QUELLO CHE POTREBBE ACCADERE AD AUSTIN

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Quartultimo appuntamento del motomondiale con la lotta al titolo ancora aperta. Bagnaia costretto di nuovo alla vittoria, Quartararo chiamato a fare il compitino senza strafare, ma occhio a Marquez, che è il grande favorito del gp texano. Di seguito tutti i temi caldi dell’imminente fine settimana sulla pista di Austin.

 

BAGNAIA NON MOLLA

Con due vittoria consecutive, Aragon e Misano, Pecco su Ducati ha dimostrato a tutti che il mondiale piloti è tutt’altro che chiuso. Certo i 48 punti di distacco dal leader del mondiale, lo yamahista Quartararo, sono molto, quasi equivalenti a 2 gran premi. Ecco perchè Bagnaia dovrà spingere al massimo e facendo ciò potrebbe ottenere tutto e il contrario di tutto: vincere il suo terzo gp di fila o cadere e gettare definitivamente la spugna. Gli esperti lo sanno secondo favorito sia nella qualifica che in gara ma secondo noi per Pecco a Austin non ci saranno mezze misure.

 

QUARTARARO, CALMA E SANGUE FREDDO

C’è chi è costretto a rischiare per rincorrere un sogno e chi invece può gestire. Stiamo parlando del capoclassifica francese che paradossalmente potrebbe anche accontentarsi di due quinti posti e due quarti posti fra USA, Misano Bis, Portogallo e Valencia, per diventare campione del mondo. Gli analisti lo valutano come primo favorito per il sabato e come terzo per la domenica. Un podio, come detto, senza rischiare molto, per Fabio sarebbe come una vittoria.

 

MARQUEZ E QUEL 7 DA INSEGUIRE

E poi c’è lui, il Cabroncito, il campione dei campioni, che non ha intenzione di lasciar spazio alle nuove leve. Nonostante un’annata complicata e condizionata dai problemi fisici risalenti al 2020, Marquez ha vinto in Germania ed è arrivato secondo ad Aragon. Sui saliscendi di Austin, in un tracciato che mixa parti tortuoso e rettilinei e a curve a gomito, la sua classe può fare la differenza. Ed infatti gli addetti ai lavori lo reputano il primo favorito alla vittoria della gara di domenica. Qualora il pilota Honda dovesse vincere in Texas, sarebbe il suo settimo sigillo nella storia del GP delle Americhe.

 

BINDER E RINS AGLI OPPOSTI

Dopo aver esaminato i tre piloti che sulla carta dovrebbero darsi battaglia sia per la pole che per la vittoria in gara, parliamo di due piloti, Binder e Rins che hanno numeri agli antipodi. Il sudafricano della KTM è, dopo Quartararo e alla pari di Bagnaia e Mir, quello con meno ritiri in stagione (solo uno a Jerez). Sono quindi ben 13 su 14 le gare in cui è andato a punti, compreso il successo in Austria. Totalmente diverso il cammino per lo spagnolo della Suzuki che, dopo Alex Marquez e alla pari di Marc Marquez, Oliveira, Lecuona e Petrucci è quello che si è ritirato più volte (ben 4, l’ultima due settimane fa a Misano). Trend differenti per due piloti che come valori generali, sono invece molto vicini fra loro. Chi dei due andrà meglio sulla pista di Austin?

 

DOTTORE, RIALZA LA TESTA!

Chiudiamo con Vale, giunto alla sua quartultima gara in carriera. Le recenti gare sono state al limite del disastroso (19°, 18° e 17° posto). Serve un’inversione di tendenza in queste ultime gare per chiudere come si deve la sua storia con la Motogp. Riuscirà VR46 ad andare a punti, ovvero posizionarsi nei primi 15 in classifica alla bandiera a scacchi?

 

(Credits: Getty Images)

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