18 AGOSTO 1996, A BRNO LA PRIMA VITTORIA DI VALENTINO

18 AGOSTO 1996, A BRNO LA PRIMA VITTORIA DI VALENTINO

18 AGOSTO 1996, A BRNO LA PRIMA VITTORIA DI VALENTINO

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Fabio Quartararo non era ancora nato quando Valentino Rossi mostrava al mondo intero di che pasta era fatto. Un talento fuori dal comune, un personaggio destinato a monopolizzare il passaggio storico tra i vecchi motori delle 500 fino alle moderne MotoGP, in una storia che il 18 agosto del 1996 cominciò ad assumere le sembianze di una favola moderna. Cominciava quel giorno un’era che si sarebbe conclusa giusto qualche mese fa, nel novembre del 2021, con il ritiro dalle competizioni del pilota che più di qualunque altro pilota ha saputo suscitare nell’universo motoristico emozioni e sensazioni in grado di farlo competere anche con sport di maggiore tradizione e diffusione.

Uno shock per un mondo che all’epoca appariva piuttosto ingessato, benché gli italiani sapevano come farsi rispettare: erano gli anni in cui Biaggi dominava in 250, Capirossi aveva già fatto vedere di che pasta era fatto in 125 e Cadalora provava (senza riuscire nell’intento) a tenere testa allo scatenato Mick Doohan, dominatore della classe regina.

Ma il 1996 ben presto sarebbe diventato l’anno della rivelazione di Valentino, che come un uragano s’abbatté in 125 mostrando da subito qualità fuori dal comune per un ragazzino poco più che 17enne. Una ventata d’aria fresca, che poco dopo ferragosto ebbe il primo vero sussulto di grandezza con la prima delle 115 vittorie ottenute in 26 anni di carriera.

LO SHOW DI ASSEN E IL PODIO IN AUSTRIA

A Brno, in Repubblica Ceca, le aspettative per il giovane figlio di Graziano erano piuttosto alte. Anche perché due settimane prima in Austria era arrivato il primo sospirato podio stagionale, terzo dietro Ivan Goi e Dirk Raudies, dopo che nelle prime gare europee della stagione il giovane pesarese s’era dovuto accontentare di due quarti posti.

In volata in effetti la sua Aprilia soffriva un po’ la maggiore accelerazioni delle moto concorrenti, ma il manico già s’intravedeva: ad Assen, in una gara bagnata come poche altre nella storia, Rossi arrivò a confezionare una favolosa rimonta dal fondo della classifica (andò largo alla prima curva) effettuando qualcosa come 25 sorpassi, prima di cadere a 7 giri dal termine dopo una sportellata con Emilio Alzamora, ma non prima di aver fatto sbalordire e divertire il pubblico presente a bordo pista e seduto sul divano.

Ormai era solo una questione di tempo prima di vedere Valentino competere con le ruote più veloci, al netto di qualche problema meccanico che ne frenò l’impeto in più di un fine settimana. Ma dopo il podio austriaco a Brno cominciò tutto un altro mondiale: Rossi ne era perfettamente consapevole, tanto da non nascondersi già nei primi turni di prove libere. La pole position del sabato, la prima assoluta, fu un altro segnale piuttosto chiaro.

IL SORPASSO DECISIVO A DUE CURVE DALL’ARRIVO

Quel giorno in Repubblica Ceca il sole splendeva come non mai, pronto a rivelare al mondo l’inizio di una nuova era. Valentino corse una volta tanto senza voler strafare, ma gestendo al meglio la moto: solo Jorge Martinez riuscì a rimanergli incollato nel corso dei 19 giri di gara, ma dopo una faticosa rimonta (a metà gara lo spagnolo ebbe un problema al cambio che gli costò una manciata di secondi di ritardo dai primi) il rivale fu superato a due curve dal traguardo da Rossi, che seppe interpretare nel migliore dei modi l’ultimo giro, sfruttando anche la maggiore freschezza degli pneumatici e imponendosi con un margine di due decimi.

Tomomi Manako chiuse terzo, staccato di oltre due secondi, e quel giorno nel box Aprilia la festa fu irrefrenabile: l’esultanza sfrenata di Vale per poco non lo portò a sbattere contro il muretto subito dopo aver tagliato il traguardo, tanto che il pesarese fu costretto a fare una manovra improvvisa per riprendere immediatamente il controllo del mezzo. Un week-end perfetto che avrebbe rappresentato anche la punta più alta della sua stagione d’esordio, che complice qualche ritiro di troppo lo avrebbe visto chiudere al nono posto in campionato.

L’anno dopo però non ci fu storia: nelle 15 gare stagionali Rossi conquistò ben 11 vittorie, più un podio in Austria e a Brno (le due piste dove centrò a sua volta i piazzamenti sul podio l’anno precedente), un sesto posto in Australia nell’ultima gara e un ritiro in Giappone. L’ultima vittoria sarebbe arrivata nel giugno del 2017 ad Assen, ma la prima ha ancora oggi un sapore speciale.

(Credits: Getty Images)

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