MICHAEL SCHUMACHER 8 ANNI DOPO: IL DRAMMA E IL MISTERO

MICHAEL SCHUMACHER 8 ANNI DOPO: IL DRAMMA E IL MISTERO

MICHAEL SCHUMACHER 8 ANNI DOPO: IL DRAMMA E IL MISTERO

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Michael Schumacher ha vissuto il giorno più brutto della sua vita esattamente otto anni fa, il 29 dicembre 2013, e ancora oggi non sappiamo cosa e quanto gli resta di quei momenti drammatici. Ha rischiato di morire, si è salvato, ma intorno a lui e alle sue condizioni di salute certamente non perfette, regna il mistero, con un muro eretto dalla famiglia che vuole tutelare la sua privacy. È come se Schumi, pluricampione del mondo di Formula 1, non esistesse più e avesse lasciato il posto solo a Michael, padre e marito da curare.

MICHAEL SCHUMACHER E IL DRAMMA DEL 29 DICEMBRE 2013

Michael Schumacher aveva smesso di correre da un anno, quando l’incidente di Meribel gli cambiò la vita probabilmente per sempre. Stava sciando, un po’ per divertirsi, un po’ per darsi quel pizzico di adrenalina che senza sfrecciare in auto sui circuiti gli mancava: fu durante quel fuori pista che, sulla neve fresca, impattando su una roccia non visibile, perse l’equilibrio e cadde sbattendo la testa contro un’altra roccia. Il casco protettivo fu perforato e le conseguenze furono terrificanti. Erano le 11.07 e alle 12.40, un’ora e mezza dopo, Schumacher era già stato preso in cura dall’elisoccorso, portato all’ospedale di Moutiers e poi a quello di Grenoble. Arresto cardiato, emorragia cerebrale, pressione endocranica alle stelle: il quadro clinico sembra quasi non lasciare speranze, eppure Schumi non molla. Non lo fece all’epoca, non lo fa oggi.

MICHAEL SCHUMACHER, L’AFFETTO DEI TIFOSI

Michael Schumacher è stato dieci anni a Maranello e ha imparato a pronunciare solo poche parole in italiano, eppure i tifosi lo adoravano, semplicemente perché ha vinto. Anzi, ha dominato. Quando ha regalato il primo Mondiale alla Rossa nel 2000, ha interrotto un digiuno di 21 anni e poi ne ha vinti cinque di fila, a volte senza storia, a volte lottando. Così il 3 gennaio 2014, pochi giorni dopo l’incidente, in occasione del suo 45esimo compleanno, all’esterno dell’ospedale di Grenoble c’è un fiume rosso, in suo onore, pieno di sostenitori, termine appropriato per la circostanza che richiedeva sostegno più che tifo.

MICHAEL SCHUMACHER, MISTERO FITTO

Michael Schumacher detiene tuttora, insieme a Lewis Hamilton, il record di Mondiali vinti in Formula 1, sette (con i primi due trionfi ottenuti quando guidava la Benetton), in totale ha conquistato 91 Gran Premi, con 68 pole position e 77 giri veloci. Sono numeri sensazionali che ne fanno il simbolo assoluto di uno sport, anche se lui, a differenza di Ayrton Senna, era poco personaggio, soprattutto nelle dichiarazioni e nei modi di fare, apparentemente glaciali, da calcolatore. Forse anche per questo la sua famiglia ha voluto tutelarlo: sappiamo che vive a Gland, in Svizzera, nella sua villa trasformata in ospedale privato, sappiamo che viene seguito da uno staff medico specializzato, sappiamo che lo storico presidente della Fia e ad della Ferrari, Jean Todt, di tanto in tanto va a trovarlo, abbiamo saputo tutto della sua vita grazie a un recente documentario, ma non sappiamo nulla di come stia adesso. Se è cosciente, se in qualche modo si muove, se gode dell’affetto smisurato della moglie Corinna, dei figli, se è orgoglioso del suo piccolo Mick arrivato in Formula 1 come papà. Tutto questo fa parte delle debolezze di un uomo e lui oggi è ancora quel campione, magari a prima vista freddo, ma amatissimo, che nessuno dimenticherà mai.

(Credits: Getty Image)

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