A scanso di equivoci

A scanso di equivoci

A scanso di equivoci

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È tornato il dibattito sull’eventualità che una squadra si scansi, favorendone un’altra.
È un tema subdolo, figlio di prestazioni ambigue del passato, di una cultura del sospetto che tuttavia nel nostro Paese non ha esattamente radici infondate.
Da una parte c’è una vena di ipocrita perplessità e dall’altra un ossessiva ricerca dell’ombra, della puzza in un ambito che ha educato i tifosi a diffidare.
Parlavo di una perplessità ipocrita perché siamo un Paese che ha avuto tre gravi scandali in 26 anni, più altri nelle leghe inferiori, abbiamo visto calcioscommesse, calciopoli, con il coinvolgimento di campioni come Paolo Rossi, Giordano, Doni, Signori e tanti altri, abbiamo letto verbali interi, con dichiarazioni terribili che parlavano apertamente di come truccare una gara. Abbiamo poi visto squadre retrocesse d’ufficio ma la reazione è sempre stata quella di mettersi tutto dietro le spalle, non pensarci più e, se possibile, ridimensionare o addirittura negare come clamorosamente accaduto dopo calciopoli.

Nel frattempo abbiamo iniziato a guardare con crescente sospetto l’atteggiamento di alcune squadre che, nel corso della stagione, affrontavano le più forti, ad esempio la Juventus, scegliendo di giocare senza troppo impegno per non stancarsi troppo in vista di una partita successiva a breve distanza. Giampaolo fece arrabbiare più di qualcuno quando la scorsa stagione scelse di schierare una formazione con qualche riserva in casa dei bianconeri, proprio perché la Samp aveva un impegno tre giorni dopo.
È successo anche quest’anno con la Doria che, dopo la netta sconfitta a Torino, è stata rinominata Scansdoria.
La Lazio venne accusata di essersi scansata con l’Inter a causa del gemellaggio tra le due tifoserie e di uno striscione ormai celebre apparso dopo il gol nerazzurro: “oh noooo”.
Naturalmente i malpensanti si sono ben guardati dal sostenere la cosa in occasione di partite vinte dalla Lazio contro l’Inter, su tutte quella del drammatico 5 maggio 2002.
Oggi il timore dei tifosi juventini è che la Fiorentina, nemica giurata della Juve, lasci vincere il Napoli pur di agevolare una diretta concorrente.

È una paura quasi comica, oltre che impossibile nella sua attuazione. Vale per la maggior parte delle situazioni in cui i tifosi temono un simile episodio.
Il motivo è che i legami e le rivalità appartengono più al mondo dei tifosi che a quello dei giocatori. Sono due mondi paralleli che non si incontrano quasi mai.
La Fiorentina ha bisogno di punti e anche se non ne avesse necessità il motivo dell’eventuale mancata partita alla morte, dipenderebbe esclusivamente da una mancanza di stimoli. Resta il problema culturale delle squadre che non giocano al massimo per risparmiarsi in vista del prossimo impegno, se pensano di non avere chance contro una big e al massimo poter ottenere un punticino.
Fiorentina-Napoli sarà una partita difficile per la squadra di Sarri ma è logicamente favorita al punto che SNAI assegna ai partenopei una quota di 1,45 per la vittoria, contro i 7,50 per i Viola e il 4,50 al pari.
La Fiorentina giocherà a calcio, come in tutte le occasioni in cui due club importanti si incontrano e…per scansare equivoci.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e conduttore di RMC Sport è anche esperto di conduzione e comunicazione. Collabora con la medesima ... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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