EDDIE IRVINE: LA LITE CON SENNA, PAMELA ANDERSON E UN QUASI TITOLO CON LA FERRARI

EDDIE IRVINE: LA LITE CON SENNA, PAMELA ANDERSON E UN QUASI TITOLO CON LA FERRARI

EDDIE IRVINE: LA LITE CON SENNA, PAMELA ANDERSON E UN QUASI TITOLO CON LA FERRARI

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Eddie Irvine ha rappresentato e rappresenta uno stereotipo, quello dell’uomo pieno di talento e un irrefrenabile desiderio di godersi la vita. Donne e motori (con annessi bagordi notturni) al centro della sua esistenza: del resto era un pilota di Formula 1 di professione e semplicemente un amante del divertimento nel privato. Sarà anche per questo che a modo suo si è fatto amare e che tuttora è nel cuore degli italiani. Lui, eccentrico nordirlandese tutt’altro che “british” nei modi di fare, era solo la spalla del grande Michael Schumacher, eppure in quel memorabile autunno del 1999 stava per diventare il numero uno al mondo. Oggi compie 56 anni e omaggiarlo per l’impresa sfiorata (ma non solo) è un piacere.

EDDIE IRVINE, LA JORDAN E GLI INIZI DI CARRIERA

Eddie Irvine si è fatto strada a piccoli passi, meritandosi in pista, ogni avanzamento di carriera: dalla Formula Ford, dove divenne campione britannico nel 1987, alla Formula 3 inglese, da qui alla Formula 3000 con una breve parentesi alla 24 Ore di Le Mans. Funzionava così: partecipava ad alcuni test, risultava il più veloce e lo assumevano. L’anno della svolta fu il 1993: nella Formula 3000 giapponese mancò il titolo pur finendo a pari punti con Kazuyoshi Hoshino (che avrà anche una coppa in bacheca, ma non ha certo fatto la stessa strada di Irvine) ed Eddie Jordan lo chiamò per correre gli ultimi due Gran Premi di Formula 1, in Giappone (appunto) e in Australia. E così cominciò la sua nuova vita, poi non tanto diversa dalla vecchia: in fin dei conti, sempre di motori si trattava e aver toccato il punto più alto per la carriera di un pilota non lo indusse a un cambio di stile.

“Si alzava sempre a mezzogiorno”

ha raccontato di lui Jordan, che lo definì pigro. In discoteca, in realtà, si dava da fare e probabilmente anche altrove, visto che, tra i miliardi di uomini sulla terra, potrà raccontare ai posteri di aver conquistato Pamela Anderson, la donna copertina di Baywatch e sex symbol assoluto degli Anni Novanta.
EDDIE IRVINE, IL PUGNO DI SENNA E LA LITE CON MORATTI JR

Il primo Gran Premio di Formula 1 della sua vita, Suzuka 1993, è piuttosto emblematico: Eddie Irvine chiude al sesto posto, che per un debuttante è un gran bel risultato, ma soprattutto torna a casa con un trofeo che non resta, non è tangibile, eppure non lo dimentichi. Il pugno di Ayrton Senna. Proprio lui, il mito brasiliano, era furioso con quel pivellino che si concesse il lusso di rallentarlo, “sdoppiandosi”, per usare un gergo motoristico, e a fine corsa andò dritto ai box della Jordan per colpirlo. Anni dopo, era il 2009, Irvine avrebbe litigato con Gabriele Moratti, figlio del sindaco Letizia, in una discoteca milanese. Ecco, di quella rissa, che gli costò una denuncia e una condanna a sei mesi di reclusione, di certo Irvine andrà meno orgoglioso. Ma possono essere le conseguenze di uno stile che il nordirlandese non ha mai abbandonato.
EDDIE IRVINE IN FERRARI: NEL 1999 FU QUASI CAMPIONE DEL MONDO

Eddie Irvine ha chiuso la sua carriera in Formula 1 disputando 148 Gran Premi, vincendone 4 e chiudendo sul podio in 16 occasioni. Niente male, ma quel che resta è soprattutto il titolo soltanto sfiorato a bordo della Ferrari nel 1999. Fu la sua quarta e ultima stagione nella Rossa e cominciÚ alla grande, con la vittoria in Australia, la prima della sua vita. Michael Schumacher arrivò solo ottavo e del resto la sua epopea in Ferrari non era ancora cominciata: quell’anno in realtà le cose non proseguirono cosÏ male fino all’incidente di Silverstone che lo costrinse a star fuori quasi fino a fine campionato. E fu lì che venne fuori Irvine, che trionfò in Austria, in Germania e, dopo qualche problema al telaio e con Schumi già ritornato, anche in Malesia. Così all’ultimo GP aveva 4 punti di vantaggio su Mika Hakkinen, a Maranello e in tutta Italia erano pronti ad esplodere di gioia per un titolo mondiale che mancava da 20 anni e invece proprio a Suzuka, dove tutto era cominciato, il sogno svanì perchè Irvine fu solo terzo e Hakkinen, che in partenza superò Schumacher, si prese il titolo. Alla Ferrari andÚ il Mondiale costruttori dopo 16 anni di digiuno ma fu solo una magra consolazione. E per Irvine fu l’inizio del declino, visto che a fine stagione arrivò il divorzio e gli ultimi tre anni alla Jaguar portarono pi˘ ritiri che podi (appena due).

EDDIE IRVINE ARTISTA DELLA TERRA

Cosa fa Eddie Irvine oggi? Sarebbe da chiedersi cosa non fa, più che altro. Ha aperto un centro sportivo a Bangor, in Galles, ha acquistato un’isola alle Bahamas, e si è autodefinito un artista della terra, perchè acquista i terreni e crea bellezza, a suo modo di vedere, edificando o piantando alberi, a seconda dei gusti e delle esigenze. Ha una figlia, Zoe, ma soprattutto un patrimonio milionario che gli consente di godersi la vita, come piace a lui. Ogni tanto concede un’intervista in cui gli chiedono pareri sulla Formula 1, e più passano gli anni meno sembra che gli interessi. Il suo l’ha fatto, del resto. Difficile dargli torto.

(Credits: Getty Image)

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