Motori: un primo weekend adrenalinico

Motori: un primo weekend adrenalinico

Motori: un primo weekend adrenalinico

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Una gara storica quella corsa in Qatar dalla MotoGP perché potrebbe aver sancito l’esordio di un promettente e consistente futuro campione. Chiamare i titoli a inizio stagione porta male, e allora limitiamoci a dire che Maverick Vinales è giovane, è uno con le palle quadrate e nel suo polso destro ha tanto di quel gas da dare che prima lo sapeva solo lui, e adesso che lo sanno anche gli altri, fa un po’ più paura. Il giorno che ha confermato con Yamaha ho scommesso 25 euro sul suo mondiale 2017 e 46 su quello di Rossi, per non sbagliarmi. Valentino che raddrizza un weekend che definire opaco fino al warm up è un eufemismo: porta a casa punti importanti, mette fieno nella cascina dei desideri dove Marquez zoppica a ingranare a arriva solo quarto, ma, diffidare di Marc docile per la prossima tappa: il mondiale che ha già impacchettato tutto e si trasferisce in Argentina, pista dove il Dottore ha già confezionato diversi capolavori. Valentino sul podio di Termas de Rio Hondo bisogna metterlo, così come Andrea Dovizioso, un pilota che sta lì a fare dei podi infiammando la lotta degli ultimi giri per la vittoria con il talento del momento e ringrazia una Ducati che gli ha pure tagliato lo stipendio. Chapeau Andrea. Rimane un’incognita Andrea Iannone sulla Suzuki ufficiale, è partito a cannone in Qatar ma la sua gara è durata troppo poco per farsi un’idea di come potrebbe essere la sua stagione, lo stesso dicesi di Cal Crutchlow che qualche coppa la alzerà di sicuro anche nel 2017. Di Jorge Lorenzo è meglio aspettare a scrivere, perché la GP17 sembra pronta per affrontare la scalata al titolo ma lui sulla Ducati forse non ancora, lasciamogli il tempo di conoscerla meglio. Onore al merito di Aleix Espargaro sulla Aprilia, grande soddisfazione anche tricolore. Attenzione a sottovalutare uno Zarco su una moto satellite: ne ha fatti pochi, ma durante quei giri durante la gara del Qatar ha guidato da alieno e ad un esordiente dalla Moto2 un errore con una MotoGP bisogna concederlo, lo rivedremo lì davanti, magari non subito, ma lo rivedremo.

Domenica più che storica anche in F1 che ci legittima a prevedere una stagione tirata, anche se le indicazioni buone della prima gara andranno confermate passo passo, durante i lunghissimi e insidiosi 20 gran premi. La Ferrari che vince per l’evoluzione tecnica e che, cronometro alla mano, finalmente ha una velocità simile alla Mercedes di Hamilton. Per il prossimo round c’è l’entusiasmo avvincente e sano che mancava da tempo di vedere un altro Hamilton vs Vettel, dove il tedesco ci ricorda che quattro mondiali non si vincono per caso.
E gli outsider? Bottas al debutto a solo 1.3” da Hamilton è forse più di quello che si potesse chiedere. Raikonnen, quando il gioco si fa duro lui è assente, non c’è e se c’era: boh.

Non sarà tra i big, non sarà nemmeno in pista salvo altre supplenze, ma Antonio Giovinazzi che chiude il suo primo GP in Formula 1 con il 12° posto di Melbourne è qualcosa di straordinario. Qualcosa di cui si è accorto anche Toto Wolff che si è speso nel fargli dei complimenti che il nostro connazionale probabilmente incornicerà in attesa di alzare qualche premio più consistente che arriverà nella sua carriera. Un italiano concreto e credibile in F1. Su Giovinazzi sì che c’è da scommettere.
Festa assente in casa Red Bull con Verstappen che chiude al quinto posto, ma senza dare mai la sensazione di essere pericoloso per il gruppo di testa e un Ricciardo che sul circuito di casa si prende solo tanta amarezza con un incidente in qualifica, penalizzazione, problemi al cambio, partenza in ritardo e ritiro. Ahia!

 

(Credits: La Presse)

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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