Juve-Inter mai scontata

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Juventus – Inter parte da due presupposti diversi. La Juventus viene da un ottavo di finale prestigioso con il Bayern Monaco, con cui ha imbastito un match apparso impari e rischiato di uscire dalla competizione già dopo un tempo. Sotto di due gol ha però trovato la reazione che le ha ridato le consuete certezze che sembravano perdute dopo il monologo tedesco. Dall’altra parte l’Inter arriva dall’ennesima tribolata settimana in cui i giornali hanno apertamente parlato di cessione della società da parte di Erick Thohir e sottolineato, per la terza volta in due settimane, la pesante situazione debitoria della società.

È evidente che il campo parla un’altra lingua ma queste situazioni si ripercuotono inevitabilmente anche nella serenità della squadra, nonostante Mancini ritrovi Kondogbia, il francese a cui è stata tolta una giornata di squalifica sarà dunque a disposizione. Il vero solco che c’è tra Inter e Juventus, oltre all’attuale divario tecnico ed economico è nella mentalità perché la Juventus ha trovato in questi anni sempre più consapevolezza e la forza mentale che le consente di andare ad affrontare ogni partita come se non dovesse mai smaltire le scorie della gara precedente. L’Inter al contrario ha innestato la retromarcia quando era in corsia di sorpasso. Un’involuzione con pochi precedenti e mille spiegazioni che l’hanno portata a salutare la vittoria sulla Sampdoria come un evento.

Domenica sera Allegri perde Marchisio e Khedira ma ha ricambi in abbondanza. Mancini invece non ha alcun costruttore di gioco vista l’assenza di Brozovic e una rosa costruita senza riguardo per la qualità a centrocampo.

I precedenti dicono che il risultato non è mai scontato, nemmeno quando l’Inter arriva da netta sfavorita. Lo dimostrano le cinque vittorie in casa bianconera dal 2003 contro le sei dei padroni di casa (comprensive di coppa Italia e finale di supercoppa del 2005)

L’Inter è una squadra dal futuro incerto, custodita fragilmente dalla società e da un allenatore di cui si parla regolarmente male per aver fatto fare dei cambi tecnici che non hanno portato a radicali progressi della squadra. Impossibile arginare lo tsunami del malcontento e riferire della necessità di un triennio per avere dei risultati. Complice una società che non fa mistero della fondamentale qualificazione al terzo posto per risanare i conti e un tifo nerazzurro che si avvicina al match con i bianconeri, consapevole di avere una squadra precaria e priva di leader. La Juventus invece approccia la partita con energie da distillare e l’ennesimo carico di autostima per il “reparto mentalità”.

Gioca in casa, sa che il Napoli affronta un test altrettanto difficile con la Fiorentina e che se pareggia potrebbe non essere decisivo. Difficile immaginare questa Inter vittoriosa a Torino, specie dopo la pessima prestazione di poche settimane fa in Coppa Italia, capace di rivitalizzare Morata ma i numeri per un exploit li avrebbe, a partire da Icardi, spesso in gol allo Stadium ma a contare sarà soprattutto il senso della rivalità e quell’invisibile dna di cui le due squadre sono permeate. Per questo ogni tanto la follia prevale sulla solidità.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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