Formula 1: il punto dopo il Bahrein

Formula 1: il punto dopo il Bahrein

Formula 1: il punto dopo il Bahrein

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Forse nemmeno i più tifosi potevano immaginare che la gomma gialla avrebbe retto davvero per 39 giri: per gli appassionati della Ferrari quello del Bahrein è stato un GP lunghissimo, interminabile, infinito.
Le statistiche a questo puto sono confortanti, nel senso che siamo ben lontani dal parlare di supremazia Ferrari, ma domenica dopo domenica siamo certi di godere di gare dove si combatte per il titolo fino all’ultimo giro.
Gli ultimi giri erano da cuore in gola e occhi incollati al tabellone dei tempi, con l’idea precisa di un Vettel che quando va in fuga ha qualcosa in più, con il tocco finale di tenere un barlume di gomma per gli ultimi attacchi Mercedes proprio nelle ultime curve, proprio all’ultimo giro.
Certo, se a rincorrere fosse stato Hamilton con la sua aggressività al posto di Bottas magari sarebbe stato diverso: non si saprà mai, come non sapremo mai cosa sarebbe successo seguendo il “piano A”, ovvero la sosta in più. È andata che di fronte a un gommista – giustamente conservativo – che dava quella gomma per spacciata dopo 32 giri, al box Ferrari si è fatta strada l’idea che invece si potesse arrivare fino alla fine, con un Sebastian Vettel a guidare la monoposto rossa.
Una strategia cosi la puoi fare quando è tutto in bolla, con un pilota capace di gestire le gomme, perché il margine di improvvisazione è davvero poco.
Ora si guarda già alla Cina, pista che dovrebbe sorridere alla Mercedes, dove sulla carta ci sarà da soffrire per le rosse di Maranello e dove potrebbero inserirsi le Red Bull che nella maggior parte dei GP non hanno ancora il motore per stare con i primi ma che sulla pista asiatica troveranno come sfruttare il carico aerodinamico.
Prima di concentrarsi sul prossimo Gran Premio, già questa domenica, è giusto fermarsi un momento e mandare un abbraccio a Francesco Cigarini, il meccanico sfortunatamente coinvolto nell’incidente in pit-lane rimasto investito da un incolpevole Raikkonen. È stato bello che a ritirare il premio costruttori in Bahrein sia stato uno dei meccanici colleghi di Francesco e riflettere sul fatto che c’è un tema sicurezza da affrontare non solo per i piloti, ma anche per i tanti che lavorano in pit-lane. Che poi: se il pit-stop si facesse obbligatoriamente in 6 secondi anziché 3, magari risolverebbe già qualcosa.

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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