F1, occasione persa per Vettel

F1, occasione persa per Vettel

F1, occasione persa per Vettel

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70 punti raccolti da Hamilton in 4 GP per essere in testa al mondiale: sono oggettivamente pochi e indicano la varietà di imprevisti che si sono succeduti in pista durante tutti i primi GP.

“Per me il margine c’era per tentare il sorpasso, ora è facile dire altro, ma io non avevo troppe alternative. A parte questo è stato un’ottimo weekend con un buon passo e buon controllo: pazienza, a volte va così” parla così Sebastian Vettel, secondo in classifica generale e primo per tutta la gara di Baku con i piani scombinati dopo la Safety Car. Con Lewis Hamilton in difficoltà che incredulo finisce per vincere la gara è stata davvero una grande occasione persa per il pilota Ferrari.

Tanto sfortunato Bottas, quanto fortunello Hamilton, in un weekend dove non sembrava nemmeno lui, con la faccia tirata, i musi lunghi, senza neanche un selfie vicino al jet color ciliegia.

La verità è che dopo quattro gare la Ferrari sembrerebbe quasi essere (la cautela non è mai troppa) la migliore monoposto in pista.
Certo la rossa ne ha seminati di punti sull’asfalto, nelle ultime due gare tra Cina e Arzebaijan ha raccolto proprio poco e anche quest’ultima domenica si è ritrovata sul podio con Kimi Raikkonen a dimostrazione -casomai servisse- di quanto il finnico sappia gestire le gomme e di quanto dovrebbe far preoccupare trovarlo lì in terza posizione in classifica mondiale, con anche lo zero rimediato per il fattaccio del meccanico travolto in pit-lane.

Se c’è un box dove le cose non vanno mai come dovrebbero andare, quello è il box Red Bull, dove si parte già dai primi giri con un problema di ricarica della batteria (quando la macchina frena, la batteria accumula energia che poi viene consumata in rettilineo). Ricciardo e Verstappen si toccano e si sorpassano già dal giro numero 12 quando duellano perdono decimi preziosi su Hamilton, che pure era un target possibile. Finché di lì a poco capita l’irreparabile. Ancora.
Scapestrati? Può darsi. Colpevoli? No. E se colpa c’è, va almeno condivisa con la gestione curiosa del Team Principal Red Bull, che neanche per un momento ha pensato che -magari- se metti due galli nello stesso pollaio e per tutta la stagione dichiari che la squadra ne sostiene uno solamente (Verstappen, il combina guai) eccolo qui il risultato. I piloti sono piloti: corrono. E quando al box ci sono grandi e sgradevoli questioni in sospeso da troppo tempo, corrono così.
Dirimere le situazioni formali e gli aspetti politici spetta a persone come Christian Horner, appunto.

Fortuna che un sorriso, se pur amaro, lo strappa Grosjean che va a muro scaldando le gomme, torna al box dove la temperatura era -45 gradi senza guardare in faccia nessuno, per poi girare l’angolo e lanciare i guanti quasi addosso a un ingegnere: bene ma non benissimo.

Ultimo ma destinato, pare, a far parlare di se, quel Le Clerc con la Sauber che porta il biscione davvero in alto in classifica a Baku: una bella, bellissima, storia di sport come ce ne vorrebbero di più dell’allievo Academy Ferrari.

Ora la F1 va a Barcellona e sembra che quest’anno sia davvero complicato poter predire quale monoposto è la favorita su questa o quell’altra pista, le gare si decidono in dettagli e la pista spagnola non fa eccezione.

 

(Credits: Getty Images)

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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