Olimpiadi | Karsten Warholm, la corsa perfetta

Olimpiadi | Karsten Warholm, la corsa perfetta

Olimpiadi | Karsten Warholm, la corsa perfetta

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Alla fine, si è messo le mani nei capelli, stracciandosi le vesti – o meglio, il body di gara – per urlare al mondo quell’impresa formidabile che perfino a lui pareva troppo irreale per dirsi compiuta. Perché, a leggere quel risultato, c’è davvero da pensare che per Karsten Warholm i cronometri andrebbero ritarati. Con il tempo impossibile di 45″94, l’atleta norvegese ha sbaragliato ogni possibile confronto. Al punto che il secondo classificato, l’americano Rai Benjamin, ha corso addirittura mezzo secondo più lesto di ogni altro ostacolista della storia con i suoi 46″17, ma si è dovuto arrendere alla furia supersonica del Thor indiscusso della velocità, al punto tanto da esclamare: “Se qualcuno mi avesse detto che con questo tempo sarei arrivato secondo l’avrei picchiato”.

 
Il precedente record, quello di 46”78 di Kevin Young, ha resistito 29 anni prima di essere stracciato in una gara definita come la migliore corsa in 125 anni di storia olimpica. Lo stesso Young ha chiarito qualsiasi dubbio con poche e semplici parole: “Non ha battuto il mio record, lo ha massacrato. È degno di Beamon“. E per la cronaca, Bob Beamon è stato l’uomo che il 18 ottobre 1968 a Città del Messico, con un prodigioso colpo di reni prima e due piccoli balzetti da canguro all’atterraggio poi, praticamente spiccò il volo. I giudici non riuscirono nemmeno a misurare il suo salto in lungo con il lettore ottico, che non arrivava a tanto, facendo così ricorso alla sempreverde fettuccia metrica. 8,90 di netto registrati, primato e il campione che sembra perdere i sensi per la gioia.

 
La storia che va spesso per corsi e ricorsi si riannoda così con l’impresa eccellente di Warholm, capace non solo di stracciare il record da 46″78 a 45″94 con un incremento di 1,80%, di gran lunga migliore di quello di Usain Bolt passato da 9″74 a 9″58 nel 2009, ma anche di poter gareggiare praticamente ad armi pari contro i 43”03 di Wayde van Niekerk, il primatista mondiale dei 400 piani, visto che il fulmine norvegese con quella manciata di secondi in più mette sul proprio percorso anche dieci ostacoli da superare.

 
Pochi dubbi quindi sulla straordinaria prova di potenza, tecnica e agonismo senza pari portata in campo da Karsten Warholm nella cornice di Tokyo. Si dice che la perfezione appartenga a un altro mondo, ma nella sua gara impossibile Warholm, ha sfatato anche questa credenza salto dopo salto, mettendosi tutto alle spalle, avversari, record e cronometri compresi. Filando come una scheggia più forte di chiunque altro, prima di rendersi conto di essere davvero in grado di realizzare la corsa perfetta.

 

 

 

(Credits: Getty Images)

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