MotoGP, Ducati: “Non lottiamo per il titolo”

MotoGP, Ducati: “Non lottiamo per il titolo”

MotoGP, Ducati: “Non lottiamo per il titolo”

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Il primo turno delle prove libere a Jerez della Frontera è un inedito e isolato scroscio di pioggia con un inedito Jorge Lorenzo efficace per molti giri sul bagnato, in quella che è la prima mattina di un lungo weekend di gara da costruire. “Un mostro da combattere per le Ducati”, come dicono i responsabili dal box di Borgo Panigale a proposito del circuito spagnolo.

Per capire quanto le FP1 sembrassero alla maggior parte dei Team poco utili, va preso a esempio il plotone delle Moto3 Honda che addirittura non è sceso in pista in blocco.

La MotoGP quindi fa di nuovo i conti con mezza giornata “inutile”, un turno perso, visto che le previsioni sono di sole splendente e visto che già per le FP2 le temperature si stanno alzando intorno ai 25 gradi su asfalto quasi asciutto.

Tornando alla Ducati e a un fine settimana in salita, può esserci un effetto sorpresa domenica proprio con Jorge Lorenzo, che poche settimane fa ha portato a termine un ulteriore test proprio a Jerez e che quindi dovrebbe essere un piccolo tesoro per affrontare una gara che offre poco tempo a disposizione prima della bandiera verde. Certo, non sarà in lotta per il podio Lorenzo, almeno non ancora.

Nella stessa situazione c’è Andrea Iannone, che sempre nelle FP1 era a tribolare con stravolgimenti, mosse e azzardi sulla sua Suzuki, forse segno che la via per competere con Honda e Yamaha non è tracciata in modo chiaro.

Lì davanti c’è da aspettarsi un Maverick Vinales, al comando nella maggior parte delle giornate in cui la MotoGP è scesa in pista in questo 2017 test e prove libere compresi. Vinales avrà un cliente difficile questo weekend, a pochi metri dal suo sgabello nello stesso box: si tratta di quel Valentino Rossi che arriva in Spagna in gran spolvero da leader della classifica, su una pista che storicamente gli piace assai.

A giocarsi il podio l’inesauribile Marquez, seccato di aver lasciato per terra punti importanti e consapevole di dover mettere -ancora per un po’, fino allo step promesso da Honda per Le Mans- tanta farina del proprio sacco per guidare una moto che sembra meno accondiscendente della Yamaha.

A proposito di Iwata, i due Rookies Zarco e Folger ronzano intorno all’idea di avvicinarsi ai punti che contano dall’inizio della stagione e chissà che non si trovino a sfruttare un qualche imprevisto tra i senatori.

All’appello manca Andrea Dovizioso, che tanto sconsolato quanto obiettivo, nella giornata di ieri ha confermato: “è evidente che la Ducati non è ancora pronta per lottare per il titolo, la volontà era presentarsi nel 2017 per poterlo fare ma dovremo rimandare”. Non indora la pillola Andrea, visto che semmai l’incombenza di lottare per vincere è la sua. Con la speranza di rivedere anche un Jorge Lorenzo nella parte alta della classifica al più presto, rimane il rammarico di una casa italiana che ha speso moltissimo -oltre a decine di milioni di euro per avere nel box un campione del mondo a garanzia, che ora non lascia briciole per lo sviluppo in un campionato come la Superbike che stava cominciando a sorridere alla rossa – e che a conti fatti alla quarta gara depone le armi e torna a godere dei punti del “solito” Dovizioso. Valeva la pena provare a calare l’asso anche se il limite della GP17, forse, era già stato raggiunto da Dovi nei test invernali.

(Credits: LaPresse)

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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