Lo scontro tra Verstappen e Odon

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Mercedes conquista anche il titolo costrutturi, qualche possibilità di lottare ancora per Ferrari c’era, ma con un GP non esattamente in linea con le aspettative -soprattutto per quanto riguarda Vettel- non c’è stato più niente da fare. Sebastian partiva anche con gomme soft, che potevano in effetti essere una carta da giocare, ma domenica succede che già in partenza Hamilton e Bottas sulle due Mercedes hanno la meglio con il pilota Ferrari che rimane bloccato nel ritmo, o forse in generale, per tutto il resto della gara.

Non si sa cosa sia davvero successo (anche in questo GP) ma quel che è chiaro è che serve un Vettel che riposi, come lui stesso invoca, e che si riprenda per la stagione 2019.

Certo queste sono le gare che piacciono, con tutti i sorpassi e la conseguente scazzottata, giacché nel fatto del giorno è coinvolto un doppiato, Ocon, e il leader fino a un certo punto della gara, Max Verstappen.
La sanzione a carico di Ocon per aver buttato fuori Verstappen quando avrebbe dovuto solo farsi superare in quanto doppiato, è stata di dieci secondi: vero che non era in ballo il mondiale, ma è anche una vicenda che ha deciso le sorti di un Gran Premio.

I doppiati devono dare strada, anche senza spostarsi in maniera plateale, ci mancherebbe, ma la memoria televisiva ci ricorda che in passato quando il pilota a dover passare era una freccia d’argento, Ocon non ha mai fatto tutta questa resistenza. A pensar male si fa peccato, ma delle volte ci si prende si suol dire, e a dirlo in effetti è stato lo stesso Ocon a caldo:“Sono pilota Mercedes, bisogna chiedere al boss, non aveva senso fare la lotta con Max e magari in qualche modo dovevo agevolare le auto Mercedes” parole dello stesso pilota che non ha chiesto scusa per aver fatto quel che, vistosamente a questo punto per sua stessa ammissione, ha fatto.

Gli spintoni a fine gara di Max Verstappen, è vero, non sono belli da vedere, ma Verstappen ci ricorda che lo sport in generale lo si fa perché prima di tutto si crede in se stessi, e poi perché si crede in qualcosa. Quel qualcosa, quel fuoco che brucia dentro, non possono essere gli ordini di Scuderia (Mercedes) che manco è la scuderia del diretto interessato (Ocon) che non corre per il team ufficiale e che non stava correndo per vincere una gara.

Quale era la punizione giusta? Esiste una Commissione, e la Commissione ha deciso, facendo saltare tutti gli schemi di giudizio durante il weekend di gara. Il punto è che cose del genere, non dovrebbero nemmeno essere discusse, perché un incidente troppo grave che pesa sull’esito del risultato.

(Credits: Getty Images)

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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