MotoGP e F1, sportellate estive

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MotoGP e F1, sportellate estive

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Lasciare Assen con un Andrea Dovizioso a guidare la classifica del Motomondiale e un Valentino Rossi che incornicia una delle gare più entusiasmanti di sempre è quanto di meglio un appassionato di moto con passaporto italiano potesse sperare.

I test Yamaha a Barcellona sembrano avere portato quello switch che serviva sia a Rossi che a Vinales per giocarsi, di nuovo, i punti che contano. Dal canto suo Maverick si è auto eliminato lasciando sull’asfalto uno zero che a questo punto della stagione si può ancora risolvere, è vero, ma che sarebbe stato di gran lunga meglio non fare in ottica mondiale. Marquez dimostra una volta in più di esserci sempre, di fare la differenza ugualmente, che i problemi in pista derivino da una Honda che non è quella della supremazia giapponese degli anni passati o da una gomma che -a essere sinceri- in pochi capiscono come potrebbe comportarsi da un GP con l’altro (vedere alla voce dichiarazioni “accese” su Michelin di Cal Crutchlow per una dose di verità senza peli sulla lingua).

Ad Assen c’era stato perfino un barlume di ritorno di Andrea Iannone, naufragato a metà corsa, che potrebbe fare ben sperare per un’estate in focus della Suzuki, jet privati e reportage di gossip più o meno patinati da Ibiza permettendo.

Ci si prepara per la tappa imminente del Sachsenring, dove arriva anche Jorge Lorenzo dopo un doppiaggio (subito da un pluricampione del Mondo con un manico indiscutibile) che rimarrà tristemente negli annali: lui sembra essere l’unico ad averla presa bene.

Così a sensazione in Germania bisognerà prepararsi a vedere come prosegue la saga Zarco – Rossi, magari con un colpo di testa in pista del campione di Moto2 vista la confidenza che il pilota del Team Tech3 nutre in se stesso.

Ci sono un sacco di würstel sul fuoco della griglia tedesca per domenica: davanti a cucinarli tutti ci saranno Marc Marquez che ha davvero bisogno di una vittoria, Valentino Rossi e Maverick Vinales che telai/gomme permettendo sono accomunati al destino di non poter farsi sfuggire nessuna occasione, le Ducati ufficiali con Andrea Dovizioso con il suo cambio di marcia a regalargli soddisfazioni che da tempo non aveva, e Danilo Petrucci che in Sassonia sa come spremere la sua GP17. Poi certo, rimane l’incognita pioggia, o peggio, l’incognita gommista che fino al WUP magari scombina i piani di tutti e finisce che in Germania vince di nuovo Jack Miller.

In F1 a Baku, Ricciardo sdraia di nuovo Verstappen, dove è andato in scena un podio che non rivedremo più tanto facilmente.

Si rivedranno a beve invece, in Austria, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton dopo uno di quegli episodi in pista che fanno la stagione. Dicono che la telemetria di Hamilton rivela che il pilota Mercedes al primo contatto con la Ferrari non avesse toccato il freno, dicono. Lauda dice che “chi è davanti sceglie il passo che preferisce e gli altri si adeguino”, dice. Arrivabene risponde che dal canto loro a Maranello sono abituati a lavorare e parlare poco: gli ingredienti per un GP infuocato allo Spielberg ci sono davvero tutti e a questo punto il calo delle gomme, la scelta delle mescole passano anche in secondo piano. Sportellate in F1, che gusto inedito.

 

(Credits: La Presse)

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Irene Saderini Negli ultimi anni è stata il volto femminile della MotoGP su Sky. Irene ha scritto la sua prima Prima Pagina a 23 anni sul Sole 24 Ore, in autunno d... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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