Campioni d’Italia (a breve)

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Possiamo dirlo già da oggi o, anche in un caso come questo, è necessario che i tifosi juventini facciano gli scongiuri? La Juve in questa 32esima giornata di campionato si è praticamente laureata Campione d’Italia. Il dato, non ancora acquisito con la matematica, somiglia molto alla ormai altrettanto certa retrocessione di un Benevento che con la formazione attuale avrebbe avuto ottime chance per salvarsi.

La Juventus dopo aver asfaltato il Real Madrid, umiliandolo in casa con tre gol, facendosi eliminare solo per mezzo di un rigore al 93°, ha liquidato la pratica con facilità irrisoria.
In pratica si tratta del settimo scudetto consecutivo, grazie al pari del Napoli in casa del Milan e a Donnarumma, autore della parata dell’anno su Milik allo scadere.
Lo 0-0 di San Siro ha regalato momenti di spettacolo ma anche di sconforto, specie per la squadra di Sarri, meno brillante da diverse settimane, in grado di impensierire la difesa rossonera ma anche di rischiare qualcosa in una partita molto equilibrata. Alla fine nervosismo all’uscita dal campo tra Sarri e Biglia e successivo chiarimento.
Grande sconforto dei tifosi napoletani che speravano almeno di poter arrivare alla sfida con la Juve per potersela giocare o avere almeno l’illusione di poterlo fare. Invece i giochi sono praticamente fatti perché questo -6 a sei giornate dal termine è una sentenza che le quota SNAI certificano assegnando un 1,07 ai bianconeri e un 7,50 agli inseguitori.
La serie di scudetti consecutivi aumenta e non ci sono segni che possa interrompersi nei prossimi anni. Troppo il divario economico e dunque tecnico tra la Juve e le altre. È un male per tutti, compresa la Juventus che da troppi anni corre senza rivali, vince quasi sempre molto prima della fine del campionato mentre ci si illude, come questa stagione, che un Napoli o una Roma possano davvero resistere fino alla fine al ritmo dei Campioni d’Italia.

È una riflessione che faremo anche più avanti ma intanto si registrano due pareggi che non cambiano nulla alla lotta per andare in Champions League. Lo 0-0 del derby capitolino, nonostante le tante occasioni e la Lazio rimasta in 10 per l’espulsione di Radu, non sposta di un millimetro l’equilibrio in classifica.
L’unica variabile è quanto peserà la semifinale di coppa sulla Roma, che rispetto a Lazio e Inter ha un calendario migliore ma anche un doppio impegno settimanale.
Proprio l’Inter ha pareggiato a Bergamo contro un’Atalanta che nel primo tempo ha schiacciato la squadra di Spaletti nella propria area, sprecando tre occasioni da gol nitide, salvo poi sfiorire per evidente stanchezza e rischiare il k.o interno. L’Inter pur rischiando molto nel primo tempo, ha collezionato otto palle gol, di cui due davvero clamorose con Rafinha e Perisic, sciupate clamorosamente.
Il dato di fatto è che l’Inter segna tanto in una partita e poi mai per altre tre o quattro, ha solo due giocatori (Icardi e Perisic) in grado davvero di incidere e nessun centrocampista di inserimento.
Nella lotta per andare in Champions il dato pesa parecchio ma la squadra è ancora lì ad un punto ed è costretta a crederci, con un terrificante Lazio-Inter l’ultima di campionato che potrebbe essere uno spareggio che evoca uno sciagurato 5 maggio.
Meglio risolvere la cosa nelle cinque partite che restano ai nerazzurri.

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Lapo De Carlo Giornalista, conduttore televisivo, radiofonico e direttore dell’emittente Radio Milan Inter è anche esperto di conduzione e comunicazione. Dalla... VAI ALLA PAGINA AUTORE

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