Formula Uno, la prima volta di Nico Rosberg

Formula Uno, la prima volta di Nico Rosberg

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Nico Rosberg è campione. Nell’ultima tappa di Abu Dhabi, al tedesco è bastato arrivare secondo alle spalle del compagno di squadra per vincere il suo primo mondiale. Una vera e propria sorpresa perché questa stagione avrebbe dovuto esser un duello tutto Mercedes-Ferrari, Hamilton contro Vettel, e invece a laurearsi campione è stato Rosberg, capace di disputare un campionato che si avvicina alla perfezione. Si avvicina soltanto perché Hamilton ha condotto una stagione pazzesca facendo registrare ben 10 successi: mai nessuno aveva vinto così tanto senza poi non vincere il mondiale, ma è stata proprio la continuità l’arma vincente del tedesco. Nico, riesce così a cancellare la sua etichetta di figlio d’arte e riporta il titolo in famiglia a 34 anni di distanza da quello di papà Keke. È anche il primo tedesco che vince il mondiale su una vettura tedesca.

Un’altra stagione di Formula Uno si è conclusa ed è tempo di analizzare i principali temi.

Dominio Mercedes, Ferrari ancora in ritardo

Avrebbe dovuto esser finalmente la stagione in cui la Ferrari sarebbe tornata ad esser competitiva, mettendo in discussione la supremazia della Mercedes. E invece, così non è stato. Il dominio della scuderia tedesca è stato netto, nessun altro si è dimostrato all’altezza. La corsa al titolo si è trasformata in un duello tra i due piloti, compagni in casa ed avversari in pista. Hamilton, campione in carica, ha disputato una stagione straordinaria che passa in secondo piano solo per il perfetto campionato di Rosberg. Nico, grazie al secondo posto di Abu Dhabi alle spalle dell’inglese, vince il campionato grazie a soli 5 punti di vantaggio. La Mercedes vince così anche il titolo costruttori. E la Ferrari? La scuderia di Maranello non è riuscita ad esser abbastanza competitiva per metter fine all’egemonia della Mercedes. La Ferrari ha iniziato con grande entusiasmo e fiducia nel progetto ma ha dovuto rivedere i suoi piani in corsa puntando a terminare davanti alla Red Bull nella classifica costruttori fallendo anche questo obiettivo con un distacco di 100 punti. Vettel non ha convinto del tutto: il pilota tedesco ha alternato buone prestazioni a domeniche disastrose. E Raikkonen non è stato da meno. Purtroppo, la scuderia italiana si è dimostrata ancora in ritardo rispetto alla Mercedes, e non si sa ancora quando riuscirà a tornare competitiva.

Piloti in prospettiva di lancio

Molti giovani piloti si sono messi in mostra in questo campionato, ma uno su tutti ha attirato le attenzioni degli esperti: Max Verstappen. Di lui avevamo già parlato in tempi non sospetti: tutti si aspettavano da lui grandi cose, ma di certo nessuno avrebbe pensato che iniziasse a farle vedere già a partire da questa stagione. Il suo campionato ha avuto una svolta quando la scuderia ha deciso di farlo sedere sulla macchina ufficiale, e da quel momento l’olandese è stato in grado di raccogliere tanti podi con performance davvero convincenti. Ma a far parlare di Verstappen non sono sempre state solo le prestazioni, il giovane pilota ha anche mostrato tutta l’esuberanza della sua età: con dichiarazioni e manovre in pista che hanno fatto discutere. Poco importa, se poi usa il suo talento alla guida. Un pilota invece che sembra pronto per approdare in una scuderia di prima fascia è Sergio Perez. A rendere l’idea della grande stagione del messicano non sono tanto i suoi due podi ottenuti, ma il fatto che abbia vinto nettamente il confronto interno con Hulkenberg e che sia riuscito a regalare un 4° posto nella classifica costruttori alla Force India. Chissà che in futuro, questi due piloti non si dimostrino due veri talenti.

Non è facile riuscire a dire che cosa ci riserverà il prossimo campionato, se sarà ancora un dominio Mercedes, se finalmente la Ferrari tornerà competitiva, o se qualche nuovo pilota si intrometterà nel duello Rosberg-Hamilton. Ma non è questo il momento dei pronostici, è tempo di celebrare il titolo di Nico attendendo un nuovo campionato di Formula Uno.

(Credits: La Presse)

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