoria dei pesi massimi. Vincendoli tutti, ovviamente. Con un fisico prestante e un’altezza che sfiora i 2 metri, il futuro di Carlo sembra però indicare direttamente verso il bordo piscina. Tesserato infatti nella S.S. Lazio Nuoto, raccoglie ben presto una sfilza di risultati eccellenti che gli valgono un posto d’onore nella storia del nostro sport: è il primo italiano ad infrangere la barriera del minuto nei 100 metri stile libero, nuotando nel 1950 la distanza col record di 59”5 in vasca corta, arrivando pure a superarsi, l’anno seguente, con il tempo di 58”9.

Disputa perciò da grande protagonista due Olimpiadi, nel 1952 a Helsinki e nel 1956 a Melbourne, ma sente anche forte il richiamo del Sud America, dove decide di trasferirsi per partecipare alla costruzione dell’autostrada Panamericana, non prima di partecipare, nel 1955, ai Giochi del Mediterraneo di Barcellona in qualità di centroboa nella nazionale di pallanuoto e vincere con la squadra azzurra la medaglia d’oro, così come di trascorrere pure alcuni mesi negli Stati Uniti per perfezionare il suo stile in vasca.

Conclude la sua esperienza agonistica con una terza e ultima Olimpiade, quella di Roma del 1960, ma anche con un bottino di tutto rispetto che alla fine conta di 11 titoli italiani, di cui 7 individuali e 4 in staffetta, oltre a 2 argenti. Ma una nuova opportunità sembra arrivare, un po’ inattesa, dal regista Giuseppe Colizzi, in cerca di un corpulento personaggio per il film che avrebbe girato di lì a poco in Spagna. Aveva già partecipato come comparsa alcuni film e il suo nome non era nuovo nell’ambiente, ma nel proporgli il ruolo, il regista gli fa anche una strana richiesta: deve farsi crescere la barba.

 

Un musone dal cuore d’oro

Sul set incontra quindi l’altro attore principale, tale Mario Girotti, un ragazzo un po’ schivo originario di Venezia, con cui instaura subito un ottimo feeling. Insieme girano una scazzotata che sarebbe diventata per sempre il loro marchio di fabbrica. Malgrado l’era dei record in piscina fosse ormai alle spalle, per Carlo Pedersoli, dopo il successo di “Dio perdona… io no”, inizia una nuova vita fatta di altrettanti successi, diventando per tutti Bud Spencer, il gigante un po’ musone, ma dal cuore d’oro che insieme all’amico Terence Hill avrebbe portato la sua manesca giustizia nel mondo a colpi di risate fatte da gare di birre e salsicce, corse in dune buggy, amici ippopotami e inseguimenti lungo le strade di Miami e molto, molto, altro ancora.

Oggi, Bud avrebbe compiuto fisicamente 92 anni, in una vita che ha costellato di successi incredibili. Eppure, nonostante la sua scomparsa nel 2016, non se n’è mai andato davvero, perché uno così tanto capace di mettere tutti d’accordo sarà sempre presente in quell’immaginario collettivo che lui stesso ha contribuito a creare regalando emozioni, gioia e sorrisi a più generazioni, tanto da atleta, quanto da rifilatore di memorabili carocchie sulla testa.

 

(Credits: Getty Images)

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