FERRARI, SILVERSTONE AGRODOLCE: SAINZ GONGOLA, LECLERC SI MORDE LA LINGUA

FERRARI, SILVERSTONE AGRODOLCE: SAINZ GONGOLA, LECLERC SI MORDE LA LINGUA

FERRARI, SILVERSTONE AGRODOLCE: SAINZ GONGOLA, LECLERC SI MORDE LA LINGUA

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Il primo pensiero in questi casi corre al Drake, a quello che avrebbe pensato o magari argutamente risposto a precisa domanda: ma davvero la Ferrari non poteva escogitare una strategia migliore nella domenica (comunque) vincente di Silverstone? Già, perché la vittoria Carlos Sainz pare quasi sbiadire se paragonata alle polemiche innescate dalla retrocessione “forzata” di Charles Leclerc, che magari sul gradino più alto del podio ci sarebbe salito eccome se solo dal muretto box fosse arrivato l’invito a rientrare in pit lane e cambiare gli pneumatici in vista degli ultimi 10 giri.

Cosa che Sainz, Perez e Hamilton hanno fatto, trovando adeguata ricompensa nei sorpassi effettuati proprio ai danni del monegasco. Che dopo essere stato la lepre di inizio stagione, con 4 podi nelle prime 5 gare a dare la netta sensazione che potesse essere l’anno buono per interrompere un digiuno mondiale che dura da 15 stagioni (l’ultimo ferrarista iridato è Kimi Raikkonen, anno domini 2007), da 5 week-end a questa parte non riesce più a salire sul podio, e anzi si vede costretto a “gioire” per i soli 6 punti recuperati in classifica su Max Verstappen.

Un brodino che non è affatto piaciuto a Charles, che a fine gara non le ha mandate a dire alla squadra, con particolare riferimento a chi gestisce gli ordini dal muretto. Il tutto prima di ricordarsi che in fondo questa era anche e soprattutto la giornata di gloria del suo compagno (e amico) Sainz:

Non voglio parlare di me e di quanto è accaduto, perché questa è una domenica speciale per Carlos ed è giusto che si prenda i riflettori.

Così parla un uomo squadra. Già, ma la Ferrari a che gioco gioca?

CHARLES E I TROPPI PUNTI PERSI PER COLPE ALTRUI

Già a Montecarlo, costringendo Leclerc a fermarsi una volta in più nel marasma dei pit stop dettati dalle condizioni umide della pista, la scuderia di Maranello aveva finito per affossare una potenziale gara da podio alto del suo “primo” pilota. E quelle virgolette non sono messe lì a caso: numeri alla mano Charles è il pilota di riferimento della Rossa, ma a conti fatti da Mattia Binotto non è mai partito il segnale di considerarlo tale, perché essendo ancora lungo il mondiale (così la pensano nei piani alti) è giusto considerare anche Sainz una prima guida.

Che poi adesso a corroborare la tesi contribuisce anche la classifica mondiale che vede lo spagnolo dietro di soli 11 punti rispetto al monegasco (138 a 127), avendone recuperati 40 negli ultimi 5 gran premi (era indietro di 51 dopo i primi 5 appuntamenti stagionali). I due motori andati in fumo a Barcellona e Baku sono costati carissimo a Leclerc, il quale ha tradito un comprensivo nervosismo dopo l’ennesima opportunità sprecata.

LA MACCHINA C’È, MA È TORNATA ANCHE LA MERCEDES

La pista dice chiaramente che entrambe le Ferrari sono in grado di lottare sempre e comunque per la vittoria in ogni week-end. Il che non significa necessariamente che la Red Bull abbia fatto un passo indietro, perché in fondo la giornataccia di Verstappen è soprattutto figlia della foratura che gli ha fatto perdere tante posizioni in una fase critica della gara, mentre Perez ha centrato una vittoria e tre secondi posti nelle ultime 5 gare (e in Canada si è ritirato).

L’equilibrio, insomma, regna sovrano e ogni punto lasciato per strada pesa come un macigno sulle spalle dei contendenti. Senza dimenticare che pure le Mercedes grazie ai nuovi aggiornamenti portati proprio a Silverstone hanno dato segnali di risveglio, con Hamilton finalmente degno del nome che porta sulle spalle e Russell sempre affidabile e continuo.

Ma per chi insegue diventa fondamentale sfruttare ogni minima opportunità e in questo senso l’appuntamento a Spielberg del prossimo week-end, in quello che storicamente è un fortino Red Bull (è pur sempre la pista di casa), diventa una sorta di spartiacque della stagione, anche perché cade a metà esatta del mondiale (undicesima gara delle 22 previste).

LA SMANIA DI SAINZ PIÙ FORTE DEGLI ORDINI DI SQUADRA

Per fortuna in Austria si correrà già nel prossimo fine settimana, e questo aiuterà Binotto a superare in fretta la tempesta, ma non a liberarsi tanto facilmente dello stereotipo di leader inadatto al ruolo che ricopre. Perché le strategie Ferrari sono diventate l’argomento più caldo dell’estate dei motori, e a quanto pare rischiano di minare quella sensazione di superiorità e competitività che aveva contraddistinto le prime uscite stagionali.

Il rischio vero però è quello di compromettere i rapporti tra Leclerc e Sainz, che sono grandi amici ma che in pista, come logica vuole, sono rivali in tutto e per tutto, come dimostrano anche le diverse strategie usate in corso d’opera. A incrinare (forse) i rapporti potrebbe aver contribuito anche quanto successo proprio a Silverstone, con Sainz che ha disatteso l’invito arrivato via radio di dare spazio a Charles nella fase di ripartenza dopo l’ultima safety car, così da permettergli di avere più tempo e spazio per mandare in temperature gli pneumatici e cercare di difendersi meglio dagli attacchi di Perez ed Hamilton.

Non potete chiedermi questo

ha risposto Sainz, evidentemente spinto dalla smania di centrare la prima vittoria in carriera dopo 150 gran premi. Ambizione legittima, ma che ha finito per cozzare con le necessità del compagno, lasciato ancora una volta solo al suo destino. E chissà se il Drake sarebbe stato d’accordo…

(Credits: Getty Images)

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