F1 andamento lento

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È il 2018 e due GP sono andati a Vettel, due a Hamilton, due a Ricciardo con una Mercedes, una Ferrari e una Red Bull in testa alla classifica del campionato e non succedeva da tanto.

A Montecarlo festeggia lui, Ricciardo, bevendo dalla sua scarpa destra, sorseggia anche l’Ing.Adrian Newey insieme a principi e principesse sul podio, infrangendo qualche etichetta.
Conquista una vittoria che ha fatto sudare a Daniel più di una camicia, lui che si dimostra ancora un pilota di squadra, esperto, che da il meglio in gara e che sa fare sviluppo, insomma, un pilota che fa gola e i tifosi della Rossa forse un pensierino su Ricciardo a Maranello lo stanno facendo.

“Ho parlato con la mia squadra venerdì – dice lui –  di sicuro dopo questa vittoria loro mi vogliono al più presto, questo è positivo per la mia negoziazione, ma per adesso facciamo la festa” dalle sue dichiarazioni una finestra, se non una porta, sembrerebbero aperte verso team alternativi.
La macchina del toro paga ancora in efficienza, nel recupero dell’energia ibrida e, si sa bene, in potenza, cosa che porta Ricciardo e Verstappen a sognare ancora solo per alcune piste verso quello che è il loro destino di essere outsider.

Si disperano al box durante il GP di Monaco quando tocca comunicare che, di nuovo, la power unit ha un problema che toglie il 25% di potenza quando per più di un momento sembra tutto perduto e il cuore di Ricciardo si ferma per un momento, ed è vero che la Renault ha promesso sviluppi, ma Daniel si trova comunque in un box dove non è ancora chiaro che motore avrà la Red Bull, in un ambiente dove è chiaro sia stato deciso già da tempo che il pilota di punta è quello con la metà dei suoi punti – e non certo per minor talento – Max Verstappen.
Più solide Ferrari e Mercedes, con una rossa che non valeva una RedBull sul giro secco a Montecarlo ma che ha saputo reagire alle ultime prestazioni deludenti.

Buon notizia per la Ferrari: il gap tra Vettel e Hamilton dopo questa gara si è ridotto. Brutta notizia per la Ferrari: le frecce d’argento in pista sono certamente tre per ammissione in prima persona di Ocon, che indossa una tuta rosa confetto ma si sposta in pista per far passare quelli vestiti di grigio. Va bene il mercato e le strategie, ma almeno un tentativo di mantenere una forma meno evidente si potrebbe fare.
Si guarda al prossimo GP del Canada con una certezza: nessuno, ne piloti ne team ne tecnici ne gommisti, ha capito come degradano le gomme. Un tracciato e un’aerodinamica ancora inedita con una hypersoft che potrebbe soffrire ancora di più

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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