È davvero l’ultima spiaggia di questa Juve?

È davvero l’ultima spiaggia di questa Juve?

È davvero l’ultima spiaggia di questa Juve?

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È difficile credere che una partita di campionato al 1 dicembre possa davvero essere decisiva, per quanto importante sia, e qualunque sia il distacco. Se poi la differenza tra le squadra in questione è solo di 4 lunghezze, allora è ancora più difficile da credere. Ma è diffusa la sensazione che Napoli-Juventus possa avere un giudizio semidefinitivo solo in caso di sconfitta: non solo perché farebbe piombare la Juve a -7, ma soprattutto perché si tratta di questa Juve, e di questo Napoli.

IL TETTO BIANCONERO – La notizia è – ed è strano dirlo – solo nella squadra bianconera. È strano dirlo perché in verità per 5 anni non è mai stata notizia, abituati come siamo stati a vederla sempre immarcescibilmente prima. Adesso invece la leader solida e suprema nel gioco è il Napoli, e la notizia è questa Juve incerta. Perché l’eventuale -7 sarebbe un macigno proprio in virtù del fatto che non abbiamo assistito negli ultimi 3 mesi a una squadra particolarmente in crisi, come per esempio accadde prima della rimonta di 2 anni fa, ma piuttosto a una squadra che ha collezionato un ottimo bottino di punti ma davvero mai convincente, tanto nel gioco quanto nell’idea totale di squadra.
In definitiva, la Juventus l’abbiamo vista, la squadra è quella, ha raggiunto il suo tetto possibile, non ci sono particolari frecce ancora da scoccare nella sua faretra, e dunque il margine di miglioramento può arrivare solo se dovesse crescere l’autostima, ma il valore è grossomodo questo.

IL CIELO NAPOLETANO – Di contro, ovviamente, c’è il Napoli che sfonda il tetto delle sue ambizioni. Certo, detto che una vittoria della Juve sembra estremamente improbabile da qualsiasi punto di vista lo si veda, tuttavia pareggiare sarebbe una discreta frustrazione per Sarri, che ha un’occasione unica di colpire a morte già a dicembre la fiducia della Juventus. Chissà se la Juve rimarrà fino alla fine come contendente ufficiale, ma l’iconicità della sfida ricorda lo Juventus-Napoli 1-3 del novembre ’86, la partita unanimemente riconosciuta da Maradona & co. come il vero punto di svolta del primo scudetto napoletano. È vero, il titolo fu conquistato nella corsa sull’Inter, ma vincere a Torino quella volta rappresentò il salto definitivo non solo per la quasi storica impossibilità di riuscirci al Comunale, ma anche perché la Juve era la campione in carica pienamente in corsa a novembre, nell’ultimo anno di Platini.
Stavolta non siamo a Torino, e la pagina di novembre del calendario è appena volata via, ma mandare la Juve a -7 con uno scontro diretto…

SE ALLEGRI È MEGLIO DI SARRI – Nessuno oggettivamente considera Allegri superiore a Sarri in questo momento, con una proporzione anche piuttosto ingiusta nei confronti del livornese. Eppure, comunque la pensiate, è un dato di fatto che Allegri a Sarri gliel’abbia sempre incartata. Teoricamente anche prima che Sarri andasse al Napoli, con il computo fino al 2015 che dice 3 vittorie Allegri, 1 Sarri, e 2 pareggi.
Ma quello che ci importa è da quando si confrontano sulle panchine attuali, e analizzando il dettaglio si vede che la supremazia di Allegri è ben più netta di quanto non dica il bilancio di 3 vittorie Allegri, 2 Sarri, 1 pareggio: perché in verità le due vittorie di Sarri sono state nelle due partite più innocue – il ritorno di Coppa Italia che comunque qualificò la Juve, e il primissimo scontro con la irreale Juve in crisi, capace anche di pareggiare in casa con il Frosinone.
Invece, ogni volta che la partita contava qualcosa o molto, Allegri l’ha sempre incartata tatticamente a Sarri, che solo alla Juve non è mai riuscito a imporre il proprio gioco, e che sistematicamente arrivava con il vento in poppa del favorito, per finire a ripararsi dalla tormenta della delusione.
Ed è per questo che l’atteggiamento conseguente sembra quello più logico.

COME GIOCHERANNO – Si dice che la Juve debba rimpiangere le mancate convocazioni di Mandzukic, Hoewedes e Lichtsteiner. Ma in verità, sono le assenze più digeribili possibili. Sì, anche quella del Mandzo.
Perché in verità Allegri in casa del Napoli in questo momento non avrebbe giocato con nessun altro modulo che non sia il 3-4-2-1, che concede pochi spazi e lascia l’iniziativa agli avversari, come del resto Allegri ha sempre fatto con Sarri.
Non esiste pensare che la Juve in questo momento poco brillante si sognasse di venire a proporre il 4-2-3-1, e quella su Higuain è sembrata più che altro pretattica e cautela, visto che già lunedì sera a poche ore dall’operazione il d.g. Marotta si arrischiava in un “Al 50% giocherà”.
Anche perché con tutto il rispetto per Mandzukic, l’Higuain dell’ultimo mese è stato l’attaccante più positivo della Juve, soprattutto padrone di nuovo della sua fulminea rapidità di esecuzione, dunque sarebbe stato impensabile teorizzare una Juve rinunciarvici a prescindere.

CHE PARTITA SARÀ – Al punto che il rischio principale sembra contrarlo il Napoli, se è vero come è vero che sarà costretta a giocarsi la seconda scelta Maggio a destra, dirottando Hysaj a sinistra. La cosa positiva per il Napoli è che il duello in fascia è di qualità drasticamente bassa, visto che la Juve opporrà a sinistra Asamoah e a destra De Sciglio, anche loro anelli deboli del meccanismo opposto. Allegri verrà per contenere, sa che uscire imbattuto è più importante che provare a vincere, mentre il Napoli dipende dall’abilità di riuscire a fare salire i giri negli ultimi 30 metri, cioè il proverbiale tarlo di Sarri nelle grandi partite. Dovrà comunque guardarsi dall’indisciplinato Douglas Costa tuttavia minaccioso allargandosi su Maggio, ma la chiave è la pressione che verrà messa su Jorginho, per rubargli palla e rilanciare nello spazio Dybala, su cui la marcatura di Hamsik sarà necessariamente più allenata. Mentre dall’altro quasi tutto dipende dall’asse Insigne-Mertens, dalla capacità di Lorenzo il Magnifico di far saltare la posizione di Benatia, nonché il mismatch di velocità che Mertens creerà con Barzagli.

COME FINIRÀ – Per SNAI la vittoria del Napoli è comunque alta, a quota 2.05. E in fondo nemmeno troppo alta quella della Juve, a 3.75, così simile in quota all’opzione migliore, il pareggio a 3.35. Nei 4 precedenti in campionato tra Sarri e Allegri con Napoli e Juve si sono avuti due Under e due Over, ma questa volta il pendolo oscilla più sui pochi, a 1.73, contro l’Over a 2.00. Magari non a reti bianche, non foss’altro perché sui calci piazzati entrambe mostrano la corda, e infatti non a caso SNAI quota l’1-1 come risultato più probabile, a 6.25. Perché è vero che non esistono partite definitive. Ma se questa Juve finisse a -7 da questo Napoli…

 

(Credits: Getty Images)

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Tancredi Palmeri Autore SNAI che tratta di calcio, con le quote presenti sul sito snai.it... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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