FORMULA 1, IL MONDIALE ALL’ULTIMO GP: REGOLAMENTO E PRECEDENTI

FORMULA 1, IL MONDIALE ALL’ULTIMO GP: REGOLAMENTO E PRECEDENTI

FORMULA 1, IL MONDIALE ALL’ULTIMO GP: REGOLAMENTO E PRECEDENTI

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Lewis Hamilton e Max Verstappen si contenderanno il Mondiale di Formula 1 all’ultimo Gran Premio, domenica ad Abu Dhabi. Non è una novità, anzi. È già accaduto altre 29 volte nella storia che la lotta per il titolo si trascinasse fino alla fine: l’aspetto sorprendente, semmai, è che, dopo essere stato sotto di 14 punti, l’olandese aveva raggiunto un massimo vantaggio di 32 e tutto lasciava pensare a un passaggio di consegne. Potrà ancora accadere, ma dopo 21 Gran Premi si ricomincerà da zero, o quasi, perché adesso i due sono in perfetta parità.

FORMULA 1, HAMILTON-VERSTAPPEN: COME PUÒ FINIRE

Hamilton 369,5 punti, Verstappen 369,5 punti. Ecco cosa dice la classifica alla vigilia dell’ultimo Gran Premio. Più interessante, adesso, capire cosa dice il regolamento. A prima vista può sembrare molto semplice: vincerà il Mondiale chi arriva davanti ad Abu Dhabi. In realtà non è detto, anche se al 99% andrà così. Ma ci sono altre ipotesi da considerare: la prima è che entrambi si ritirino o comunque chiudano oltre il decimo posto e in tal caso il titolo andrebbe a Verstappen perché ha vinto una gara in più nel corso della stagione (9 contro 8); la seconda è legata alla variabile giro veloce che assegna un punto e proprio questo punto potrebbe risultare decisivo sia per Hamilton, nel caso in cui, come detto, entrambi i piloti non terminino la gara o chiudano oltre il decimo posto, sia per Verstappen, nel caso in cui Hamilton chiuda decimo e lui dietro, in qualunque posizione, o si ritiri, o ancora, il britannico finisca nono e l’olandese decimo.

FORMULA 1, MONDIALE ALL’ULTIMO GRAN PREMIO: DA FITTIPALDI A RAIKKONEN

Solo nel 1974 due piloti si sono presentati a pari punti all’ultimo Gran Premio: in quel caso la McLaren di Emerson Fittipaldi beffò Clay Regazzoni arrivando quarto a Watkins Glen, contro l’undicesimo posto del ferrarista. Altri tempi: difficilmente vedremo un risultato simile ad Abu Dhabi. Tra l’altro anche altre volte il Cavallino non è stato fortunato: pensiamo al 2008, quando Massa tagliò il traguardo da campione virtuale trionfando in Brasile davanti ai suoi tifosi e fu beffato da Hamilton che proprio all’ultimo giro sorpassò Glock per il quinto posto necessario a chiudere un punto davanti allo stesso Massa; o ancor prima al 1999, con Irvine scavalcato in classifica da Mika Hakkinen che trionfò a Suzuka e beffò l’irlandese, solo terzo, e al 1997, con Schumacher fuori pista dopo un contatto con Jacques Villeneuve che gli costò la squalifica, mentre il canadese si laureò campione. Gli andò meglio nel 2003, quando, pur tremando con 9 punti di vantaggio, evitò il clamoroso sorpasso di Raikkonen., all’apoca alla McLaren. Al finlandese riuscì invece il miracolo sulla Rossa nel 2007, quando trionfò in Brasile grazie all’incastro di tutte le possibili combinazioni: lui vinse, mentre Alonso chiuse terzo e Hamilton settimo, così entrambi finirono un punto dietro Hakkinen. Un tripudio. Ad Alonso, nel frattempo passato in Ferrari, andò male nel 2010, quando ad Abu Dhabi dilapidò il suo vantaggio nei confronti di Vettel, e nel 2012, in Brasile, quando, tra una Safety Car e l’altra, mancò la vittoria che avrebbe potuto regalargli il sorpasso sullo stesso Vettel. È stata anche l’ultima volta che il Mondiale si è deciso all’ultima gara tra piloti di due divere scuderie. L’ultima in assoluto, invece, risale al 2016, con ancora Hamilton protagonista, stavolta in negativo: era già dietro il compagno di squadra Nico Rosberg nonostante tre successi di fila e non gli riuscì il sorpasso pur vincendo anche ad Abu Dhabi.

FORMULA 1, I PRECEDENTI STORICI LAUDA-HUNT, PROST-MANSELL, SCHUMACHER-HILL

Lo abbiamo visto: i precedenti dei Mondiali di Formula 1 decisi all’ultimo Gran Premio sono molteplici, ma forse i più celebri sono tre. 1976: a James Hunt basta il terzo posto in Giappone perché lo storico rivale Niki Lauda, scottato dal drammatico incidente in Germania dove uscì vivo tra le fiamme, si ritira volontariamente visto il temporale. 1986: Alain Prost, che quattro anni prima fu battuto da Piquet, si prende la rivincita sul brasiliano, anche lui in lotta, ma soprattutto beffa Nigel Mansell, che si era presentato in Australia in testa alla classifica e vide sfumare il titolo per l’esplosione delle gomme quando sembrava in totale controllo. Infine 1994, ancora Australia: Michael Schumacher, allora alla Benetton, e Damon Hill, sono separati da appena un punto, e il tedesco, per evitare il sorpasso in pista (e nel Mondiale) chiude la traiettoria all’avversario, la gara finisce per entrambi e Schumi trionfa.

(Credits: Getty Image)

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